Fimaa

Fimaa

Federazione Italiana Mediatori Agenti d'Affari

Cos'è FIMAA

FIMAA - Federazione Italiana Mediatori Agenti D’Affari

Fondata il 31 gennaio 1954, FIMAA - Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari - è la più grande Associazione del settore dell’intermediazione in Italia, con oltre 12mila imprese associate per un totale di oltre 45mila addetti.

Aderente al sistema Confcommercio-Imprese per l’Italia, la Federazione rappresenta tutto il comparto della Mediazione: Agenti Immobiliari, Mediatori Merceologici, Mediatori Creditizi, Agenti in Attività Finanziaria, Agenti di Servizi vari e lavora in Italia e in Europa per la loro tutela sindacale e crescita professionale.

FIMAA attraverso il dialogo con le Istituzioni è protagonista di tutte le principali normative che regolamentano il settore dell’intermediazione e delle azioni per riportare chiarezza nell’interpretazione delle norme relative al comparto.

La Federazione è tra i fondatori della Consulta Interassociativa Nazionale dell’Intermediazione, organo di raccordo per i rapporti intersindacali tra FIMAA, FIAIP e ANAMA.

Cosa fa FIMAA

IL DIALOGO CON LE ISTITUZIONI È IL VALORE AGGIUNTO DEL NOSTRO SUCCESSO

Testimone di tutte le principali fasi di trasformazione della figura del mediatore, nel passaggio da “sensale” ad agente mediatore professionista sino all’attuale ripartizione professionale di mediatore Immobiliare, Merceologico, Creditizio, Agente in Attività Finanziaria e Agente di Servizi Vari, FIMAA si è evoluta insieme alle imprese del comparto, imparando ad anticiparne le esigenze e lavorando per una sempre maggiore qualificazione professionale delle stesse, lottando contro l’abusivismo della professione.

In oltre mezzo secolo FIMAA ha mantenuto, ampliato e rafforzato i rapporti con le principali Istituzioni nazionali di riferimento per la categoria (Parlamento, Ministeri, Camere di Commercio, Enti locali) rappresentando e tutelando le istanze provenienti dai professionisti del comparto della Mediazione. Molti dei rappresentanti FIMAA collaborano direttamente all’interno della Camere di Commercio e degli Enti locali.

AZIONE SINDACALE. Dalle prime proposte di modifica del Codice Civile, alla definizione della Legge n.253/58, primo intervento diretto per la regolamentazione della professione di mediatore, al duro lavoro per l’approvazione della Legge n.39/89, norma cardine per la “professionalizzazione” della mediazione, alle successive integrazioni apportate con l’approvazione dell’art. 18 della Legge n.57/01, alla direttiva Bolkestein e alla difesa per il mantenimento dei requisiti di accesso alla professione, fino ai recenti sviluppi normativi in vista di una più ampia riforma delle professioni a partire dal D.Lgs n.141/2010, FIMAA è stata e continua ad essere in prima fila per la tutela e la crescita qualitativa della categoria, intervenendo da protagonista in tutte le principali direttive che regolamentano il settore.

Consiglio direttivo
Simona Trucco Presidente
Ezio Balocco Vice Presidente Vicario
Paola Bertola Vice Presidente
Domenico Romano Consigliere
Franco Sampò Consigliere
Giacomo Badellino Consigliere
Sandro Colombo Consigliere
Massimo Sereno Consigliere
Alan Colombero Consigliere
Giusy Achino Cervucci Consigliere
Riccardo Dalmasso Consigliere
Simone Roasio Consigliere

Immobiliare: Fimaa, prezzi e compravendite in crescita nel 2026 grazie alle case “usate”

Mercato delle locazioni ancora in tensione e con contratti più flessibili

Il mercato immobiliare In Italia registra segnali positivi con le compravendite stimate in rialzo nel 2026 e prezzi in crescita, anche se le locazioni potrebbero registrare un leggero rallentamento. Nel consueto “Sentiment” di Fimaa Italia-Confcommercio, realizzato dall’Ufficio Studi e relativo al primo quadrimestre del 2026, gli operatori del settore prevedono compravendite in aumento dell’1-1.5% e prezzi degli immobili in crescita di circa il 2% che porteranno gli scambi del 2026 a superare le 770mila transazioni registrate nello scorso anno. A trainare il mercato dovrebbe essere proprio il settore residenziale già edificato a fronte della carenza di nuove unità e di soluzioni riqualificate. Sul fronte delle locazioni la domanda dovrebbe continuare a superare l’offerta con il conseguente aumento dei canoni, con il mercato delle locazioni che al momento tende ad essere orientato verso formule contrattuali maggiormente flessibili.

“Il Sentiment evidenzia un mercato residenziale strutturato, con possibili oscillazioni territoriali, ma comunque solido” commenta Fimaa Italia.
“Si assiste alla carenza di prodotto nuovo o rigenerato che influisce sui valori delle unità. La domanda – spiega Taverna – è orientata anche verso tipologie diverse dal passato: soluzioni flessibili, spese di gestione contenute e servizi di prossimità in risposta alle mutate esigenze del mercato. Bilocali e trilocali sono le unità maggiormente richieste da lavoratori mobili, studenti, famiglie non più numerose e persone della terza età. Il mercato della locazione continua invece a mostrare forti segnali di tensione su tutto il territorio nazionale”. La casa rimane comunque l’investimento prioritario delle famiglie italiane e si registra un crescente interesse anche da parte di investitori stranieri.

Per quanto riguarda le compravendite, nel primo quadrimestre del 2026, il 35% degli operatori Fimaa rileva che l’offerta stia rallentando, mentre il 54% ritiene l’offerta assestata sugli stessi livelli con una domanda stabile. Un terzo degli operatori ritiene che i prezzi possano aumentare. Il numero delle compravendite rimane stabile per il 50% degli operatori mentre per il 27% le transazioni potrebbero aumentare. FIMAA sottolinea che il principale motore del mercato rimane l’acquisto della prima casa (30%) che potrebbe crescere con la maggior facilitazione dell’accesso al credito. A frenare le intenzioni di acquisto per l’usato da riqualificare sono principalmente i costi elevati di ristrutturazione (33%) e la ridotta capacità di spesa delle famiglie erosa dall’aumento dei costi energetici e dall’inflazione (25%). Le transazioni di nuova costruzione sono circa 54mila unità, pari al 7% del mercato.

“Questo trend è determinato da una serie di fattori – spiega l’Ufficio Studi di FIMAA Italia – a iniziare dai prezzi più elevati del nuovo e della maggiore competitività  determinata dai costi di riqualificazione dell’usato. Dal 2010 ad oggi, i prezzi delle abitazioni nuove sono cresciuti del 30%, mentre quelli dell’usato sono calati mediamente dell’11%. Dall’analisi, inoltre, emerge un clima di prudenza, legato alla diminuzione della capacità di spesa dettata dal costo dell’energia e dall’inflazione”.

Per quanto riguarda le locazioni, Fimaa prevede una contrazione dell’offerta. I canoni di locazione dovrebbero crescere in media del 3-4% con i contratti concordati che potrebbero subire aumenti più sostanziosi (5% studenti). Il report evidenzia ancora un marcato squilibrio tra domanda e offerta anche per i mesi a venire. Per il 64% degli operatori la richiesta sarà in crescita mentre per il 58% l’offerta continuerà a diminuire.

“Anche se, nel 2025, la locazione di lungo periodo è rimasta la tipologia più utilizzata (39%), il suo peso si è progressivamente ridotto” osserva l’Ufficio Studi al comparto Residenziale e Urbano di Fimaa Italia. “Risultano in crescita invece per i contratti transitori (29%) a conferma di una domanda sempre più orientata alla flessibilità abitativa. I contratti agevolati infine, raggiungono circa il 32% del totale, con un ruolo significativo sia del concordato (25%) che per gli studenti (7%)” conclude Fimaa.

Presentato alla Camera il DDL di riforma della professione di agente immobiliare

“Più formazione, legalità e tutela del mercato”

È stato presentato presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati il Disegno di Legge AS 1894 contenente un organico aggiornamento della normativa che disciplina l’attività degli agenti immobiliari, intervenendo sulla Legge n. 39 del 1989.

Alla conferenza stampa hanno partecipato il Senatore Maurizio Gasparri, Presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato e primo firmatario del provvedimento, insieme al Sen. Adriano Paroli, e alla Consulta Interassociativa Fiaip-Fimaa-Anama rappresentata.

Nel corso dell’incontro è stata evidenziata l’importanza strategica della riforma per il futuro della categoria e per il corretto sviluppo del mercato immobiliare italiano, con l’obiettivo di modernizzare e qualificare ulteriormente la professione dell’agente immobiliare, rafforzare la tutela dei cittadini e contrastare abusivismo nel settore dell’intermediazione immobiliare.

Il disegno di legge prevede importanti novità in materia di formazione continua obbligatoria con crediti formativi certificati dalle associazioni di categoria firmatarie del CNEL e la presenza di agenti immobiliari esperti nelle commissioni d’esame camerali, l’introduzione di un percorso universitario dedicato per l’accesso alla professione, previsione della forma scritta nell’esercizio dell’attività di mediazione, la possibilità di intermediare quote societarie immobiliari senza ulteriori abilitazioni e la facoltà di utilizzare un conto dedicato e segregato per la gestione tracciabile delle somme ricevute nelle trattative e l’ inquadramento dei servizi di Property management.

“Con questo disegno di legge si intende adeguare la disciplina della professione alle trasformazioni del mercato immobiliare e alle nuove esigenze dei cittadini, valorizzando il ruolo degli agenti immobiliari professionali quali soggetti centrali di garanzia, trasparenza e sicurezza nelle transazioni immobiliari”.

“Dopo oltre trentasette anni la nostra professione - ha dichiarato Fiaip – ha finalmente l’opportunità di confrontarsi con una proposta organica e moderna. Il completamento di questo passaggio normativo ci permetterà di rafforzare la qualità professionale degli agenti immobiliari e, conseguentemente, la tutela dei cittadini che ogni giorno affidano a noi una delle decisioni più importanti della lora vita: acquistare, vendere o locare un immobile. Più for-mazion, più competenze e più legalità significano un mercato più trasparente, sicuro ed efficiente per tutti”.

“Investire su formazione, aggiornamento professionale e qualità del servizio - ha dichiarato Fimaa-Confcommercio - significa rafforzare l’intero comparto immobiliare e offrire maggiori garanzie ai consumatori”.

“L’unità della Consulta Interassociativa - ha dichiarato Anama – è un segnale importante di responsabilità e condivisione verso una riforma moderna, equilibrata e orientata al futuro del mercato immobiliare italiano”.

“Questa riforma rappresenta un passaggio storico per la categoria e per l’intero mercato immobiliare italiano - dichiarano congiuntamente Fiaip-Fimaa-Anama. Dopo oltre 37 anni si avvia finalmente un percorso di aggiornamento normativo orientato ad elevare qualità, competenze, trasparenza e legalità nell’esercizio della professione di agente immobiliare, a tutela dei cittadini e della credibilità dell’intero comparto. Ringraziamo i Senatori firmatari e tutti coloro che vorranno sostenere questo importante progetto di riforma nell’interesse del mercato, dei consumatori e delle future generazioni di professionisti”.

Piano Casa: Fimaa, per risolvere l’emergenza abitativa intervenire su fiscalità, contratti e tutele

La federazione interviene in audizione di fronte alla Commissione Ambiente della Camera

“La crisi abitativa italiana oggi non nasce soltanto dalla mancanza di case, ma dalla difficoltà di riportarle sul mercato. In Italia ci sono 5,5-6 milioni di abitazioni  potenzialmente recuperabili ai fini abitativi che potrebbero contribuire in modo significativo ad alleviare la pressione abitativa”. È il quadro che ha tracciato Fimaa-Confcommercio Italia, nel corso dell’audizione sul Piano Casa che si è tenuta di fronte alla Commissione Ambiente della Camera. Il problema, tuttavia, è che in questo momento, “locare un immobile viene percepito come un rischio eccessivo, l’offerta si riduce o addirittura il mercato si blocca. La crisi colpisce soprattutto quella che definiamo ‘fascia grigia’: giovani lavoratori, famiglie monoreddito, studenti fuori sede, giovani coppie e lavoratori in mobilità che non rientrano nell’edilizia pubblica ma che, allo stesso tempo, non riescono più ad accedere serenamente al libero mercato”.

Nel corso del proprio intervento Fimaa ha espresso apprezzamento per le misure contenute nel Piano Casa “che affronta finalmente il tema dell’abitare con un approccio strutturale e non più esclusivamente emergenziale”, e ha sottolineato “l’attenzione rivolta al recupero del patrimonio edilizio esistente, alla rigenerazione urbana, alla semplificazione procedurale e al rafforzamento dell’offerta abitativa sociale e convenzionata”.

Tornando all’emergenza abitativa, Fimaa ha quindi spiegato che le ragioni che spingono i proprietari a lasciare gli immobili vuoti sono essenzialmente tre: la  fiscalità elevata, la rigidità contrattuale e la scarsa tutela rispetto al rischio della morosità. Sul piano fiscale, la Federazione propone quindi di ridurre l’IMU sugli immobili locati, o permetterne la deducibilità; di valorizzare i contratti a canone concordato; di riconoscere una tutela fiscale nei casi di morosità; e di chiarire definitivamente i casi in cui si può applicare la cedolare secca. Secondo la Fimaa, inoltre, è necessario restituire fiducia ai proprietari degli immobili riconoscendo il contratto di locazione quale  titolo esecutivo – di modo che, in caso di grave inadempimento da parte dell’inquilino, possano rientrare più facilmente in possesso dell’appartamento – e creando una banca dati nazionale dei procedimenti di sfratto per morosità, sul modello dei sistemi utilizzati nel credito, come il CRIF. La Federazione ha infine chiesto di introdurre una maggiore flessibilità contrattuale, coerente con le trasformazioni del lavoro e della mobilità abitativa, soprattutto delle giovani generazioni.

Per risolvere l’emergenza abitativa, tuttavia, occorre intervenire anche su altre criticità. In primo luogo, “è necessario favorire i cambi di destinazione d’uso, soprattutto per immobili direzionali e uffici oggi sottoutilizzati” ha detto Pezzetta. “La possibilità di trasformare tali immobili in abitazioni rappresenta una leva con-creta per ampliare l’offerta senza consumare nuovo suolo, valorizzando il patrimonio esistente e accompagnando le trasformazioni economiche e sociali in corso”. Inoltre, occorre favorire l’accesso alla prima casa, e sotto questo profilo “la recente restrizione del Fondo Prima Casa alle sole categorie prioritarie rischia di escludere una vasta parte della popolazione che, pur non essendo in condizione di disagio estremo, non riesce ad accedere al credito senza garanzia pubblica”.

“La politica della casa non si misura soltanto su quante abitazioni si costruiscono, ma su quante si riescono realmente a rimettere in circolo” ha concluso Fimaa-Confcommercio. “Le case in Italia esistono. La vera sfida oggi è renderle nuovamente accessibili attraverso un sistema nel quale affittare torni ad essere sostenibile,  equilibrato e sicuro”.

DDL Edilizia: Fimaa Italia presenta un pacchetto di misure per facilitare le compravendite

Incontro con i relatori Erica Mazzetti e Fabrizio Rossi

Facilitare il cambio di destinazione d’uso degli immobili, per riconvertire quegli edifici che oggi sono inutilizzabili e offrire soluzioni innovative e sostenibili; semplificare e  digitalizzare le procedure di compravendita, in modo da facilitare le verifiche urbanistiche e velocizzare le transazioni; intervenire sulla certificazione di agibilità degli immobili e sulle dichiarazioni di conformità, per tutelare consumatori e operatori del settore; favorire la rigenerazione urbana, anche attraverso il recupero del patrimonio edilizio,  predisponendo strumenti normativi e incentivi che tengano conto delle possibilità dei cittadini.

Sono alcune delle proposte di modifica al ddl di delega al Governo per l’adozione del Codice dell’edilizia e delle costruzioni che Fimaa ha presentato ai relatori del provvedimento, gli onorevoli Erica Mazzetti (FI) e Fabrizio Rossi (FDI), in due incontri che si sono svolti nella giornata di ieri presso la Camera dei deputati.

Sia l’on. Mazzetti che l’on. Rossi, estremamente competenti sulle tematiche affrontate, hanno ascoltato con grande attenzione le proposte della Federazione, condividendone
diverse e avanzando osservazioni puntuali e preziose.

Particolare apprezzamento è stato mostrato per le misure riguardanti la semplificazione e la digitalizzazione delle procedure di compravendita – tra cui agevolare le  procedure d’accesso alla documentazione urbanistica e amministrativa e digitalizzare l’accesso agli atti presso gli uffici tecnici comunali, facilitando verifiche edilizio-urbanistiche e velocizzando la compravendita di immobili –, volte ad agevolare sia i consumatori che gli operatori. Inoltre, di grande interesse è stata ritenuta la proposta di coordinare la disciplina sugli immobili oggetto di procedure esecutive, prevedendo che il termine di sanatoria decorra dal momento dell’effettiva scoperta e conoscenza dell’abuso, che deve farsi risalire al momento della conseguita consegna dell’immobile – qualora di ciò non vi sia evidenza nella relazione del CTU.

Fimaa-Confcommercio ha inoltre ribadito la proposta di reintrodurre la cedolare secca al 21% per le locazioni commerciali e per gli uffici e studi privati, che la Federazione avanza da diversi anni evidenziando come una simile misura possa incentivare l’insediamento di nuove attività economiche e contrastare la desertificazione dei centri storici e la quasi totale scomparsa delle attività artigianali, oltre a determinare un recupero in termini di evasione tributaria.

Piano Casa: Fimaa Italia plaude all’intervento del Governo

"Recepite molte istanze della Federazione, ma per rivitalizzare le locazioni servono certificato di affidabilità e banca dati degli inquilini"

Positivo il Piano Casa annunciato dal Governo, l’intervento prende infatti in considerazione molte delle istanze che nel corso degli anni la Fimaa-Confcommercio Italia  ha portato avanti sui vari tavoli di confronto e nelle audizioni parlamentari, per contribuire ad affrontare in maniera opportuna le varie criticità del mercato immobiliare.

La Federazione Italiana Mediatori Agenti di Affari – aderente a Confcommercio – esprime apprezzamento per il pacchetto di misure che puntano a realizzare e ristrutturare alloggi a sostegno dell’edilizia residenziale pubblica. “La previsione di 10 miliardi di spesa per i prossimi 10 anni a sostegno di chi è in difficoltà ad approcciare il mercato della compravendita o della locazione” commenta Fimaa, “rappresenta un intervento essenziale per rivitalizzare il mercato”.

Fimaa Italia pone però l’accento su quelle misure – a lungo auspicate dalla Federazione – per rendere certa la riconsegna degli immobili in locazione alla scadenza del contratto. “Una scelta apprezzabile per restituire fiducia ai proprietari privati attraverso la semplificazione delle procedure di sfratto per morosità – spiega Fimaa –. Queste misure contribuiranno a riportare sul mercato parte degli oltre 9 milioni di immobili attualmente sfitti (circa un quarto di tutte le unità del Paese) per ampliare l’offerta locativa e la conseguente riduzione dei canoni. L’emergenza abitativa non è causata dalla scarsità di alloggi nel nostro Paese, ma dal fatto che diversi proprietari scelgano di tenere le proprie case sfitte per paura di ritrovarsi con inquilini morosi”.

Per ovviare a questo problema, Fimaa chiede anche di “adottare, come hanno già fatto altri Paesi, un certificato di affidabilità che, sulla base del reddito dell’interessato,  possa evidenziare l’importo del canone sostenibile” aggiunge Fimaa. La Federazione inoltre rilancia la proposta di creare una banca dati che consenta di valutare il merito locativo degli aspiranti conduttori, così come avviene nel credito con il sistema informativo CRIF.

Fimaa esprime apprezzamento per la valorizzazione delle economie di prossimità per favorire lo sviluppo del tessuto economico e sociale. “La presenza di attività  commerciali e di servizi nelle aree urbane è un fattore fondamentale per rendere un quartiere vivibile, sicuro e socialmente dinamico. Positivo, infine, anche il rifinanziamento del fondo di garanzia sull’accessibilità finanziaria per l’acquisto della prima casa “anche se, purtroppo, rimane riservato agli under-36” conclude Fimaa.

Presentazione di martedì scorso in Ascom a Savigliano

Torna il Borsino Immobiliare del Piemonte: un mercato in ripresa tra innovazione e crescita

Dopo un'assenza di quasi 18 anni, Fimaa Piemonte, la Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari aderente a Confcommercio, ha presentato la nuova edizione del Borsino Immobiliare del Piemonte 2025, una pubblicazione scientifica che fotografa lo stato di salute del mercato regionale.

Fortemente voluto dai Presidenti delle Fimaa del Piemonte, il volume si propone come un vademecum essenziale per operatori e cittadini, integrando i dati sulle quotazioni del 2024 con i trend del primo quadrimestre 2025.

Il Borsino 2025 dedica inoltre ampio spazio alla rivoluzione tecnologica. L'integrazione dell'Intelligenza Artificiale sta trasformando il lavoro dell'agente immobiliare attraverso l'analisi predittiva dei dati ed assistenti virtuali 24/7, puntando a una maggiore efficienza e professionalità del settore.

Un supporto concreto per il cittadino - Oltre ai valori di mercato, il Borsino offre approfondimenti tecnici su tassazioni, registrazione dei contratti preliminari (modello RAP) e di locazione, oltre a guide pratiche sul calcolo delle superfici e sul sistema del prezzo-valore

“Il convegno di oggi, molto partecipato, fa capire quanto è stato apprezzato dalla categoria il lavoro del regionale – sottolinea Simona Trucco, presidente Fimaa-Confcommercio provincia di Cuneo e neo confermata Vice presidente vicaria di Fimaa Piemonte - con la creazione del primo borsino di Fimaa Piemonte”.

“La giornata è poi sfociata in un importante momento formativo che ci ha aiutato a capire come l’intelligenza artificiale, nel nostro lavoro, deve vista come una risorsa in grado di mettere sempre più al centro le competenze dell’agente Immobiliare e non come un limite o, ancor peggio, una concorrente”.

Fimaa Piemonte rinnova gli organi direttivi per la consigliatura 2026–2029

Enrico Fenoglio di Asti presidente, Simona Trucco confermata Vice Presidente Vicario

Fimaa-Confcommercio Piemonte, la federazione degli agenti d’affari in mediazione aderente a Confcommercio, ha rinnovato i propri organi direttivi per la consigliatura 2026–2029, segnando un importante momento di continuità e sviluppo per il sistema della mediazione immobiliare regionale.

Alla Presidenza Regionale è stato eletto Enrico Fenoglio, già Presidente di Fimaa Asti e Confcommercio Asti, professionista di consolidata esperienza e figura di riferimento nel settore.

Accanto al Presidente, viene confermata Simona Trucco (Fimaa Cuneo) nel ruolo di Vice Presidente Vicario, a testimonianza del valore del lavoro svolto e della continuità nel percorso di crescita della federazione.

Completa la squadra di vertice Patrizia Corniani (Fimaa Vercelli), nominata Vice Presidente.

Il nuovo assetto dirigenziale si pone l’obiettivo di rafforzare il ruolo di Fimaa Piemonte sul territorio, valorizzando le competenze professionali degli associati e promuovendo iniziative strategiche a supporto delle federazioni provinciali.

“La mia conferma come vicario di Fimaa Piemonte – ha precisato Simona Trucco - è un segno di continuità nel lavoro intrapreso dal regionale”.

“La nostra regione ha voglia di tornare protagonista a tutti i livelli e su tutti i tavoli in cui la mediazione è centrale”. “Una squadra affiatata già pronta a mettersi al lavoro nel prossimo direttivo di aprile”.

“Fimaa è la federazione dei mediatori immobiliari più rappresentativa sul territorio regionale e nazionale” – ha dichiarato il Presidente Enrico Fenoglio – “FIMAA Piemonte sarà un volano per tutte le nostre federazioni provinciali e un supporto strategico operativo, capace di accompagnare il settore verso nuove sfide e opportunità”.

Con questo rinnovo, Fimaa-Confcommercio Piemonte conferma il proprio impegno nel sostenere la crescita e la qualificazione della categoria, puntando su innovazione, formazione e sinergia tra le diverse realtà territoriali.

Immobiliare: Consulta FIMAA-FIAIP-ANAMA, maggiore professionalità nell’interesse dei consumatori

Per la riqualificazione energetica, necessario definire obiettivi comuni con le Federazioni e le Associazioni di altri professionisti della filiera

Tracciare una linea comune per garantire professionalità a vantaggio e tutela dei consumatori.

È quanto emerso nell’incontro della Consulta Interassociativa Nazionale dell’Intermediazione Immobiliare (FIMAA-FIAIP-ANAMA) coordinato da FIMAA Italia, che si è riunita venerdì scorso a Roma,con la partecipazione del Presidente Santino Taverna, del Vicepresidente Vicario Maurizio Pezzetta, e del Segretario Generale Luca De Fazi per FIMAA, del Presidente Fabrizio Segalerba, del Vicepresidente Vicario Francesco La Commare, e del Segretario Nazionale Marco Bettiol per FIAIP, del Presidente Renato Maffey, e del Segretario Nazionale Fabio D’Onofrio per ANAMA .

Tra i temi all’ordine del giorno, le modifiche alla Legge 39/89, per le quali la Consulta aveva già provveduto lo scorso anno, a veicolare alle Istituzioni un Memorandum che teneva conto anche di alcune indicazioni pervenute dalla Commissione Europea. Istanze ed osservazioni da continuare a sostenere per rispondere ad un mercato in  costante evoluzione. Per gli interessati ad intraprendere l’attività dell’intermediario si è proposto un praticantato di 12 mesi o percorsi universitari idonei, oltre a quanto già previsto dall’attuale disciplina. Per gli operatori abilitati è stata evidenziata la necessità di una formazione continua tramite crediti formativi certificati dalle Federazioni  iscritte al CNEL. L’obiettivo è innalzare l'asticella della professionalità non solo nell'interesse delle categorie rappresentate, ma anche e soprattutto a vantaggio dei  consumatori e della collettività.

Nell’ambito del Testo Unico dell’Edilizia la Consulta ha rimarcato l’esigenza di agevolare i cambi di destinazione d’uso, favorendo la conversione degli uffici in abitazioni rendendo sempre possibile il passaggio, laddove siano rispettati i requisiti di agibilità, delle norme igienico sanitarie e dei regolamenti edilizi. È stata evidenziata l’importanza di velocizzare i processi di digitalizzazione ed informatizzazione delle amministrazioni locali per le verifiche edilizio-urbanistiche degli immobili per permettere ai coinvolti nelle compravendite, di esprimere consensi consapevoli, informati e compiuti.

Si è parlato dell’iscrizione automatica degli operatori abilitati anche nella IV sezione del ruolo per poter intermediare anche le cessioni di quote societarie e azionarie, aventi ad oggetto immobili o patrimoni immobiliari.

Nel merito della crisi abitativa sono state affrontate le motivazioni che ostacolano oggi diversi proprietari a concedere in locazione le proprie unità per i periodi di medio lungo termine. Le tre Federazioni hanno ribadito la necessità di modificare l’attuale disciplina per tutelare, oltre agli inquilini meritevoli, anche i proprietari al fine di incentivarli a riportare sul mercato, buona parte degli oltre 9 milioni e mezzo di immobili attualmente sfitti. I 3 Presidenti hanno dichiarato: “È necessario adottare strumenti che riducano l’attuale sfiducia ed incertezza nei rapporti locativi, con soluzioni idonee a supportare anche le morosità incolpevoli per incrementare l’offerta abitativa ed evitare effetti distorsivi e disincentivanti”, hanno sottolineato i tre Presidenti.

Nel corso della riunione, è stato altresì evidenziato l’opportunità di avviare processi d’interazione con altre Federazioni della filiera immobiliare, per affrontare congiuntamente le tematiche inerenti alla riqualificazione energetica degli stabili. “La riqualificazione energetica è una necessità reale del Paese – hanno aggiunto Taverna, Segalerba e Maffey. – Questo processo non riguarda solamente gli agenti immobiliari ma anche altri professionisti come geometri, architetti, ingegneri e gli stessi consumatori. Per questo riteniamo opportuno avviare rapporti d’interazione con altre Federazioni e Associazioni, per concertare obiettivi comuni di cui il comparto ha necessità”.

Per le locazioni brevi, la Consulta ha rimarcato l’importanza degli operatori anche nel proprio ruolo di sostituti d’imposta tenuti al rispetto della normativa antiriciclaggio per la maggiore trasparenza e regolarità del mercato. È necessario perseguire politiche che valorizzino il ruolo dell’agente immobiliare come presidio di legalità e garanzia per il consumatore e le stesse Istituzioni, distinguendo nettamente il ruolo tra i professionisti radicati sul territorio da quello delle piattaforme digitali” hanno concluso Taverna, Segalerba e Maffey.

Manovra: Fimaa Italia, discriminatorio l’aumento della cedolare secca sulle locazioni turistiche

La Federazione in audizione di fronte alla Commissione Bilancio chiede maggiori risorse per il Piano Casa e la cedolare secca su uffici e negozi

L’aumento al 26% della cedolare secca sulle locazioni brevi è “irragionevole e fortemente discriminatoria, poiché penalizza in modo diretto l’intera categoria dei mediatori immobiliari, e colpisce proprio coloro che garantiscono la trasparenza e la regolarità del mercato”. Lo ha detto Fimaa Italia-Confcommercio, intervenendo di fronte alla Commissione Bilancio del Senato nel corso delle audizioni sulla Legge di Bilancio.

“L’aumento della cedolare secca – ha spiegato Fimaa, - rischia di produrre effetti contrari agli obiettivi sperati, generando un impatto negativo sui conti pubblici e incentivando l’evasione invece di contrastarla”. Secondo Fimaa Italia, “non è coerente assoggettare allo stesso regime fiscale due realtà differenti come i portali online e i mediatori immobiliari, I primi operano prevalentemente su scala internazionale, generando fatturati significativi e versando la relativa imposizione fiscale nei Paesi in cui hanno sede; i secondi, invece, svolgono la propria attività in modo stabile sul territorio nazionale, contribuendo al gettito fiscale in Italia”. Inoltre, gli intermediari immobiliari “operano come sostituti d’imposta e assicurano la tracciabilità dei flussi economici e il corretto versamento delle imposte. Pertanto, rappresentato l’unico presidio concreto contro l’evasione”.

La Federazione ha quindi ribadito che “la carenza di immobili destinati alla locazione residenziale non ha alcun legame con le locazioni turistiche, che rappresentano meno del 2% del totale delle abitazioni italiane. Il vero problema sono gli oltre 9,5 milioni di case vuote, lasciate sfitte dai proprietari a causa di una fiscalità elevata e di una normativa sulla locazione ormai superata che non garantisce ai proprietari la certezza di rientrare in possesso dell’immobile alla scadenza del contratto di locazione o in caso di morosità, caso in cui si trovano oltretutto a dover pagare le tasse su un reddito non percepito”.

Nelle memorie depositate in Commissione, Fimaa ha inoltre accolto con favore le misure della Manovra che puntano a fronteggiare la crisi abitativa, a iniziare dalla creazione del fondo per i genitori separati o divorziati. “Tale misura rappresenta un segnale concreto di attenzione verso coloro che si trovano in difficoltà” e “risponde a un’esigenza sociale reale e crescente”. Giudizio positivo anche per la proroga per il 2026 delle agevolazioni fiscali per gli interventi edilizi. La Federazione ha tuttavia auspicato che vengano stanziate “maggiori risorse il contrasto al disagio abitativo e per le iniziative del Piano Casa Italia”, in modo da “favorire l’introduzione di misure efficaci e durature per il contrasto alla crisi abitativa”.

Fimaa ha chiesto infine di “introdurre in via permanente la cedolare secca” per gli immobili non residenziali. “La misura permetterebbe di porre un argine al fenomeno di desertificazione dei centri storici” e “determinerebbe un recupero in termini di evasione tributaria”. Numerose le domande e le richieste di chiarimento avanzate dai Senatori che hanno assistito all’audizione, e a cui Fimaa Italia ha risposto in maniera puntuale.

Ddl Concorrenza, Fimaa Italia chiede revisione della normativa sulla professione dell’agente immobiliare

Interventi necessari per garantire trasparenza al consumatore

Modificare la normativa che regola l’accesso alla professione di agente immobiliare, in modo da garantire più trasparenza per i consumatori e una sempre maggiore preparazione degli addetti, e introdurre la cedolare secca sulle locazioni degli immobili commerciali per contrastare la desertificazione dei centri storici. Sono le proposte che ha avanzato da Fimaa Italia- Confcommercio, nel corso dell’audizione sul Ddl Concorrenza che si è appena conclusa di fronte alla Commissione Industria del Senato presieduta dal senatore Luca De Carlo.

Fimaa Italia ha suggerito un pacchetto di misure per modificare la normativa che regola l’attività di agente immobiliare per rispondere alle esigenze del settore e dei professionisti e garantire una maggior tutela dei consumatori. La Federazione ha chiesto di aumentare i percorsi per accedere alla professione di agente immobiliare, includendo in particolare un idoneo percorso universitario. Occorre inoltre introdurre, un percorso di formazione continua obbligatoria per mantenere l’abilitazione e prevedere che nelle Commissioni esaminatrici istituite presso le Camere di Commercio, siano presenti almeno due agenti immobiliari in attività con esperienza professionale minima di cinque anni. “Si tratta di una misura di buon senso – ha commentato Fimaa, - necessaria per assicurare che la valutazione degli aspiranti intermediari non sia solo teorica, ma anche aderente alle dinamiche operative del settore. Peraltro, è quanto già avviene in altre professioni, come avvocati, commercialisti, architetti”.

Rispondendo a una domanda del vicepresidente Giorgio Maria Bergesio, la Federazione ha posto l’accento su una previsione che crea notevoli ostacoli nella prassi. “I soggetti esercitanti l’attività di mediatore, già iscritti nella I e nella III sezione del REA devono potersi iscrivere automaticamente anche alla IV sezione, quella per gli ‘agenti in servizi vari’ - ha evidenziato Fimaa. - Al momento questo non avviene e la conseguenza pratica è che un agente immobiliare non può intermediare la cessione di quote o azioni societarie che hanno ad oggetto immobili o patrimoni immobiliari se non ha seguito un ulteriore corso e superato un esame specifico. A prescindere dal fatto che nel 90% dei casi, le Camere di Commercio non organizzano né corsi né esami dedicati, visto che si tratta di un settore di nicchia, occorre sottolineare che il compito che svolge l’agente è sempre lo stesso: mediare la cessione di un immobile. Lo strumento che viene utilizzato, la cessione di quote o azioni societarie che siano, non è un aspetto che influisce sul suo ruolo. Verrà invece valutato dal notaio o dal commercialista che seguono l’operazione”.

Fimaa-Confcommercio ha chiesto inoltre che l’incarico di agente immobiliare debba essere conferito obbligatoriamente in forma scritta. “Questa misura avrebbe molteplici effetti positivi – ha spiegato ancora la Federazione, - assicurerebbe informazioni precise e trasparenti a chi conferisce l’incarico; ridurrebbe il rischio di incomprensioni tra proprietario e agente immobiliare, e soprattutto rappresenterebbe uno strumento concreto di contrasto all’abusivismo, fenomeno che continua a penalizzare i professionisti regolari e a danneggiare cittadini e mercato” ha concluso Fimaa.

La Federazione ha quindi ribadito la necessità di introdurre in via permanente la cedolare secca sulle locazioni commerciali, misura già peraltro contenuta in diversi disegni di legge in discussione. E su cui anche il governo sta riflettendo, “come testimoniano le recenti dichiarazioni del Ministro per gli Affari Europei, Tommaso Foti – ha sottolineato infine Fimaa, ricordando che la misura era già stata introdotta in via sperimentale nel 2018. – Questa misura purtroppo è rimasta in vigore per un solo anno, nonostante abbia determinato un consistente aumento del numero dei negozi locati. Oggi questa misura ha un’importanza ancora maggiore visto che contribuirebbe a contrastare la desertificazione dei centri storici. Oltretutto all’aumento del numero di negozi, uffici e botteghe artigianali sfitte, consegue un sempre maggior degrado delle città e una crescente insicurezza per gli abitanti”. Fimaa ha inoltre ricordato che “nel caso delle locazioni abitative, la cedolare secca ha consentito di ridurre il tax gap del 50,45% in cinque anni come certifica il Rapporto sui risultati delle misure di contrasto all’evasione fiscale allegato alla NADEF 2019. Una tendenza che è stata poi confermata anche dalla NADEF 2022”.

News

Ddl Concorrenza: Consulta Fimaa-Fiaip-Anama, bene la decisione di inserire la riforma della professione di agente immobiliare

Più formazione e competenze portano a un mercato più trasparente e sicuro

Casa: Fimaa Italia, nuove regole per rilanciare le locazioni e riforma della Legge sulla professione di mediatore

Fimaa-Confcommercio incontra l’on. Alice Buonguerrieri

Casa: Fimaa Italia, per rilanciare le locazioni servono nuove regole e agevolazioni fiscali

Incontro il Sen. Patuanelli: cedolare secca sugli immobili commerciali ottimo strumento per contrastare la desertificazione delle periferie

Casa: Fimaa Italia, intervenire su fisco e regole per rilanciare le locazioni

Incontro con il Sen. Malan: necessario offrire maggiori garanzie ai proprietari di casa

Consulta FIMAA-FIAIP-ANAMA, da MIMIT via libera al praticantato e apertura sulla riforma della legge 39/89

Le Federazioni rappresentative della categoria incontrano il Sottosegretario al MIMIT Bizzotto: servono regole aggiornate, standard professionali elevati e tutele effettive per i consumatori