Federazione Moda Italia

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Federazione Moda Italia è la più importante rappresentanza d'impresa del settore Moda in Italia costituita nel 1949.

In base all'art. 2 dello Statuto, con riferimento agli ambiti settoriali riconosciuti da Confcommercio-Imprese per l'Italia, Federazione Moda Italia costituisce il sistema di rappresentanza unitario nazionale dei soggetti imprenditoriali che esercitano le attività del commercio al dettaglio e all'ingrosso del settore Moda (e quindi abbigliamento, intimo, calzature, pelletterie), accessori, tessile per la casa ed articoli sportivi, o in attività a queste contigue o affini, che si riconoscono nei valori del mercato e della concorrenza, della responsabilità sociale dell'attività d'impresa e del servizio reso ai cittadini, ai consumatori e agli utenti, ex art. 13 dello Statuto confederale. Tutela e rappresenta a livello nazionale gli interessi sociali ed economici degli operatori fornendo servizi di informazione, formazione, assistenza e consulenza, in coerenza con le esigenze di sviluppo economico, di qualificazione e di supporto.

Federazione Moda Italia è la più importante Organizzazione di rappresentanza del dettaglio e ingrosso dei settori Moda, abbigliamento, calzature, tessile per arredamento, tessuti per abbigliamento, pelletterie, accessori, articoli sportivi, con oltre 30.000 imprese commerciali piccole e medie associate. Aderisce a Confcommercio Imprese per l'Italia e rappresenta le attività delle 92 Associazioni Provinciali di categoria italiane.

Federazione Moda Italia nasce dalla Federazione Nazionale Dettaglianti Tessili Abbigliamento Arredamento fondata il 14 aprile del 1949 assumendo, nel gennaio del 2002, l'attuale denominazione a seguito dall'avvenuta fusione per incorporazione tra Federabbigliamento (incorporante), la Federazione Nazionale Grossisti Abbigliamento e la Federazione Nazionale Pelletterie e Valigerie (incorporate) e nel luglio 2018 Federcalzature.

Federazione Moda Italia, in particolare, tutela gli interessi generali dei soggetti imprenditoriali e professionali che operano nei settori indicati, prefiggendosi di:

- promuovere e tutelare gli interessi morali, sociali ed economici dei soggetti rappresentati nei confronti di qualsiasi organismo, sia pubblico che privato;

- favorire le relazioni fra gli associati per lo studio e la risoluzione dei problemi di comune interesse;

- valutare e risolvere problemi di carattere organizzativo economico e sociale;

- assistere e rappresentare gli associati nella stipulazione di contratti collettivi integrativi e/o nella promozione di ogni altra intesa od accordo di carattere economico o finanziario;

- designare e nominare i propri rappresentanti o delegati in enti, organi o commissioni ove tale rappresentanza sia richiesta od ammessa;

- promuovere e favorire servizi e attivitàdi assistenza alle imprese associate, sotto qualunque forma giuridica, direttamente o indirettamente;

- assumere iniziative intese a promuovere la formazione professionale, tecnica e sindacale degli imprenditori e dei loro dipendenti, nonché porre in atto le azioni necessarie alla formazione di aspiranti imprenditori; concorrere economicamente al conseguimento di tutte le proprie finalità; espletare ogni altro compito che dalle leggi o da deliberati dell'Assemblea sia ad essa direttamente affidato.

Consiglio direttivo
Roberto Ricchiardi Presidente
Claudio Balansino Vice Presidente Vicario
Micaela Delsanto Vice Presidente
Paolo Marini Vice Presidente
Manuela Pecchio Consigliere
Cinzia Ellena Consigliere
Valeria Bellino Consigliere
Nadia Di Mauro Consigliere

Cresce la "voglia" di saldi

Indagine Confcommercio: budget complessivo fino a 275 euro a famiglia; abbigliamento e calzature gli articoli più ricercati, in crescita articoli sportivi (+7,7%) e accessori (+5,8%). Il 50% spenderà nei negozi di fiducia.

I saldi invernali sono partiti e sei italiani su dieci (circa quindici milioni di famiglie) rispetteranno la "tradizione" e si dedicheranno agli acquisti destinando un budget di spesa complessivo fino a 275 euro, contro i 254 dell’anno scorso. Questa la fotografia dell'Ufficio Studi Confcommercio, secondo cui per oltre l’80% dei consumatori i saldi sono un modo per rinnovare il guardaroba facendo magari qualche affare.

Il 60% circa delle imprese del commercio al dettaglio ritiene che il numero dei clienti che entreranno in negozio per i saldi non sarà molto diverso da quello dello scorso anno. Tra gli articoli più richiesti, in testa alle preferenze, abbigliamento (93,4%) e calzature (84,1%), mentre a registrare i maggiori incrementi rispetto all’anno scorso sono articoli sportivi e accessori, rispettivamente +7,7% e +5,8%.

Tra i canali di acquisto, i negozi di fiducia si confermano al primo posto per la metà degli italiani, mentre l’online viene scelto dal 40%; tuttavia, l’incertezza dell’attuale fase economica si fa sentire trovando conferma nei comportamenti dei consumatori: infatti, tra chi non acquisterà in saldo (quasi il 40%) oltre la metà lo farà per risparmiare, mentre tra coloro che faranno acquisti aumenta la quota di chi spenderà come l’anno scorso (+4,1%).

La quasi totalità di coloro che hanno acquistato a saldo in passato giudica positivamente la qualità (94,8%) e la varietà (84,6%) dei prodotti posti in vendita a saldo e circa il 77% dei rispondenti dichiara di sentirsi tutelato quando acquista a saldo.

Il 60% circa delle imprese del commercio al dettaglio ritiene che il numero dei clienti che entreranno in negozio per i saldi non sarà molto diverso da quello dello scorso anno. C’è però una piccola minoranza in cui prevale ancora un pessimismo diffuso sull’andamento degli affari. Il 6 commercianti su 10  si dichiarano non soddisfatti dell’azione intrapresa dal Governo a sostegno delle imprese del proprio settore per la gestione dell’emergenza sanitaria.

Per affrontare l’emergenza Covid-19, il 42,7% delle imprese intervistate ha fatto ricorso all’e-commerce, di queste  il 26,7% ha intensificato le vendite online, il 16% ha aperto un canale di e-commerce.

Natale 2021: previsto un + 10% di acquisti di moda

“C’è voglia di ripresa. Siamo ottimisti, ma non possiamo permetterci altri lockdown”

La ripresa dei consumi di moda c’è stata e il rush finale dei regali di Natale è partito alla grande con un’impennata di acquisti last minute, affrontata nei negozi con equilibrio e sicurezza. L’incertezza e la paura di nuove restrizioni sono, tuttavia, palpabili tra gli operatori che non potrebbero più sopportare anche economicamente nuovi stop.

Per Federazione Moda Italia-Confcommercio: "C’è più interesse per lo shopping, nonostante qualche timore per le restrizioni, l’inflazione e i rincari di bollette e carburanti. Ma il ritmo delle vaccinazioni, gli opportuni accorgimenti e la coerente prudenza ci spingono ad essere cautamente ottimisti rispetto al resto d’Europa anche perché il settore non potrebbe permettersi nuove chiusure. Come Federazione Moda Italia-Confcommercio stimiamo un incremento del 10% dei consumi del 2019 con un acquisto su due che riguarda la moda, con regali di capi di abbigliamento, maglieria, borse, scarpe ed accessori. C’è voglia di ripresa e di normalità. Per questo, dopo tante ombre e poche luci sui consumi nel settore moda, è il momento di illuminare gli animi e le nostre città, scaldando i cuori degli italiani con vetrine addobbate, vie, piazze e centri in festa, nel pieno rispetto delle attenzioni che esige il momento. Questo è il vero regalo che si aspettano gli italiani. C’è bisogno di riscoprire i valori, gli affetti, le relazioni e gli acquisti sotto casa possono contribuire a farci sentire a casa. C’è tanto bisogno del ‘solito’ e magico Natale".

A Natale puoi…far brillare le città e fare acquisti con il cuore” è questo il claim della campagna di comunicazione di Federazione Moda Italia-Confcommercio volta ad augurare buone feste e sensibilizzare i consumatori verso acquisti a basso impatto ambientale, a Km zero, nei negozi di prossimità e di fiducia, contribuendo così a far brillare le proprie città.

Federazione Moda Italia-Confcommercio su Black Friday: Picco di mezzo miliardo per acquisti nella moda

“Un evento “importato” a metà tra opportunità e sacrifici sui margini”

Si avvicina il Black Friday 2021, che quest’anno cade venerdì 26 novembre e torna ai livelli di interesse e fatturato del 2019. In questo giorno, Federazione Moda Italia stima un incremento medio delle vendite del 50% rispetto al 2020 ed in linea con quelle del 2019, con un volume d’affari che si aggira solo per i prodotti di moda sui 500 milioni di euro. La stima positiva deriva anche dalla spinta ai consumi registrata dall’inizio della primavera con vendite nei negozi di moda in costante crescita rispetto all’anno precedente, anche se ci voleva effettivamente ben poco, considerando la pressoché totale assenza degli stranieri e le ripetute chiusure dei fashion store in zone rosse.

Per Federazione Moda Italia-Confcommercio: “E’ un evento ‘importato’ dagli Stati Uniti che si è via via globalizzato come ‘Halloween’. Possiamo dire che, in Italia dove le tradizioni sono ancora molto sentite, il ‘Black Friday’ sta ai ‘Saldi’ come ‘Halloween’ sta al ‘Carnevale’. Il Black Friday attira, comunque, l’interesse di milioni di consumatori a caccia dell’affare in vista della stagione natalizia nei negozi delle nostre città. Tuttavia, le stime sui volumi di vendita non vanno lette solo positivamente perché, pur attraendo l’attenzione degli amanti dello ‘sconto a tutti i costi’ e rappresentando una risposta del commercio al contenimento dell’inflazione, le promozioni in piena stagione, alle porte del Natale, danneggiano soprattutto quegli operatori dei negozi multibrand che sacrificano una marginalità che, dopo il tracollo delle vendite del 2020 e inizio 2021, è divenuta sempre più di sopravvivenza. Bene, quindi, contemperare gli interessi di sostenibilità economica ed ambientale, per cui il nostro consiglio è di acquistare sempre nei negozi di prossimità, quelli di fiducia, dove trasparenza e servizio, oltre che il prezzo, sono più che garantiti dal lunedì alla domenica”.

L’assenza di turisti stranieri sottrae allo shopping a saldo circa 800 milioni

Federazione Moda Italia-Confcommercio: "+21% di spesa media per famiglia, ma ancora lontani dal periodo pre-covid"

“Le aspettative di spesa media a famiglia per questi saldi estivi sono in crescita rispetto allo scorso anno + 21%, ma ancora in perdita sui livelli pre-Covid di almeno il 40%, considerando anche l’assenza dello shopping tourism che da solo vale circa 800 milioni di euro facendo registrare uno scontrino medio nella moda di 861 euro”: così Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio a commento dell’avvio da domani in quasi tutta Italia dei saldi estivi.

“Dopo un lungo torpore e tante rinunce, i saldi estivi rappresentano un banco di prova per la ripartenza del settore che ha perso, durante il lockdown, il 35% della propria capacità lavorativa, a causa della chiusura forzata per decreto, tra le pochissime attività commerciali, dei negozi di moda per 138 giorni. Auspichiamo, quindi, che siano saldi all’insegna della positività, dato l’incremento del clima di fiducia e della presenza degli italiani nel nostro Paese durante le vacanze estive; della prossimità, in modo da alimentare l’economia delle nostre città con gli acquisti nei negozi di fiducia; del ritorno ad una nuova normalità, grazie alla campagna di vaccinazione e ad un’Italia tutta in zona bianca”.

Saldi estivi 2021, sabato 3 luglio si inizia in Piemonte

Ricchiardi, “attendiamo i clienti con i servizi che soltanto i negozi di vicinato possono offrire, per la categoria una boccata d’ossigeno dopo l’annus horribilis”

“Siamo pronti - dichiara Roberto Ricchiardi, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo - ad accogliere i clienti con i servizi di consulenza ed assistenza post  vendita che soltanto i negozi di vicinato possono offrire, garantendo il rispetto delle regole in accordo a livello nazionale con le Associazioni dei Consumatori”.

“Ci aspettiamo – precisa Ricchiardi - consumi in crescita rispetto allo scorso anno ma, soprattutto, una conferma del trend degli acquisti nei negozi di prossimità”.

I saldi inizieranno sabato 3 luglio, per una durata di otto settimane ed interesseranno tutti quei settori soggetti all’evoluzione della moda ed alla stagionalità, quindi, per esempio, abbigliamento, calzature, accessori moda, abbigliamento sportivo, casalinghi e quant’altro.

L’uniformità di norme previste da Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia-Romagna dovrebbe evitare le cosiddette “migrazioni da saldi”

“L’auspicio – interviene Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – è che riparta la corsa allo shopping; dopo un lungo periodo di restrizioni ci auguriamo che i saldi estivi possano rappresentare un’occasione importante per recuperare il tempo perduto.

“Inoltre – conclude Chiapella - attendiamo dal Governo una forte presa di posizione per l’introduzione di un’imposta minima globale sui ricavi dei colossi del web nei Paesi in cui operano. È una soluzione fondamentale per riequilibrare i rapporti di forza in un mercato che non può rimanere senza regole. Occorre dare certezze alle imprese per garantire i valori della nostra società, della nostra tradizione”.

Saldi estivi 2021, in Piemonte si inizierà sabato 3 luglio

Ricchiardi, “la delibera regionale arrivata dopo il confronto positivo con le regioni confinanti – Liguria, Lombardia ed Emilia-Romagna – per evitare possibili migrazioni, con la speranza che possano aiutare la Categoria”

Nei trenta giorni antecedenti sono vietate le vendite promozionali

 

Dopo un iter che ha visto la Regione Piemonte confrontarsi con le confinanti Liguria, Lombardia ed Emilia-Romagna, anche per evitare “migrazioni da saldi”, oltre che con le principali associazioni di categoria, l’Assessore al Commercio Vittoria Poggio ha diffuso la notizia secondo la quale la data di inizio delle vendite di fine stagione decorrerà dal 3 luglio 2021, per una durata di otto settimane anche non continuative e che nei trenta giorni antecedenti sono vietate le vendite promozionali.

“Riteniamo positiva tale decisione – dichiara Roberto Ricchiardi, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – anche per evitare le incertezze dell’anno precedente che tanto danno hanno portato alla Categoria”.

“In questo modo come aziende potremo programmare meglio la stagione – conclude Ricchiardi – e, come asserito dall’Assessore Poggio, confidiamo nella ripresa dei consumi”.

“Tavolo della Moda”, da Giorgetti un impegno per le riaperture

Per il ministro dello Sviluppo economico “è giusta la proposta di permettere l’apertura dei punti vendita anche in zona rossa, con la possibilità di entrare solo per appuntamento”. Federmoda: “dal ministro un segnale di attenzione importante”.

La sede del Ministero dello Sviluppo economico ha ospitato il 21 aprile scorso il primo “Tavolo della Moda” convocato dal Ministro Giancarlo Giorgetti. Si è parlato, tra l’altro, di proroga degli ammortizzatori sociali per tutto il 2021, di sostegni mirati al settore, di indennizzi calcolati anche sui costi fissi sostenuti e delle questioni fiscali legate al magazzino. Tutti temi che Giorgetti si è impegnato a portare all’attenzione della “cabina di regia” insieme a quello delle aperture (“è giusta la proposta di permettere l’apertura dei punti vendita anche in zona rossa, con la possibilità di entrare solo per appuntamento, altrettanto quella di anticipare le fiere al 15 giugno. Porterò le proposte in Consiglio dei ministri”, ha detto).

In vista delle riaperture, Giorgetti ha quindi annunciato che “insieme al ministro Garavaglia stiamo pensando a un green pass italiano che permetta anche l'ingresso in Italia degli stranieri, fondamentale per il rilancio del settore”. Il ministro ha anche sottolineato che, al di là dell'emergenza “è necessario pensare per un settore strategico per il Paese come quello della moda una nuova politica industriale nei confronti di bravi lavoratori e bravi imprenditori”. Un capitolo a parte è stato infine dedicato all'occupazione femminile, “una parte importante nel settore, che deve essere tutelata”.

“Abbiamo apprezzato la tempestività con cui il ministro Giorgetti ha dato seguito alla nostra proposta di permettere l’apertura dei punti vendita anche in zona rossa con la possibilità di entrare solo per appuntamento, impegnandosi a portarla in Consiglio dei Ministri. Auspichiamo l’attenzione al dettaglio e alla filiera di un settore così importante possa riguardare anche indennizzi congrui rispetto alle perdite effettive, oltre a soluzioni adeguate al problema delle locazioni commerciali e all’annoso problema delle importanti rimanenze di magazzino”. Questo il commento di Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, che nei giorni scorsi aveva lanciato un grido di allarme alle istituzioni.

Celebrata a Cuneo l’ottava edizione della Giornata nazionale “Legalità ci piace!” in collegamento streaming con Confcommercio nazionale

Chiapella, “Occorre porre attenzione alle istanze delle imprese, la pandemia, la crisi di liquidità e la stagnazione dei consumi rischiano di esporre gli imprenditori a fenomeni criminali

Al termine consegnato a S.E. il Prefetto il documento sul fenomeno in Provincia

Grazie alla presenza in video di S.E. il Prefetto Fabrizia Triolo, del Questore Nicola Parisi e di Autorità civili e militari della Provincia e dei presidenti delle dieci Ascom territoriali e dei presidenti delle categorie rappresentate, si è tenuto oggi l’ormai tradizionale appuntamento di Confcommercio, occasione nella quale porre al centro dell’attenzione le problematiche legate al fenomeno dell’illegalità e dell’abusivismo. Al termine è seguito un incontro di una delegazione di Confcommercio ed Associazione Albergatori e Ristoratori con S.E. il Prefetto e la consegna del documento riguardante il tema.

Quest’anno in particolare si è posta l’attenzione su due fenomeni pericolosi legati alla crisi economica e sociale causata da Covid-19 e pandemia, il fenomeno dell’Usura e le infiltrazioni politiche nelle manifestazioni di protesta.

Intere filiere, in particolare quella del turismo – pubblici esercizi, alberghi, tour operatori, trasporti, discoteche, lo shopping, la cultura ed il tempo libero – ma anche molti comparti del commercio al dettaglio, soprattutto abbigliamento, calzature ed accessori moda, hanno registrato crolli verticali di fatturato e moltissime imprese di questi settori hanno chiuso definitivamente l’attività.

“Si tratta di una situazione – afferma Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – che soprattutto durante il primo lockdown si è resa ancor più drammatica con la “pressione” della criminalità, che si è fatta sentire su una consistente parte delle micro e piccole imprese del commercio e dei pubblici esercizi”. “Circa il 10% degli imprenditori è risultato esposto all’usura oppure a tentativi di appropriazione “anomala” dell’azienda”.

Negli ultimi sei mesi è aumentato il numero di imprenditori che ha chiesto prestiti a soggetti fuori dai canali ufficiali (14% contro 10%).

La protesta e la politica, se al di fuori di un quadro di legalità, comportano rischi reali per la tenuta sociale.

“La strumentazione del disagio sociale – precisa Chiapella – e della disperazione da parte di ambienti e politici di vario tipo vanno “a braccetto” quando la rabbia è reale, frutto di un anno di gestione dell’emergenza sanitaria legata al “Covid”.

“Si tratta di una rabbia – interviene Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo – accumulata per mancati ristori, in molti casi mai arrivati, ma soprattutto a causa di aperture annunciate e poi smentite, adeguamenti e messa in sicurezza dei locali onerose a carico di categorie che non lavorano da mesi; una rabbia dietro la quale si nascondono furbetti ed evasori, però non cambia il problema”.

“Siamo coscienti – conclude Chiapella – che lo Stato non possa farsi carico interamente delle perdite di interi settori, ma ha il dovere di dare certezze su aperture e tutelare chi non può ancora “ripartire””. “In questa situazione di tensione sociale è forte il rischio di attacco all’ordine pubblico ed alla legalità; la strumentazione politica non è ammessa dal nostro punto di vista”. “Denunciamo e condanniamo con fermezza ogni forma di protesta al di fuori della legalità; auspichiamo una significativa velocizzazione delle vaccinazioni e nel contempo date certe sulle riaperture”.

Moda: Basta chiusure! Riaprire subito per salvare filiera, imprese e famiglie

“Non vogliamo un’estate a colori. I negozi devono poter riaprire subito magari su appuntamento. Servono sostegni veri, congrui e rapidi”

A seguito delle grandi preoccupazioni evidenziate dal Consiglio Nazionale di Federazione Moda Italia-Confcommercio ad ogni latitudine per le chiusure ad intermittenza dei negozi di moda che vivono di collezioni stagionali e si sentono fortemente discriminati rispetto alle altre attività commerciali che rimangono aperte anche in zone rosse, il Presidente di Federazione Moda Italia – Confcommercio, Renato Borghi, lancia un appello e una proposta alle Istituzioni: «Basta chiusure dei nostri negozi di abbigliamento, calzature, pelletterie e accessori. L’urgenza è davvero quella di riaprire e di farlo subito, magari anche su appuntamento, perché va salvaguardato anche il diritto al lavoro oltre a quello alla salute. Non vogliamo un’estate a colori! Il futuro non si chiude. Se le aziende sono chiuse e non lavorano, come potranno affrontare le scadenze ?».

«Con questo ultimo lockdown – prosegue Borghi – abbiamo perso ulteriori 3 miliardi di euro in consumi di moda, che rischiano di far chiudere definitivamente molte nostre attività e mettere in crisi l’intera filiera della moda con tanti imprenditori, addetti e famiglie, ma anche le nostre città che si desertificheranno, perderanno l’anima e l’appeal, oltre a relazioni, sicurezza, decoro ed anche valore immobiliare. Insomma, non vogliamo lasciare il nostro futuro ai soli colossi del web che si stanno avvantaggiando proprio dalla chiusura dei nostri negozi».

«Le nostre imprese – conclude Borghi – soffrono e vanno accompagnate con sostegni veri, congrui e rapidi. Altro che pensare a cashback e lotteria degli scontrini che, tra l’altro, sono partiti in un momento decisamente non propizio e con i nostri negozi chiusi, sprecando anche risorse che sarebbero invece da destinare a sostegno delle imprese. Qui siamo di fronte alla lotteria della speranza, appesa ad un filo, di essere quanto prima aperti».

Dopo il flash mob di fine febbraio, prosegue lo stato di agitazione del Settore Wedding/Cerimonie/Eventi con l’incontro odierno con il Prefetto

Chiapella, “Con i colleghi di Insieme per il Wedding abbiamo esposto le problematiche legate alla lunga inattività di un settore che coinvolge una pluralità di interpreti”

Il settore del Wedding-Cerimonie-Eventi è profondamente provato dalla chiusura imposta dal Governo nell’ambito dei provvedimenti della pandemia.

Dopo un mese dal flash mob organizzato in Piazza Galimberti dal raggruppamento “Insieme per il Wedding” in collaborazione con Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo, vista l’assenza di un decisivo cambio di passo da parte del nuovo Governo, una delegazione del settore, composta da Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo, Comm. Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo, Marco Manfrinato, Segretario generale di Confcommercio e Paola Destefanis, Silvio Bella e Luca Giraudo in rappresentanza di “Insieme per il Wedding”, ha incontrato oggi il Prefetto Dr.ssa Fabrizia Triolo per esporre lo stato di profonda prostrazione nel quale vivono migliaia di aziende, professionisti, partite iva e lo loro famiglie.

“Con i Colleghi di “Insieme per il Wedding” – interviene Luca Chiapella, Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – abbiamo incontrato il Prefetto quale rappresentante territoriale del Governo, al quale abbiamo portato le istanze di settori diversi tra di loro, ma che insieme rappresentano una percentuale importante del Pil nazionale”.

“Come per altre circostanze – dichiara Chiapella – abbiamo riscontrato da parte della Dr.ssa Triolo profondo interesse rispetto alle problematiche portate alla sua attenzione e delle quali abbiamo ricevuto rassicurazione che verranno portate all’attenzione dei tavoli istituzionali perché si possano ricevere gli opportuni riscontri in termini economici e di prospettiva riguardante la riapertura delle attività”.

“Nel rispetto dei ruoli istituzionali - interviene Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo – abbiamo rappresentato al Prefetto che si tratta di un settore – quello del wedding-cerimonie-eventi che non rientra dei costi immediatamente, ma ha necessità di una programmazione semestrale se non annuale”.

“Come Confcommercio con “Insieme per il Wedding – conclude Luca Chiapella – ribadiamo che le aziende, i liberi professionisti e le partite iva di questo settore strategico dell’economia hanno bisogno di programmazione e questa programmazione può soltanto arrivare da una gestione dell’emergenza che consideri realmente la peculiarità delle categorie coinvolte”.

Il Wedding vuole tornare a lavorare ed a far sognare con matrimoni, cerimonie ed eventi!

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Cresce la "voglia" di saldi

Indagine Confcommercio: budget complessivo fino a 275 euro a famiglia; abbigliamento e calzature gli articoli più ricercati, in crescita articoli sportivi (+7,7%) e accessori (+5,8%). Il 50% spenderà nei negozi di fiducia.

Natale 2021: previsto un + 10% di acquisti di moda

“C’è voglia di ripresa. Siamo ottimisti, ma non possiamo permetterci altri lockdown”

Federazione Moda Italia-Confcommercio su Black Friday: Picco di mezzo miliardo per acquisti nella moda

“Un evento “importato” a metà tra opportunità e sacrifici sui margini”

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Federazione Moda Italia-Confcommercio: "+21% di spesa media per famiglia, ma ancora lontani dal periodo pre-covid"

Saldi estivi 2021, sabato 3 luglio si inizia in Piemonte

Ricchiardi, “attendiamo i clienti con i servizi che soltanto i negozi di vicinato possono offrire, per la categoria una boccata d’ossigeno dopo l’annus horribilis”