Terziario Donna

Terziario Donna

Il settore femminile del Terziario Donna

Nata negli anni ottanta con la costituzione dei primi gruppi provinciali, Terziario Donna ha avuto a partire dal 1993 il suo riconoscimento formale nello statuto Confcommercio, che, all’art. 16, attribuisce al Gruppo lo scopo di “concorrere, per i particolari profili attinenti all’imprenditoria femminile, valorizzandone gli apporti specifici, alla organizzazione, alla tutela e alla promozione degli interessi rappresentati dal sistema confederale”.

Il Gruppo Nazionale Terziario Donna rappresenta oggi oltre 250.000 imprese femminili e conta circa 70 Gruppi territoriali, di cui 5 di livello regionale, costituiti presso le Organizzazioni territoriali Confcommercio e assistiti, a livello nazionale, da una struttura di Segreteria.

 

Consiglio direttivo
Aurelia Della Torre Presidente (Cuneo)
Luciana Bonetto Vice Presidente Vicaria (Bra)
Silvana Boetti (Fossano)
Stefania Buzzoni (Saluzzo)
Laura Giraudo (Carrù)
Maria Patrizia Mansuino (Mondovì)
Simona Trucco (Savigliano)

Al via la campagna "Sicurezza vera", i Pubblici Esercizi come presìdi di letalità contro la violenza di genere

Siglato un protocollo di intesa tra Polizia di Stato, Fipe-Confcommercio e il Gruppo Donne imprenditrici di Fipe per una sperimentazione in 20 città

È stato firmato ieri un protocollo d’intesa tra la Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, la Federazione italiana Pubblici esercizi - Fipe-Confcommercio e il Gruppo Donne Imprenditrici di Fipe-Confcommercio, rappresentati, rispettivamente, dal Prefetto Francesco Messina, dal Presidente Lino Enrico Stoppani e dalla Presidente Valentina Picca Bianchi.

Finalità del protocollo è quella di promuovere iniziative di formazione, informazione e sensibilizzazione, a livello territoriale, idonee a diffondere la conoscenza e l’approfondimento delle tematiche afferenti alla violenza basata sul genere e agli strumenti di tutela delle vittime, comprese le misure di prevenzione del Questore e i dispositivi di pronto intervento adottati dalla Polizia di Stato.

L’intesa è nata dalla comune esigenza di incrementare i livelli di sicurezza delle donne, individuando modalità nuove ed efficaci per diffondere la cultura di genere, nel solco già tracciato con la campagna della Polizia di Stato “Questo non è amore”, attiva dal 2016, raggiungendo in maniera sempre più capillare le donne non solo nella sfera privata ma anche nel luogo dell'attività lavorativa e nei luoghi pubblici.

Saranno sviluppate incisive modalità di diffusione della cultura di genere, promuovendola anche all’interno dei Pubblici esercizi con iniziative rivolte sia al personale femminile che alle clienti, al fine di contribuire a incrementare i livelli di sicurezza delle persone e degli stessi esercizi, nel quadro di aggiornate strategie di prevenzione di eventi illegali o pericolosi connessi a forme di violenza basata sul genere, così come definita dall’art. 3 della Convenzione di Istanbul del 2001.

La programmazione di incontri, convegni formativi e divulgativi, iniziative di sensibilizzazione, da oggi fino al 2023 vedranno impegnati, insieme, gli imprenditori associati alla FIPE e la Polizia di Stato nella campagna denominata #sicurezzaVera.

Dopo una prima fase sperimentale su 20 città verrà esteso il modello a tutti gli esercizi pubblici che rappresentano da sempre la più ampia rete di presidio territoriale di cultura, socialità e tradizione presenti in Italia: 1 esercizio pubblico ogni 250 abitanti, 1 bar ogni 400 abitanti.

Vera, dal germanico protezione, è il nome di una Donna. É un nome forte, deciso, determinato in cui ogni donna potrà identificarsi: “Io sono Vera, Ogni donna è Vera”. Vera è anche un'esclamazione: io sono Vera quando sono #sicura. Vera è una donna nuova, consapevole e sicura.

Celebrata a Cuneo l’ottava edizione della Giornata nazionale “Legalità ci piace!” in collegamento streaming con Confcommercio nazionale

Chiapella, “Occorre porre attenzione alle istanze delle imprese, la pandemia, la crisi di liquidità e la stagnazione dei consumi rischiano di esporre gli imprenditori a fenomeni criminali

Al termine consegnato a S.E. il Prefetto il documento sul fenomeno in Provincia

Grazie alla presenza in video di S.E. il Prefetto Fabrizia Triolo, del Questore Nicola Parisi e di Autorità civili e militari della Provincia e dei presidenti delle dieci Ascom territoriali e dei presidenti delle categorie rappresentate, si è tenuto oggi l’ormai tradizionale appuntamento di Confcommercio, occasione nella quale porre al centro dell’attenzione le problematiche legate al fenomeno dell’illegalità e dell’abusivismo. Al termine è seguito un incontro di una delegazione di Confcommercio ed Associazione Albergatori e Ristoratori con S.E. il Prefetto e la consegna del documento riguardante il tema.

Quest’anno in particolare si è posta l’attenzione su due fenomeni pericolosi legati alla crisi economica e sociale causata da Covid-19 e pandemia, il fenomeno dell’Usura e le infiltrazioni politiche nelle manifestazioni di protesta.

Intere filiere, in particolare quella del turismo – pubblici esercizi, alberghi, tour operatori, trasporti, discoteche, lo shopping, la cultura ed il tempo libero – ma anche molti comparti del commercio al dettaglio, soprattutto abbigliamento, calzature ed accessori moda, hanno registrato crolli verticali di fatturato e moltissime imprese di questi settori hanno chiuso definitivamente l’attività.

“Si tratta di una situazione – afferma Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – che soprattutto durante il primo lockdown si è resa ancor più drammatica con la “pressione” della criminalità, che si è fatta sentire su una consistente parte delle micro e piccole imprese del commercio e dei pubblici esercizi”. “Circa il 10% degli imprenditori è risultato esposto all’usura oppure a tentativi di appropriazione “anomala” dell’azienda”.

Negli ultimi sei mesi è aumentato il numero di imprenditori che ha chiesto prestiti a soggetti fuori dai canali ufficiali (14% contro 10%).

La protesta e la politica, se al di fuori di un quadro di legalità, comportano rischi reali per la tenuta sociale.

“La strumentazione del disagio sociale – precisa Chiapella – e della disperazione da parte di ambienti e politici di vario tipo vanno “a braccetto” quando la rabbia è reale, frutto di un anno di gestione dell’emergenza sanitaria legata al “Covid”.

“Si tratta di una rabbia – interviene Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo – accumulata per mancati ristori, in molti casi mai arrivati, ma soprattutto a causa di aperture annunciate e poi smentite, adeguamenti e messa in sicurezza dei locali onerose a carico di categorie che non lavorano da mesi; una rabbia dietro la quale si nascondono furbetti ed evasori, però non cambia il problema”.

“Siamo coscienti – conclude Chiapella – che lo Stato non possa farsi carico interamente delle perdite di interi settori, ma ha il dovere di dare certezze su aperture e tutelare chi non può ancora “ripartire””. “In questa situazione di tensione sociale è forte il rischio di attacco all’ordine pubblico ed alla legalità; la strumentazione politica non è ammessa dal nostro punto di vista”. “Denunciamo e condanniamo con fermezza ogni forma di protesta al di fuori della legalità; auspichiamo una significativa velocizzazione delle vaccinazioni e nel contempo date certe sulle riaperture”.

Il Futuro nell’importanza dell’imprenditoria femminile, Aurelia Della Torre eletta presidente regionale

Riunito il Consiglio direttivo di Terziario Donna Confcommercio Piemonte

Nei giorni scorsi si è riunito “in video” il Consiglio direttivo di Terziario Donna Confcommercio Piemonte, costituito dalle Presidenti dei Gruppi Terziario Donna delle Ascom provinciali della Regione (Alto Piemonte, Vercelli, Cuneo, Torino, Alba, Asti, Alessandria), con Aurelia Della Torre, presidente uscente, a rappresentare la provincia di Cuneo.

Nella sua introduzione, la Della Torre ha illustrato alle colleghe on line l’attività svolta fin dalla nascita dell’organizzazione, nei primi anni 2000, i convegni e seminari e corsi di formazione, i progetti realizzati con la Regione Piemonte.

Il Consiglio chiamato ad esprimersi sulla propria guida ha confermato la fiducia ad Aurelia Della Torre che guiderà Terziario Donna Confcommercio Piemonte per il prossimo quinquennio.

“Ringrazio – interviene la neo eletta Aurelia Della Torre – per la fiducia accordatami; in Piemonte il Terziario Donna da anni è una vera e propria palestra per successivi incarichi di responsabilità”.

“Grazie al lavoro di Terziario Donna Piemonte – precisa la Della Torre – con gli Assessori e Dirigenti della Regione Piemonte, per anni Confcommercio Piemonte è stato capofila di tutte le Associazioni imprenditoriali del Piemonte su progetti sull’imprenditoria femminile (L. 215/92); negli ultimi anni le risorse della Regione Piemonte sono state azzerate, però ancora oggi si raccolgono i frutti di quanto seminato all’epoca; la collaborazione di Confcommercio con la dott.ssa Barreca è continuata e continua su altri filoni (microcredito, creazione di impresa, sportelli MIP Mettersi in proprio, Elenco regionale soggetti che erogano servizi alle imprese).

“Esprimo – interviene Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – le mie più sincere felicitazioni alla cara amica Aurelia Della Torre per questo importante incarico che, sono sicuro, continuerà a portare avanti con dedizione e tenacia, come nel suo carattere e renderà protagonista il Piemonte nel panorama italiano dell’Imprenditoria Femminile”.

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III edizione della Convention di Sistema Confcommercio-Imprese per l'Italia-della provincia di Cuneo

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Savigliano, 2 ottobre 2020

III edizione della Convention di Sistema Confcommercio-Imprese per l'Italia-della provincia di Cuneo

Insediato il nuovo consiglio direttivo del Terziario Donna di Confcommercio della Granda

Parola d’ordine: valorizzazione e sostegno all’imprenditoria femminile Aurelia Della Torre confermata presidente provinciale

“Quanto fatto nei decenni precedenti per l’Imprenditoria Femminile – afferma Aurelia Della Torre – è solamente un punto di partenza”.
È questa il “leitmotiv” che ha caratterizzato l’insediamento del nuovo Consiglio direttivo del Terziario Donna della provincia di Cuneo, il raggruppamento “al femminile” di Confcommercio della Granda, nato negli anni ’90 su sua iniziativa, riunitosi nei giorni scorsi e che ha provveduto al rinnovo delle proprie cariche sociali.
Le componenti del Consiglio direttivo sono le rappresentanti delle Ascom territoriali nelle persone di Silvana Boetti per la zona di Fossano, Luciana Bonetto per Bra, Laura Giraudo per Carrù, Stefania Buzzoni per Saluzzo, Maria Patrizia Mansuino per l’area monregalese e Simona Trucco per il saviglianese.
Dopo i saluti da parte di Marco Manfrinato, Segretario generale di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo, che ha ringraziato la Della Torre per l’incessante sostegno alla valorizzazione del ruolo dell’imprenditoria femminile nel sistema associativo, il neo consiglio direttivo le ha rinnovato la fiducia ed ha nominato sua vice presidente Luciana Bonetto.
“Saluto e ringrazio – afferma Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – Aurelia per consueta e squisita disponibilità; non ha mai fatto mancare il suo appoggio ed il suo contributo di idee, ha intessuto rapporti umani e professionali, anche a livello nazionale, con la sua partecipazione in rappresentanza provinciale nel direttivo di Terziario Donna nazionale confederale”.
“La sua presenza – conclude Chiapella - è una certezza importante per continuare nel lavoro e nel progresso a favore nel “lavoro al femminile”, tanto importante per l’economia provinciale e nazionale e per l’evoluzione professionale”.

L'economia della felicità passa dalle imprese femminili

La fanno 9 su 10 micro e piccole di Servizi e Turismo

Cosa si intende per economia della felicità? Un modo di fare impresa che si pone come obiettivo non soltanto la produzione di ricavi ma anche quello di generare valore sociale, benessere, gratificazione, serenità e soddisfazione per tutti i soggetti che partecipano dell’azione dell’impresa sul mercato: l’imprenditore, i suoi collaboratori, gli stakeholders dell’impresa, i clienti, i fornitori, il territorio. Le imprese che in Italia fanno “consapevolmente” economia della felicità sono oltre 400 mila, più dell’11% del tessuto delle imprese italiane (escluse le imprese agricole e le imprese finanziarie). 9 su 10 sono micro e piccole imprese dei servizi e del turismo del Nord Ovest e Nord Est del nostro paese.
Protagoniste sono le imprenditrici femminili. Le imprese di donne, più delle altre, diffondono economia della felicità soprattutto in termini di autorealizzazione, capacità di mettersi in gioco, cura dell’immagine della propria impresa, valorizzazione del territorio e mantenimento delle tradizioni.
Infatti il 46,5% delle donne capitane di impresa si sentono realizzate come imprenditrici contro il 34,6 % dei “colleghi” maschi, però sono un po’ meno ottimiste degli uomini sul futuro rispetto al proprio ‘status sociale’ per merito dell’attività di impresa: 53% contro il 56,5%. Il 58,5% delle imprese femminili, rispetto al 54,7% delle imprese tutte, ritiene importante migliorare la soddisfazione dei clienti attraverso la qualità dei propri prodotti/servizi. Le imprese femminili sono più consapevoli del concetto di «sostenibilità ambientale»: 74,0% contro la media delle imprese pari al 70,7%. In tema di sostenibilità etica, ovvero sui temi della trasparenza, onestà, responsabilità nei rapporti con i clienti/fornitori, il 68,4% delle imprese femminili ha adottato, o è in procinto di adottare, delle policy specifiche. Le imprenditrici, quasi 9 su 10, soprattutto nel Sud Italia, sono costrette a più rinunce e più sacrifici personali per avviare la propria attività lavorativa rispetto agli imprenditori tutti.

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Savigliano, 2 ottobre 2020