Fimaa
Fimaa
Cos'è FIMAA
FIMAA - Federazione Italiana Mediatori Agenti D’Affari
Fondata il 31 gennaio 1954, FIMAA - Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari - è la più grande Associazione del settore dell’intermediazione in Italia, con oltre 12mila imprese associate per un totale di oltre 45mila addetti.
Aderente al sistema Confcommercio-Imprese per l’Italia, la Federazione rappresenta tutto il comparto della Mediazione: Agenti Immobiliari, Mediatori Merceologici, Mediatori Creditizi, Agenti in Attività Finanziaria, Agenti di Servizi vari e lavora in Italia e in Europa per la loro tutela sindacale e crescita professionale.
FIMAA attraverso il dialogo con le Istituzioni è protagonista di tutte le principali normative che regolamentano il settore dell’intermediazione e delle azioni per riportare chiarezza nell’interpretazione delle norme relative al comparto.
La Federazione è tra i fondatori della Consulta Interassociativa Nazionale dell’Intermediazione, organo di raccordo per i rapporti intersindacali tra FIMAA, FIAIP e ANAMA.
Cosa fa FIMAA
IL DIALOGO CON LE ISTITUZIONI È IL VALORE AGGIUNTO DEL NOSTRO SUCCESSO
Testimone di tutte le principali fasi di trasformazione della figura del mediatore, nel passaggio da “sensale” ad agente mediatore professionista sino all’attuale ripartizione professionale di mediatore Immobiliare, Merceologico, Creditizio, Agente in Attività Finanziaria e Agente di Servizi Vari, FIMAA si è evoluta insieme alle imprese del comparto, imparando ad anticiparne le esigenze e lavorando per una sempre maggiore qualificazione professionale delle stesse, lottando contro l’abusivismo della professione.
In oltre mezzo secolo FIMAA ha mantenuto, ampliato e rafforzato i rapporti con le principali Istituzioni nazionali di riferimento per la categoria (Parlamento, Ministeri, Camere di Commercio, Enti locali) rappresentando e tutelando le istanze provenienti dai professionisti del comparto della Mediazione. Molti dei rappresentanti FIMAA collaborano direttamente all’interno della Camere di Commercio e degli Enti locali.
AZIONE SINDACALE. Dalle prime proposte di modifica del Codice Civile, alla definizione della Legge n.253/58, primo intervento diretto per la regolamentazione della professione di mediatore, al duro lavoro per l’approvazione della Legge n.39/89, norma cardine per la “professionalizzazione” della mediazione, alle successive integrazioni apportate con l’approvazione dell’art. 18 della Legge n.57/01, alla direttiva Bolkestein e alla difesa per il mantenimento dei requisiti di accesso alla professione, fino ai recenti sviluppi normativi in vista di una più ampia riforma delle professioni a partire dal D.Lgs n.141/2010, FIMAA è stata e continua ad essere in prima fila per la tutela e la crescita qualitativa della categoria, intervenendo da protagonista in tutte le principali direttive che regolamentano il settore.
| Simona Trucco | Presidente |
| Ezio Balocco | Vice Presidente Vicario |
| Paola Bertola | Vice Presidente |
| Domenico Romano | Consigliere |
| Franco Sampò | Consigliere |
| Giacomo Badellino | Consigliere |
| Sandro Colombo | Consigliere |
| Massimo Sereno | Consigliere |
| Alan Colombero | Consigliere |
| Giusy Achino Cervucci | Consigliere |
| Riccardo Dalmasso | Consigliere |
| Simone Roasio | Consigliere |
Tavolo Affitti Brevi: Fimaa Italia, Affordable Housing Act limita il diritto di proprietà
L’Affordable Housing Act non limita solo le locazioni brevi, ma lo stesso diritto di proprietà, "sulla base di criteri eccessivamente ampi e automatici, a partire dall’individuazione delle aree in condizioni di cosiddetto stress abitativo". È la posizione che ha espresso Fimaa Italia-Confcommercio durante il Tavolo sugli Affitti Brevi convocato dal Ministero
del Turismo. Le osservazioni di FIMAA saranno inserite nel fascicolo dei contributi degli stakeholder del settore che il Governo trasmetterà alla Commissione europea.
Fimaa Italia chiede in primo luogo di tutelare il diritto di proprietà e la libertà di determinare le modalità attraverso le quali utilizzare e mettere a reddito il proprio immobile. Censura quindi i criteri che consentono di individuare in modo automatico le aree in condizioni di stress abitativo: "Si tratta di un criterio pensato per le grandi capitali europee ma che potrà essere applicato alla maggior parte delle città e delle mete turistiche italiane" haFimaa. "Una materia così complessa non può essere governata attraverso un unico indicatore o mediante soglie applicabili indistintamente a realtà territoriali profondamente differenti. Occorre invece prendere in considerazione un insieme di indicatori, come l'offerta di locazione ordinaria, l'andamento dei canoni, il numero di immobili inutilizzati e di quelli utilizzati per le locazioni brevi, nonché la pressione turistica. Ed è necessario effettuare una revisione periodica".
Nel documento che sarà inviato al Ministero, la Federazione ribadirà la propria contrarietà verso la premessa implicita dell'Affordable Housing Act, ovvero che l'emergenza abitativa sia connessa al fenomeno delle locazioni turistiche. Come evidenziato più volte, circa 5,5 milioni di immobili sui 9,5 milioni vuoti potrebbero essere recuperati a fini abitativi. Non si può affrontare l'emergenza abitativa intervenendo esclusivamente sulla domanda o limitando le modalità di utilizzo degli immobili, ma occorre agire sulle cause che riducono l’offerta di abitazioni, abbandonando un approccio generalizzato e adottando strumenti capaci di fotografare le singole realtà territoriali. Inoltre, qualsiasi intervento sulle locazioni brevi deve tenere conto della struttura dell’economia turistica italiana, di cui la ricettività diffusa rappresenta una componente fondamentale e consente di rispondere a una domanda che non sempre può essere soddisfatta attraverso le strutture ricettive tradizionali. Questo aspetto assume particolare rilevanza nei piccoli Comuni, nei borghi, nelle aree interne, nelle località balneari e montane e, più in generale, nei territori caratterizzati da una forte stagionalità della domanda, dove gli immobili difficilmente sarebbero destinati al mercato della locazione residenziale ordinaria.
Tavolo Affitti Brevi: Fimaa Italia, Affordable Housing Act rischia di alterare intero mercato immobiliare
“L’Affordable Housing Act persegue degli obiettivi condivisibili, di fatto è un piano per garantire l’accessibilità e la sostenibilità dell’edilizia. Tuttavia, prevede degli strumenti che rischiano di ledere il diritto di proprietà e la libertà contrattuale dei cittadini”. È la posizione che ha espresso Fimaa Italia-Confcommercio intervenendo al Tavolo sugli Affitti Brevi convocato dal Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.
La federazione, in particolare, si è soffermata sull’indicatore pari a 8 previsto nel Regolamento: nelle aree in cui le abitazioni di medie dimensioni hanno un valore di mercato che supera i cinque anni di reddito disponibile pro capite della zona, i Comuni possono dichiarare lo stress abitativo. “Il Regolamento, in simili casi, prevede che i Comuni possano assumere iniziative per gestire in maniera diretta il mercato immobiliare” ha detto Fimaa Italia, sottolineando che “questo meccanismo finirà con il creare delle distorsioni, imponendo dei parametri che influenzeranno il valore delle abitazioni”.
“Questo rischio – ha evidenziato ancora la federazione – non riguarda solamente il settore degli affitti brevi, si avranno ripercussioni sull’intero mercato immobiliare. Oltretutto, bisogna sottolineare che il provvedimento della Commissione è un regolamento, quindi un atto normativo che ha applicazione immediata senza bisogno che i singoli Stati membri lo recepiscano”.
Ddl rilascio immobili: Fimaa Italia, affrontare emergenza abitativa in modo strutturale
Istituire un registro nazionale degli inquilini morosi, riconoscere il contratto di locazione come un titolo esecutivo per velocizzare il rilascio dell'immobile, introdurre la cedolare secca per gli imprenditori che locano una casa ai propri dipendenti. Sono alcune delle proposte di modifica al Ddl recante misure per il rilascio degli immobili che ha illustrato Fimaa Italia-Confcommercio, intervenendo questa mattina in audizione di fronte alla Commissione Giustizia del Senato.
"In Italia - ha commentato la federazione - considerando una stima prudenziale, dei circa 9,5 milioni di immobili vuoti, tra 5,5 e 6 milioni sono lasciati sfitti per scelta dei proprietari e sarebbero recuperabili a fini abitativi. Questo perché le locazioni sono poco redditizie per la fiscalità eccessiva, hanno termini di durata eccessivamente rigidi, e soprattutto risultano troppo rischiose in caso di morosità. Con queste proposte, Fimaa intende anche di restituire fiducia ai proprietari".
Contrariamente a quanto si creda, le locazioni brevi e turistiche “rappresentano percentuali irrisorie in confronto all’elevatissimo numero di immobili vuoti - ha evidenziato ancora Fimaa-Confcommercio -. Costituiscono infatti appena il 2% del patrimonio immobiliare nazionale e al massimo il 6% in alcune grandi città turistiche come Firenze. A tal proposito, desta preoccupazione il recente Affordable Housing Act della Commissione UE, che prevede vincoli e restrizioni irragionevoli sulle locazioni brevi e sull’acquisto di immobili, andando a ledere secondo Fimaa e non solo il diritto di proprietà e la libertà contrattuale dei cittadini”.
La Federazione Italiana Mediatori Agenti Affari chiede pertanto di affrontare in modo strutturale l’emergenza abitativa, al fine di incentivare l’immissione sul mercato degli immobili sfitti e garantire maggiore tutela ai proprietari. La proposta di riconoscere il contratto di locazione come un titolo esecutivo punta proprio a questo obiettivo. Il proprietario rientrerebbe più velocemente in possesso dell'immobile senza dover intraprendere un procedimento ordinario per convalida di sfratto. E di conseguenza, si ridurrebbe il numero dei contenziosi che appesantiscono il lavoro dei Tribunali. Nella stessa direzione va anche la proposta di istituire una banca dati nazionale dei procedimenti di sfratto per morosità, sul modello dei sistemi informativi utilizzati per l’accesso al credito (quali il CRIF). Tale banca dati consentirebbe di valorizzare il cosiddetto merito locatizio del conduttore, incentivando i proprietari alla stipula di nuovi contratti di locazione. Per accelerare i tempi, Fimaa chiede inoltre di potenziare il numero degli ufficiali giudiziari. Diverse proposte di natura fiscale puntano invece a rendere determinati contratti di locazioni più vantaggiosi.
“L’attuale quadro normativo risulta obsoleto e frammentato – ha concluso Pezzetta. - Per incentivare l’immissione degli immobili vuoti sul mercato, invece, è necessario tutelare i proprietari, rendere più convenienti le locazioni e garantire una maggiore stabilità del mercato".
Affitti brevi: Fimaa Italia, l’Europa entra nel merito del diritto di proprietà delle case italiane
La bozza di regolamento Ue Affordable Housing Act (alloggi a prezzi accessibili) è una limitazione che rischia di comprimere il diritto di proprietà oltre i limiti di proporzionalità previsti dalla nostra Costituzione. È il giudizio che esprime la Fimaa Italia-Confcommercio sul regolamento che la Commissione europea presenterà mercoledì 9 settembre. Il testo è studiato per limitare gli affitti brevi, e consente di introdurre limitazioni anche all'acquisto e all'utilizzo di unità immobiliari non destinate ad abitazione principale.
Secondo Fimaa Italia la criticità maggiore dell’Affordable Housing Act risiede nella possibilità, da parte dei Comuni, di far scattare automaticamente lo stato di 'stress abitativo'. Si tratta infatti di un criterio pensato per le grandi capitali che lascia mano libera ai Comuni per limitare ulteriormente gli affitti brevi. Questo criterio unico si applicherà in gran parte delle città e delle mete turistiche italiane, grazie alla protezione di una normativa europea che non considera con logica e rispetto le peculiarità dei singoli Stati membri. Oltretutto le locazioni di breve periodo, in Italia, riguardano meno del 2% degli oltre 35 milioni di unità residenziali.
Il regolamento – prosegue Fimaa Italia – colpirebbe i piccoli proprietari che si ritroverebbero nell’impossibilità di mettere a reddito le proprie unità immobiliari in un Paese votato al turismo e nel quale pertanto questo tipo di attività ha una rilevanza essenziale per la stessa economia. Il rischio è ancora più concreto se si considera che il testo è un regolamento e non una direttiva: una norma cioè direttamente applicabile in Italia senza alcun passaggio parlamentare. I Parlamenti nazionali, invece, devono preservare la libertà e l’indipendenza nelle scelte specifiche per le esigenze del Paese.
Fimaa-Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari ritiene la bozza della normativa irricevibile, lesiva del diritto di proprietà e della libertà contrattuale, e pertanto inaccettabile.
Fimaa Italia, bene proposta cedolare secca su locazioni di negozi e uffici
Fimaa Italia giudica positivamente la proposta di inserire nella prossima Manovra l'estensione della cedolare secca alle locazioni di negozi e uffici. A rilanciare l’iniziativa è stato il Presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, che in un’intervista pubblicata venerdì scorso da un quotidiano, ha detto: “Credo che sia ora di procedere. Il tema era stato inserito tra le priorità della riforma fiscale giunta a conclusione qualche giorno fa, e per questo il viceministro Maurizio Leo lo considera un obiettivo personale irrinunciabile. Troverà sicuramente spazio nel pacchetto fiscale della Manovra perché si tratta di una correzione indispensabile e condivisibile”.
"Fimaa Italia – sottolinea la federazione – sostiene da tempo la necessità di estendere la cedolare secca alle locazioni non abitative. La misura fu introdotta in via sperimentale nel 2019 per i negozi e le botteghe e non venne successivamente prorogata. Da allora la Federazione ne ha più volte chiesto la reintroduzione e l'estensione, attraverso audizioni parlamentari, interlocuzioni con Governo e Parlamento e specifiche proposte emendative".
Secondo Fimaa-Confcommercio, "la cedolare secca sulle locazioni non abitative rappresenta uno strumento importante per favorire il ritorno sul mercato degli immobili oggi sfitti, contrastare la desertificazione dei centri storici e delle periferie e sostenere la permanenza delle attività commerciali e artigianali nelle nostre città. Una fiscalità più semplice e sostenibile può inoltre favorire l'emersione dei rapporti di locazione e contribuire alla riduzione dell'evasione tributaria".
Ddl Concorrenza: Consulta Fimaa-Fiaip-Anama, bene la decisione di inserire la riforma della professione di agente immobiliare
Positiva la decisione di inserire all'interno del Ddl Concorrenza la riforma della formazione professionale degli agenti di affari in mediazione, tra cui rientrano gli agenti immobiliari, introducendo sia un nuovo percorso universitario quale modalità alternativa di accesso alla professione, sia l'obbligo della formazione continua. È il giudizio che esprime la Consulta Interassociativa Fimaa-Fiaip-Anama, dopo che il testo del Disegno di legge è stato approvato dal Consiglio dei Ministri.
“La legge in materia risale al 1989 ed è rimasta sostanzialmente invariata da oltre trent'anni, nonostante il profondo mutamento del contesto economico, tecnologico e normativo in cui gli agenti immobiliari operano quotidianamente – commentano Fimaa Italia; Fiaip; e Anama. - L'intermediazione immobiliare incide in misura significativa sulla vita delle persone dal momento che il 60% dei risparmi delle famiglie italiane è investito in immobili. È indispensabile, pertanto, che il quadro regolatorio garantisca elevati standard professionali e tuteli in maniera effettiva i consumatori”.
“Per questo motivo la Consulta ha avviato da tempo un confronto con il Governo e il Parlamento per chiedere una revisione della disciplina della mediazione immobiliare. La riforma contenuta nel Ddl Concorrenza va nella direzione che avevamo auspicato, sia prevedendo una modalità alternativa di accesso alla professione per chi sia in possesso di un'apposita laurea che verrà indicata dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, di concerto con il Ministro dell'Università e della Ricerca, sia introducendo un sistema di formazione professionale continua obbligatoria finalizzato all'aggiornamento costante delle competenze degli operatori. Intendiamo ringraziare il Governo e il sottosegretario presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Mara Bizzotto, per l’impegno profuso nelle scorse settimane”.
“Il Ddl Concorrenza – proseguono la tre Federazioni - ci permetterà di rafforzare la qualità professionale degli agenti immobiliari e, conseguentemente, la tutela dei cittadini che ogni giorno affidano a noi una delle decisioni più importanti della loro vita: acquistare, vendere o locare un immobile. Più formazione, più competenze e più legalità significano un mercato più trasparente, sicuro ed efficiente per tutti. Nel corso dell'iter parlamentare la Consulta conferma la propria piena disponibilità a collaborare con Governo e Parlamento per contribuire all'ulteriore perfezionamento del provvedimento, valorizzando anche le ulteriori proposte elaborate dalla categoria nell'interesse del mercato immobiliare, dei consumatori e della qualificazione della professione” concludono Fimaa, Fiaip e Anama.
Casa: Fimaa Italia, nuove regole per rilanciare le locazioni e riforma della Legge sulla professione di mediatore
Un pacchetto di misure per contrastare l’emergenza abitativa, la riforma della Legge sulla professione di mediatore, il DDL di delega al Governo per l’adozione del codice dell’edilizia. Sono i temi sui quali Fimaa Italia-Confcommercio, si è confrontato con l’on. Alice Buonguerrieri (FdI), membro della Commissione Giustizia della Camera, nel corso di un incontro.
La Federazione ha affrontato in maniera analitica la questione delle locazioni residenziali, smentendo il luogo comune secondo cui l’emergenza abitativa sarebbe legata alla forte espansione delle microstrutture ricettive. “Le locazioni brevi e turistiche interessano appena il 2% del patrimonio immobiliare nazionale. Nelle città a forte vocazione turistica si arriva al massimo al 6%, come nel caso di Firenze” ha detto Fimaa. “L’emergenza abitativa è in realtà legata al fenomeno degli immobili vuoti. In Italia si contano circa 8,5 milioni di case sfitte su un totale di 35,6 milioni. Secondo una stima prudenziale, c’è un bacino tra i 5,5 e i 6 milioni di queste abitazioni da cui sarebbe possibile far ritornare sul mercato un grande numero di immobili da destinare alla locazione, che contribuirebbero quindi in maniera significativa alla soluzione di questa emergenza che ha ormai carattere sociale. I proprietari – ha spiegato ancora Fimaa – preferiscono rinunciare a una fonte di reddito, perché temono di non rientrare in possesso dell’immobile al termine del contratto o in caso di morosità dell’inquilino, e perché ritengono che la tassazione sia troppo elevata. “Gli immobili ci sarebbero, non mancano, ma è necessario restituire fiducia a questi proprietari, intervenendo quindi sia sul profilo fiscale, sia su quello delle garanzie se si vuole far tornare sul mercato questi appartamenti”.
La Federazione propone di introdurre una serie di esenzioni e agevolazioni fiscali, in particolare per gli immobili locati con contratti 4+4, o a categorie svantaggiate, come studenti, giovani lavoratori e famiglie a basso reddito, oppure ancora nei casi di morosità. Tra le varie proposte per restituire fiducia ai proprietari, è stata ribadita quella di creare una banca dati nazionale dei procedimenti di sfratto per morosità, sul modello dei sistemi informativi utilizzati per l’accesso al credito. In questo modo si premierebbe anche il valore locativo degli inquilini che si sono sempre mostrati corretti.
Sulla riforma, Fimaa ha invece ricordato che la legge del 1989 non è mai stata rivista in maniera organica. “Recentemente, il senatore Gasparri ha presentato un ddl, l’AS 1894, che interviene su ambiti finora non regolamentati. Ad esempio, la formazione continua, l’accesso alla professione tramite un ulteriore idoneo percorso universitario, l’obbligo di forma scritta per il conferimento dell’incarico, la figura del Property management. L’obiettivo è assicurare che il mercato sia trasparente, e chi vi opera abbia maturato la necessaria professionalità. Insomma – ha evidenziato Fimaa – sono misure che garantiscono una maggiore tutela al consumatore”.
Infine, sul ddl delega per il codice dell’edilizia, la federazione ha ricordato le proposte di modifica veicolate dalla stessa e presentate in Commissione Ambiente alla Camera, che puntano in particolare ad agevolare i cambi di destinazione d’uso degli uffici in abitazioni, favorire le procedure di compravendita, digitalizzare i procedimenti amministrativi, nonché razionalizzare, semplificare e coordinare la disciplina relativa agli immobili oggetto di procedure esecutive.
Casa: Fimaa Italia, per rilanciare le locazioni servono nuove regole e agevolazioni fiscali
Agevolare il ritorno sul mercato degli immobili sfitti per fronteggiare l’emergenza abitativa, e reintrodurre la cedolare secca sugli immobili commerciali, misura introdotta nel 2019 per quel solo anno purtroppo, che aveva incentivato l’apertura di tante attività, contrastando efficacemente la desertificazione delle aree periferiche. Sono alcuni degli interventi contenuti in un pacchetto di misure sul mercato immobiliare che Fimaa Italia-Confcommercio, ha illustrato al Senatore Stefano Patuanelli (M5S) nel corso di un incontro che si è tenuto ieri mattina.
“In Italia, secondo una stima prudenziale, si contano circa 8,5 milioni di case sfitte su un totale di 35,6 milioni, di cui si calcola che tra i 5,5 e i 6 milioni potrebbero potenzialmente ritornare sul mercato delle locazioni grazie agli interventi mirati proposti”, ha evidenziato Fimaa. “Se venissero reimmesse sul mercato anche solo in parte, potrebbero risolvere o contribuire a risolvere l’emergenza abitativa. Il problema principale è che i proprietari ritengono che locare un immobile sia ormai troppo rischioso per la mancanza di certezze sul rientrarne in possesso quando stabilito o in caso di morosità, soprattutto rispetto ai ricavi effettivi che potrebbero ricevere. Ad avviso della Fimaa Italia-Confcommercio è quindi necessario ridurre anche la pressione fiscale in maniera incentivante e riconoscere maggiori tutele ai proprietari”.
Tra gli interventi di natura fiscale, la Federazione ha proposto una serie di interventi che riguardano l’IMU, come ad esempio di dimezzare l’imposta sugli immobili locati con
contratti 4+4; nei casi di morosità, i proprietari dovrebbero essere esentati dal pagamento dell’IMU e delle imposte sui canoni non percepiti, ed altre casistiche proposte. La Fimaa chiede inoltre di applicare aliquote agevolate sulle locazioni di lungo periodo e di introdurre agevolazioni fiscali per i proprietari che concedono in locazione immobili a categorie svantaggiate, come studenti, giovani lavoratori e famiglie a basso reddito.
Per la Federazione, tuttavia, è anche necessario restituire fiducia ai proprietari offrendo maggiori tutele. Tra le varie proposte, quella di creare una banca dati nazionale dei
procedimenti di sfratto per morosità (sul modello dei sistemi informativi utilizzati per l’accesso al credito), premiando così il valore locativo di chi corretto negli adempimenti lo merita, e introdurre una maggiore flessibilità nella durata dei contratti di locazione. Quest’ultima misura peraltro tiene conto delle profonde trasformazioni del mercato del lavoro, e rispecchia in particolare le esigenze degli inquilini. La Federazione propone anche di riconoscere il contratto di locazione quale titolo esecutivo, per consentire ai proprietari di rientrare più facilmente e velocemente in possesso dell’immobile nel caso in cui l’inquilino sia moroso.
Fimaa ha inoltre sostenuto la necessità di reintrodurre la cedolare secca al 21% su locazioni commerciali, ma anche su uffici e studi privati: “questo incentiverebbe l’insediamento di nuove attività economiche e contrasterebbe la desertificazione dei centri storici e non solo di quelli e la quasi totale scomparsa delle attività artigianali, oltre a determinare un recupero in termini di evasione tributaria”.
Nel corso dell’incontro si è anche discusso della riforma della professione. “Il disegno di legge AS 1894 va a modificare una normativa che risale al 1989, che ha subito delle modifiche nel tempo, ma che non è mai stata rivista in maniera organica” ha spiegato Fimaa. “Il ddl interviene su ambiti finora non regolamentati, come la formazione
continua, l’accesso alla professione tramite anche un ulteriore idoneo percorso universitario, l’obbligo di forma scritta per il conferimento dell’incarico, l’utilità di un conto
corrente dedicato e segregato per la gestione tracciabile delle somme ricevute nelle trattative, la possibilità di vendere immobili a mezzo cessione di quote societarie, e un
inquadramento chiaro dei servizi di Property management. L’obiettivo è assicurare che il mercato sia trasparente, e chi vi opera abbia maturato la necessaria professionalità.
Insomma – ha concluso Fimaa, - sono misure che garantiscono una maggiore tutela al consumatore”.
Casa: Fimaa Italia, intervenire su fisco e regole per rilanciare le locazioni
Per rivitalizzare il mercato delle locazioni abitative è necessario intervenire sia sugli aspetti fiscali, sia su quelli normativi. È quanto ha spiegato Fimaa Italia-Confcommercio, nel corso di un incontro con il senatore Lucio Malan, capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Madama.
“Attualmente, in Italia si contano circa 35,6 milioni di unità residenziali, di cui circa 8,5-9 milioni risultano sfitte”, ha evidenziato Fimaa-Confcommercio nel corso dell’incontro. “Considerando una stima prudenziale, si può comunque ritenere che tra i 5,5 e i 6 milioni di unità risultino effettivamente sfitte. Se venissero reimmesse sul mercato si risolverebbe immediatamente il problema dell’emergenza abitativa. Tuttavia, i proprietari non si sentono tutelati a sufficienza con l’attuale quadro normativo e preferiscono rinunciare a una fonte di reddito. Gli interventi che proponiamo puntano pertanto a garantire certezza dei diritti e degli obblighi delle parti, favorire contratti più chiari e trasparenti, ridurre i rischi di contenzioso e morosità, con l’obiettivo finale di incentivare l’offerta di immobili”.
Tra i vari interventi di natura fiscale, la Federazione propone di esentare dall’IMU gli immobili locati con canone concordato, estendendo alle persone fisiche un beneficio analogo alla deducibilità integrale già riconosciuta alle persone giuridiche per gli immobili strumentali, o di dimezzare l’imposta su quelli locati con contratti 4+4. In alternativa, nei casi di morosità, i proprietari dovrebbero essere esentati dal pagamento dell’IMU e delle imposte sui canoni non percepiti. E ancora, la FIMAA chiede di applicare aliquote agevolate sulle locazioni di lungo periodo, e di introdurre agevolazioni fiscali per i proprietari che concedono in locazione immobili a categorie vantaggiate, come studenti, giovani lavoratori e famiglie a basso reddito.
Per quanto riguarda gli interventi normativi, la Federazione propone di riconoscere il contratto di locazione quale titolo esecutivo e la creazione di una banca dati nazionale dei procedimenti di sfratto per morosità, sul modello dei sistemi informativi utilizzati per l’accesso al credito. Considerando le profonde trasformazioni del mercato del lavoro, sarebbe poi opportuno introdurre una maggiore flessibilità nella durata dei contratti di locazione ad uso abitativo.
Fimaa ha poi illustrato sulle proposte di riforma della professione, contenute nel disegno di legge AS 1894 di modifica della Legge 39/1989, soffermandosi tra le altre cose sull’importanza della formazione continua, sull’accesso alla professione tramite percorso universitario, sulla necessità di introdurre l’obbligo di forma scritta per il conferimento dell’incarico e sull’utilità di un conto corrente dedicato per gli agenti immobiliari al fine di gestire le risorse economiche dei clienti in fase di compravendita. Il Sen. Malan ha riconosciuto la bontà e la necessità di diverse proposte, chiedendo approfondimenti e dettagli.
Infine, sono state brevemente illustrate le proposte di modifica al disegno di legge delega per l’adozione del codice dell’edilizia e delle costruzioni, veicolate dalla Federazione e presentate in Commissione Ambiente alla Camera, e che puntano in particolare ad agevolare i cambi di destinazione d’uso degli uffici in abitazioni, favorire le procedure di compravendita, digitalizzare i procedimenti amministrativi e rivedere la disciplina relativa agli immobili esecutati.
Consulta FIMAA-FIAIP-ANAMA, da MIMIT via libera al praticantato e apertura sulla riforma della legge 39/89
La Consulta Interassociativa Nazionale dell’Intermediazione Immobiliare, di cui fa parte Fimaa-Confcommercio ha incontrato, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il nuovo Sottosegretario, Mara Bizzotto.
L’incontro è stato una preziosa occasione per esporre al Sottosegretario il lungo percorso di collaborazione costruttiva portato avanti con continuità nel tempo dalle Federazioni come Consulta con il Ministero, con una particolare accelerazione nel corso degli ultimi anni, e per ribadire alcune proposte relative alla modifica della disciplina della mediazione, oggi contenuta nel disegno di legge AS1894 presentato al Senato.
Il Sottosegretario ha riconosciuto il grande lavoro che viene svolto quotidianamente dalla Consulta a tutela della categoria e dei consumatori, mostrando apprezzamento per le sinergie e la collaborazione che possono portare ad importanti traguardi, proprio per lo spirito di condivisione che facilita il dialogo con il Ministero e con il Governo.
In tale ottica, è stato confermato dai dirigenti ministeriali che il decreto attuativo di disciplina del praticantato era ormai in dirittura d’arrivo, come monitorato quotidianamente dalle Federazioni stesse, ed infatti ha ricevuto il parere favorevole da parte della Conferenza Stato-Regioni.
Sul fronte della riforma della Legge n. 39 del 1989, il Sottosegretario ha confermato la disponibilità a ragionare sull’inserimento di alcune delle proposte della Consulta in uno dei prossimi provvedimenti idonei, in modo da garantirne una rapida approvazione.
“La Consulta ha avviato da tempo un confronto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy anche per chiedere una revisione della disciplina della mediazione – hanno spiegato nel corso dell’incontro -. La legge in materia risale al 1989 ed è rimasta sostanzialmente invariata da oltre trent'anni, nonostante il profondo mutamento del contesto economico, tecnologico e normativo in cui i mediatori operano quotidianamente. L'intermediazione immobiliare incide in misura significativa sulla vita delle persone dal momento che il 60% dei risparmi delle famiglie italiane è investito in immobili. È indispensabile, pertanto, che il quadro normativo garantisca elevati standard professionali e tuteli in maniera effettiva i consumatori”.
La Consulta non può che apprezzare l’attenzione e lo spirito collaborativo esibiti dal Sottosegretario Bizzotto, mostratasi pienamente consapevole delle sfide e delle esigenze del settore. L’auspicio delle tre Federazioni è quello di proseguire la proficua e costante collaborazione in essere con il Ministero, che ha già consentito il raggiungimento di importanti traguardi.