Fipe
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La Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, è l’associazione leader nel settore della ristorazione, dell’intrattenimento e del turismo, nel quale operano più di 300 mila aziende.
FIPE rappresenta e assiste bar, ristoranti, pizzeria, gelaterie, pasticcerie, discoteche, stabilimenti balneari, ma anche mense, ristorazione multilocalizzata, emettitori buoni pasto e casinò.
Conta circa 1 milione di addetti ed un valore aggiunto di oltre 40 miliardi di euro.
Il Presidente è Lino Enrico Stoppani.
IL RUOLO DI FIPE
FIPE si propone come aggregatore del tessuto imprenditoriale del turismo e, in particolare, della ristorazione e dell’intrattenimento in Italia nelle sue più varie forme. Il principale obiettivo è la diffusione della conoscenza dell’attività dei propri associati, il ruolo preminente che essi rivestono nella creazione del PIL del nostro Paese, la difesa del Made in Italy tipica del settore e la capillarità della presenza in tutto il territorio nazionale.
FIPE si fa portavoce delle istanze degli imprenditori e le rappresenta presso le Istituzioni: audizioni presso le Commissioni parlamentari, interventi nei gruppi di lavoro delle Agenzie governative e dei ministeri, partecipazione ai tavoli di confronto ministeriali, supporto alle Associazioni nazionali e alle singole aziende.
Obiettivo di FIPE è rendere strutturale e consolidare nel lungo periodo le relazioni con i suoi associati e con il Governo, proponendosi come trait d’union tra questi due fondamentali stakeholders.
| Carlo Giorgio Comino | Rappresentante |
Sospensione seconda rata Imu
“Stando a quanto si legge nella bozza del decreto agosto che circola in queste ore, i pubblici esercizi continuano ad essere esclusi, unici tra le imprese del settore del turismo, dal provvedimento che prevede la sospensione del pagamento dell’IMU - sottolinea in una nota Fipe-Confcommercio, Federazione Italiana Pubblici Esercizi - Se così fosse si perderebbe per la seconda volta l’occasione per fare un atto di equità nei confronti di un settore fondamentale per l’attrattività turistica del Paese e certamente tra i più colpiti dalla crisi generata dall’emergenza sanitaria”.
Calo dei consumi: più di 2 italiani su 3 non hanno ancora consumato un pasto fuori casa
I criteri di scelta del locale per quelli che vogliono mangiare fuori sono l’attenzione alle norme igieniche (47,4%), il distanziamento tra i tavoli (35,2%) e la presenza di spazi all’aperto (34%). Tra questi poco meno della metà (45,5%) ha apprezzato il ritorno alla socialità con amici e famiglia.
Sono ancora troppo pochi gli italiani tornati al bar per fare colazione, o al ristorante per un pranzo o una cena. Ecco quanto emerge dall’indagine condotta dal Centro Studi di Fipe-Confcommercio per analizzare le cause del drastico calo di consumi che ha colpito in maniera drammatica il comparto dei pubblici esercizi. I numeri, purtroppo, sono molto chiari: il 72% non ha ancora mai fatto colazione al bar, il 67,9% un pranzo fuori casa e il 69,4% una cena. Peggio va solo per il dopocena ma è noto che questa sia un’occasione di consumo che riguarda principalmente la fascia giovanile della popolazione. Per quanto riguarda le ragioni che inducono a non andare al bar o al ristorante la fa da padrone, nell’immaginario dei consumatori, il timore del contagio: Il covid-19 fa ancora paura per ben il 66,5% degli intervistati. Tra le altre motivazioni che fanno da deterrente ai consumi fuori casa troviamo le diverse disposizioni di sicurezza che rendono meno godibile l’esperienza al ristorante (41,5%), mentre per chi lavora l’adozione dello smart working ha di fatto quasi azzerato le occasioni di consumo della colazione, della pausa caffè e del pranzo. Chi decide di andare al ristorante o al bar è anzitutto attento alle misure di sicurezza sanitaria (47,4%) e al distanziamento tra i tavoli (35,2%). Grande importanza viene data alla presenza di tavoli all’aperto non solo per le ovvie ragioni collegate alla stagione ma anche per una maggiore percezione di sicurezza (34%). In ogni caso il 92,2% degli intervistati ritiene che l’osservanza delle disposizioni di sicurezza da parte degli esercenti sia molto o abbastanza soddisfacente. Un’ evidenza che ci porta a dire che ristoranti e bar sono luoghi sicuri. La convivialità resta al centro dell’esperienza per il 45,5% degli intervistati, che si passi del tempo con la propria famiglia o con gli amici (45,5%), mentre quasi 1 su 3 si dichiara contento per il fatto stesso di essere tornato a mangiare fuori casa (29,1%). Sotto questo profilo il consumo si fa più intimo e si tendono a privilegiare i luoghi conosciuti e già frequentati in passato. Si esprime così quasi il 90% degli intervistati.
“I dati ci restituiscono la fotografia di un settore in grande sofferenza - dichiara Lino Enrico Stoppani, Presidente di Fipe-Confcommercio - È indispensabile mettere in campo strumenti che stimolino la domanda con l’obiettivo di compensare le pesanti perdite determinate dalla mancanza di turismo internazionale e dal perdurare dello smart working. Al riguardo guardiamo con grande attenzione a quello che il Governo intende mettere a punto nel decreto di agosto. Lo stanziamento di un fondo finalizzato a rimborsare una quota parte della spesa al ristorante sarebbe certamente un provvedimento che va nella giusta direzione, ma sono altrettanto urgenti ulteriori misure per il contenimento dei costi a cominciare da quelli del lavoro e dei canoni di locazione, magari attraverso l’introduzione della cedolare secca sugli affitti”.
Fipe-Confcommercio: “Bene le proposte per rilanciare la ristorazione ed i pubblici esercizi. Ora procedure rapide e semplici per spingere la ripartenza”
“Finalmente segnali di maggiore attenzione da parte delle Istituzioni al mondo dei pubblici esercizi e della ristorazione. Un bonus che incentivi i consumi in bar e ristoranti, in particolare attraverso i pagamenti in digitale, la promessa di sostenere i centri storici svuotati dall'assenza dei turisti e dal persistere dello smart working, così come la proposta di istituire un fondo per la ristorazione per l'acquisto di prodotti agroalimentari italiani, sono il segnale di un cambio di rotta che ci fa ben sperare per il futuro. Le misure proposte, in particolare dal Viceministro Castelli e dai Ministri Dario Franceschini e Teresa Bellanova, sono testimonianza del fatto che il Governo si è reso conto della crisi drammatica che sta vivendo il comparto dei pubblici esercizi e del ruolo che questo comparto svolge nelle filiere turistiche e agro-alimentare, come la Federazione denuncia ininterrottamente da mesi”.
Così Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, commenta le proposte per il sostegno al comparto che dovrebbero essere nel prossimo Decreto previsto in settimana.
“Dunque, ben venga il supporto agli imprenditori del nostro settore. Andrebbe, inoltre, valutata la proroga di misure già testate e rivelatesi efficaci come quelle previste dallo scorso decreto Rilancio per l’erogazione di indennizzi a fondo perduto. - si legge nella nota - Ricevere un contributo quantificato sulla base della differenza di fatturato rispetto all’anno 2019, anche per i mesi di maggio e giugno, sarebbe una boccata d’ossigeno importante per le imprese in difficoltà. Ora è necessario mettere in pratica le buone intenzioni, ma con una doverosa raccomandazione: bisogna fare attenzione a semplificare il più possibile le procedure per evitare ogni intoppo. La situazione resta grave con fatturati ancora giù di circa il 40% e non possiamo permetterci di perdere ulteriore tempo a causa della burocrazia”.
Bene proposte Catalfo e Franceschini
Faita (campeggi e villaggi turistici), Federalberghi (imprese turistico ricettive), Fiavet (agenzie di viaggio) e Fipe (pubblici esercizi) esprimono apprezzamento per le proposte emerse al tavolo di confronto che si è tenuto in videoconferenza questo pomeriggio con i Ministri del Lavoro e delle Politiche Sociali Catalfo e per i Beni e Attività Culturali e Turismo Franceschini per aver accolto gran parte delle proposte che le parti avevano condiviso in un avviso comune sottoscritto con Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e UiltucsUil il 14 luglio scorso: è quanto si legge in una nota congiunta delle quattro Associazioni che fanno parte di Confturismo e aderiscono a Confcommercio-Imprese per l’Italia. Nel sottolineare le perduranti difficoltà del settore turismo con cali di fatturato e conseguenti riduzioni dell’occupazione – prosegue la nota – hanno condiviso la proposta di prolungamento degli ammortizzatori Covid 19 per ulteriori 18 settimane con la richiesta di poter fruire dello strumento in continuità con i precedenti periodi e con una maggiore flessibilità sui tempi del suo utilizzo. Faita, Federalberghi, Fiavet e Fipe hanno espresso inoltre parere favorevole anche sulle misure alternative di decontribuzione per chi richiama o ha già richiamato in servizio i propri lavoratori sospesi, con la precisazione che l’incentivo riguardi non solo le imprese che hanno completamente sospeso l’attività ma anche quelle che l’hanno ridotta parzialmente e che interessi anche i lavoratori a tempo determinato e stagionali. L’occasione dell’incontro – conclude la nota - è stata utile per precisare la necessità di modificare le previsioni del decreto “Rilancio” sulla proroga “forzosa” dei contratti a termine, riducendone gli oneri contributivi a carico delle imprese nonché per sollecitare il Governo a considerare, sia pure legata alla straordinarietà dell’emergenza, la reintroduzione dell’istituto dei voucher.
Fipe-Confcommercio incontra il Viceministro Castelli: “Dialogo costruttivo, finalmente un cambio di rotta. Ora aspettiamo i seguiti"
Esito positivo per l’incontro avvenuto oggi a Roma tra il Viceministro dell’economia,
Laura Castelli, e Fipe-Confcommercio, insieme alle altre
principali associazioni di categoria del mondo della ristorazione, per discutere della crisi del comparto dei
pubblici esercizi e di come spingere una ripartenza ancora troppo lenta.
“Finalmente un cambio di rotta importante con la promessa di nuovi interventi a supporto del nostro settore.
La Federazione ha accolto con favore la convocazione del Viceministro Castelli, non per discutere di polemiche sterili, bensì per ribadire quali sono le necessità dei nostri imprenditori e trovare insieme delle soluzioni attraverso un dialogo costruttivo con le Istituzioni. Così è stato”. Dichiara Fipe-Confcommercio.
“Questo incontro è certamente un segnale di apertura e attenzione nei confronti del comparto al termine del quale si sono raggiunti buoni punti di intesa sui prossimi provvedimenti, sia di natura emergenziale per tamponare la spaventosa crisi che ancora viviamo, come testimoniano i fatturati ancora giù di circa il 40%, sia di natura strutturale. - continua Fipe-Confcommercio - Nello specifico, gli impegni presi dal Viceministro riguardano l’introduzione di sgravi contributivi per ridurre l’impatto del costo del lavoro, la proroga della cassa integrazione fino a fine anno, la promessa di intervenire sui canoni di locazione attraverso la proroga del credito d’imposta e anche attraverso l’istituzione di un fondo specifico. Inoltre, tra le proposte avanzate dalla Federazione, quella dell’istituzione di un bonus che possa incentivare i consumi nella ristorazione dando la possibilità ai consumatori di detrarre le spese fatte nei pubblici esercizi. Anche in questo caso il Viceministro ha mostrato apertura e disponibilità ad approfondire l’argomento”.
“Più in generale si potrà ragionare su ulteriori interventi per ridurre in maniera significativa i costi di gestione delle attività di ristorazione. Tutto questo per evitare il rischio di dispersione delle professionalità e delle competenze costruite nel corso degli anni che, al contrario, vanno tutelate con politiche di visione strategica coordinata per sfruttarne le potenzialità e valorizzarne il ruolo chiave all’interno delle filiere agro-alimentare e turistica. Proprio in questa direzione va un ulteriore importante impegno preso al termine del colloquio,
quello dell’istituzione di un tavolo di lavoro a cui parteciperanno MEF, MiBACT e associazioni di categoria -
conclude Fipe-Confcommercio - Insomma, un dialogo costruttivo a cui dovranno seguire necessariamente riscontri pratici per salvare decine di migliaia di imprese che rappresentano non solo una parte fondamentale del tessuto economico, ma un vero e proprio modello di socialità che ci rende unici al mondo”.
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Stato d'emergenza
“Il nostro Paese, i cittadini, i lavoratori, le imprese stanno dando prova di grande responsabilità-personale e collettiva- in questi mesi di emergenza, dimostrando di essere pronti ad affrontare la fase post-emergenziale in maniera corretta e capace di recuperare la necessaria normalità, che passa anche dal rientro delle persone nei posti di lavoro. Non possiamo accettare, oltre i danni economici che l’emergenza Covid-19 ha indotto sul sistema delle imprese della ristorazione, dell’intrattenimento e del turismo in generale, anche il rischio di un mortale indebolimento del già fragile tessuto imprenditoriale di un settore determinante all’interno delle filiere agro-alimentare e turistica del Paese, nelle quali valorizza le qualità, l’identità e l’attrattività della nostra straordinaria offerta”.
Fipe-Confcommercio – Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi - riassume così le ragioni che hanno l'hanno spinta a scrivere al Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo e alla titolare del Ministero della Funzione Pubblica Fabiana Dadone, all’indomani dell’annuncio del Presidente del Consiglio di estendere lo Stato d’Emergenza oltre il 31 luglio, presumibilmente per altri 6 mesi.
“La desertificazione dei centri storici e dei quartieri direzionali, causata anche dall’assenza dei lavoratori - si legge nella lettera - rischia di generare una diffusa chiusura di numerosi pubblici esercizi ed attività commerciali ubicati nel centro delle città, già duramente provati dalla totale mancanza di turismo nazionale ed estero. Come certificato dall’ultima nota mensile dell’Istat sull’andamento dell’economia italiana, ricordiamo come oggi il 65,2% delle attività di ristorazione e alloggio rischiano la chiusura, con danni incalcolabili in termini economici e sociali”.
Parallelamente la Federazione chiede il rifinanziamento degli strumenti di protezione sociale.
“Proprio per far fronte al drammatico calo dei consumi, si impone l’esigenza di prorogare gli ammortizzatori sociali straordinari, già usufruiti da parte delle imprese del settore. La quasi totalità delle aziende del comparto ha, infatti, già utilizzato interamente le diciotto settimane di ammortizzatori a disposizione, trovandosi ora senza alcuna copertura in una situazione di crollo dei fatturati. La cassa integrazione rappresenta una necessità in questa fase post-emergenziale, indispensabile per preservare le professionalità presenti nel settore, faticosamente costruite nel corso degli anni, necessarie per agganciare l’auspicata ripresa”.
Sicurezza e igiene nei bar
Durante questi mesi difficili che hanno duramente colpito in particolare il settore HORECA, sono state tante le iniziative messe in campo da Afidamp, Fipe-Confcommercio e Codacons per aiutare gli operatori a garantire un ambiente sicuro sia ai propri clienti che ai propri dipendenti.
Ecco perché le tre associazioni di categoria hanno realizzato insieme il prontuario per le buone prassi di pulizia nei bar, uno strumento agile che si propone come un vero e proprio vademecum per le pulizie ordinarie che ogni locale è tenuto a fare per mantenere l’ambiente pulito e protetto.
Regole semplici e molto chiare che riguardano l’igiene del personale, con raccomandazionisul lavaggio mani, sulle modalità di contatto con soldi contanti e alimenti, e le corrette operazioni di pulizia e detersione. Il tutto per cercare di evitare ogni tipo di contaminazione incrociata.
Più nel dettaglio, il documento analizza le operazioni di pulizia relative a tutti gli ambienti dei bar, dal bancone ai bagni, suggerendo accorgimenti semplici, come l’identificazione delle attrezzature con un codice colore e indicando come utilizzare prodotti e macchinari per la detersione. A questo proposito, inoltre, si sottolinea quanto sia importante per una pulizia efficace la scelta dei prodotti adeguati (né troppo blandi, né troppo aggressivi) e degli strumenti più idonei.
Il prontuario esposto all’interno dei bar permetterà a tutti i dipendenti di essere informati sulle prassi da adottare, riducendo notevolmente i rischi legati allo sporco invisibile. Allo stesso tempo, gli imprenditori del settore daranno un segno tangibile della loro sensibilità verso i temi della sicurezza e del loro impegno a offrire il miglior servizio possibile al consumatore.
Riforma fiscale, Fipe-Confcommercio:
“Per risollevare le imprese della ristorazione e del turismo da tre mesi di lockdown e da un mese di incassi dimezzati, bisogna intervenire con coraggio rafforzando lo strumento degli indennizzi per le aziende che hanno avuto ingenti cali di fatturato e intervenendo sui costi strutturali delle aziende, costi del lavoro e affitti in testa. Interventi cioè di prospettiva e di lungo periodo, senza i quali qualsiasi altra operazione risulterebbe inefficace e insufficiente. Intendiamoci: un taglio temporaneo dell’Iva è auspicabile, anche se dovrebbe riguardare settori strategici per il Paese come il Turismo e la Ristorazione ed essere di congrua durata affinché la riduzione dei prezzi sia percepita, oltre che rappresentare un’iniezione di fiducia ai consumi, ma in questo momento occorre avere maggiore coraggio e visione sulle prospettive, avviando insieme l' abbattimento del cuneo fiscale e contributivo per ridurre il costo del lavoro in maniera efficace, anche per mantenere i livelli occupazionali e non disperdere competenze. Certo, si tratta di una manovra onerosa, ma l’attuale flessione dei fatturati dei 300mila Pubblici Esercizi determina minori incassi per lo stato pari ad oltre 4 miliardi di euro. I conti pubblici, insomma, soffrirebbero maggiormente se prevalesse una linea attendista, rispetto a una coraggiosa, che avrebbe il necessario effetto moltiplicatore sull'economia del Paese”.
Fipe-Confcommercio - la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, interviene così nel dibattito sulle riforme fiscali avviato nei giorniscorsi dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e alimentato nelle ultime ore sia dai vertici della Corte dei conti, sia dal sottosegretario all’Economia, Paolo Barretta.
“Oggi grazie ad alcune misure emergenziali da noi richieste e approvate dal governo – prosegue la Fipe – i ristoranti stanno ricominciando pian piano a lavorare, soprattutto quelli che non dipendono in maniera esclusiva dai turisti e dagli uffici. Gli incassi, tuttavia, si sono ridotti mediamente del 56% e questo per il combinato disposto di paura sociale, riduzione delle capienze per il distanziamento sociale, mancanza di turismo, eccessivo ricorso allo smart working. I costi d’impresa, al contrario, sono rimasti ai valori pre-Covid.
Noi vogliamo continuare a lavorare ed animare il nostro territorio, ma o si trova il modo di adattare l’intero impianto fiscale al nuovo contesto di mercato, o si rischia di perdere un’eccellenza tutta italiana che poi sarebbe difficile ricostruire”.
Bonus di 600 Euro anche agli stagionali del Turismo
“Si tratta di una correzione necessaria che come Federazione abbiamo richiesto sin dall’inizio, perché l’esclusione degli stagionali del turismo dal bonus di 600 euro rappresentava una penalizzazione per questi lavoratori in un momento di grande difficoltà per loro”.
Così Fipe-Confcommercio commenta la notizia che la Ministra del Lavoro Catalfo si sta apprestando a far approvare un provvedimento per quei lavoratori che, poiché assunti con contratto a termine, pur essendo lavoratori stagionali, erano stati esclusi dagli interventi disostegno alreddito del Governo peri mesi di marzo, aprile e maggio.
Con questo intervento, che attribuirà il diritto al bonus di 600 euro anche a quei lavoratori che in conseguenza dell’emergenza Covid potrebbero avere difficoltà a trovare un lavoro nella prossima stagione estiva, si conclude una vicenda che avrebbe avuto i contorni della beffa per molti lavoratori del settore.
“Era importante - concludono da Fipe–Confcommercio - che questa categoria, così rilevante per l’attività turistica e tuttavia così fortemente penalizzata, in questo momento non venisse abbandonata senza alcun sostegno da parte dello Stato “