Federalberghi

Federalberghi

Federazione delle Associazioni Italiane Alberghi e Turismo

Federalberghi da oltre cento anni è l'organizzazione nazionale maggiormente rappresentativa delle imprese turistico ricettive italiane.

Federalberghi rappresenta le esigenze e le proposte delle imprese nei confronti delle istituzioni e delle organizzazioni politiche, economiche e sindacali.

Federalberghi si propone di valorizzare gli interessi economici e sociali degli imprenditori turistici e di favorire il riconoscimento del loro ruolo sociale, l'affermazione dell'economia turistica, la promozione dell'offerta turistico ricettiva nazionale.

Federalberghi stipula contratti nazionali di lavoro, svolge e patrocina attività scientifica per l'analisi del settore, promuove la formazione imprenditoriale degli associati, assiste e coordina il sistema organizzativo a livello territoriale ed a quello regionale nelle attività di tutela delle imprese

 

Rappresentanti
Giorgio Chiesa Rappresentante
Danilo Rinaudo Rappresentante

Save the date

III edizione della Convention di Sistema Confcommercio-Imprese per l'Italia-della provincia di Cuneo

Marchio di qualità “Ospitalità Italiana”

Giorgio Chiesa eletto presidente della Commissione di valutazione

La Giunta camerale nella riunione del 3 agosto ha nominato i componenti della  Commissione di valutazione per l’accertamento dei requisiti del marchio di qualità “Ospitalità Italiana” per il triennio 2020-2023, affidando a Giorgio Chiesa la presidenza:

 

Enti                                                                       Componenti designati

Is.na.r.t. Roma                                                      Alessandra Arcese

Regione Piemonte (settore turismo)                     Chiara Daniele

ATL del cuneese                                                   Mauro Bernardi

Ente turismo Langhe Monferrato Roero               Elisa Casetta

Consorzi turistici della provincia                           Giuseppe Carlevaris

Associazioni consumatori                                     Riccardo Sartoris

Settore industria                                                    Elena Lovera

Settore commercio                                                Danilo Rinaudo

Settore artigianato                                                Manolo Allochis

Settore agricoltura                                                Elisa Rebuffo

 

“Nel ringraziare Andreino Durando che per molti anni ha presieduto la Commissione e ha creduto nel marchio come uno strumento reale di promozione delle strutture turistiche, vorrei riuscire a proseguire il lavoro di squadra con i nuovi componenti – sottolinea Giorgio Chiesaper cogliere, da  un  lato, i bisogni dei nostri operatori turistici offrendo loro soluzioni innovative e convincenti, dall’altra valorizzare l’esperienza maturata negli anni per far vivere al turista che arriva sul nostro territorio un’esperienza di accoglienza e ospitalità autentica e indimenticabile”.

Il numero di strutture turistiche della provincia aderenti al marchio è cresciuto negli anni: oggi se ne contano 233 tra alberghi, ristoranti, residenze turistico-alberghiere, agriturismi, campeggi, bed & brekfast, rifugi sia alpini, sia escursionistici e agenzie di viaggio che effettuano incoming.

Il marchio di qualità, che negli anni è diventato uno strumento di valorizzazione a livello nazionale e una garanzia per il turista, è subordinato al rispetto di un vero e proprio “circuito di qualità” i cui parametri oggettivi sono verificati attraverso visite periodiche. La proposta formativa in tema di marketing, qualità del servizio, aggiornamento professionale e analisi delle nuove tendenze del comparto turistico ha inoltre permesso ai titolari delle strutture di vivere momenti di confronto e crescita nelle proprie competenze.

Per qualificare l’offerta turistica in modo sempre più efficace, IS.NA.R.T. (Istituto Nazionale per le Ricerche Turistiche) di Roma, società titolare del marchio, ha iniziato un lavoro di revisione della certificazione con l’introduzione di uno strumento di “rating” per rendere la valutazione più dinamica e rispondente, oltre alla qualità del servizio, a tre nuove aree di indagine quali la promozione del territorio, intesa come la capacità di connessione della struttura al territorio, l’identità, che rappresenta la coerenza della struttura rispetto a come si propone al cliente e la notorietà, quale insieme di riconoscimenti ottenuti dai social e dalle guide al fine di valutarne la reputazione e il gradimento.

La Commissione appena nominata si riunirà a inizio settembre per un primo confronto e per progettare le nuove azioni alla luce delle sfide che il variegato mondo del turismo impone e considerata la rilevanza che il settore ha acquistato nell’ambito dell’economia provinciale.

Il turismo è un importante volano del nostro territorio a cui la Camera di Commercio dedica linee di attività e risorse specifiche – sottolinea Mauro Gola, Presidente dell’Ente camerale -. In sinergia con i principali attori del comparto, Regione, ATL, consorzi turistici e associazioni di categoria, operiamo con l’obiettivo che il marchio di qualità “Ospitalità italiana” contribuisca a veicolare il messaggio della sicurezza e dell’affidabilità “cuneese”. Dopo l’esperienza del lockdown, i mesi futuri probabilmente porteranno meno viaggi in termini quantitativi, ma le persone tenderanno a trascorrere più tempo in destinazioni vicine al loro luogo di residenza al fine di ridurre i tempi di trasporto e, quindi, le possibilità di essere esposti a possibili virus. Il bisogno di sicurezza, l’interesse a vivere esperienze non lontano da casa saranno le nuove peculiarità della domanda turistica rispetto alle quali immaginare nuovi scenari, strategie e soluzioni”. 

Save the date

Savigliano, 2 ottobre 2020

III edizione della Convention di Sistema Confcommercio-Imprese per l'Italia-della provincia di Cuneo

Apprezziamo le misure contenute nel Decreto Agosto, ma rimangono problemi importanti da affrontare.

Bene la cassa integrazione e gli incentivi per l'assunzione degli stagionali, da migliorare le misure per le imprese in affitto e le Città orfane dei turisti stranieri.

“Apprezziamo le misure contenute nel decreto approvato dal Consiglio dei ministri. Ma rimangono problemi importanti da affrontare.”
"Sul fronte delle misure per il lavoro registriamo risposte importanti alle richieste che Federalberghi - insieme alle altre organizzazioni maggiormente rappresentative - ha formulato con l'avviso comune del 14 luglio scorso. Il prolungamento della cassa integrazione per ulteriori diciotto settimane costituisce una boccata d’ossigeno per le moltissime imprese ancora chiuse e per quelle che - avendo riaperto nonostante le condizioni avverse di mercato - sono sostanzialmente vuote. È un bene che l’incentivo per le nuove assunzioni sia stato esteso anche ai lavoratori stagionali, in relazione ai quali chiediamo di chiarire che la norma si applica anche alle assunzioni effettuate nei mesi di giugno e di luglio. Mentre va detto che saranno in pochi a beneficiare dello sgravio contributivo destinato a chi richiama i lavoratori in servizio dopo un periodo di CIG, in quanto l’incentivo è riservato a chi cessa del tutto il ricorso agli ammortizzatori sociali, circostanza molto difficile da realizzare nel settore turismo, in cui il cammino verso condizioni di normalità richiederà tempo e gradualità."
"Risulta invece incompleta la manovra sul fronte delle imprese alberghiere. Va integrata con la massima urgenza la misura destinata alle località orfane dei turisti stranieri. I capoluoghi di provincia e le città metropolitane non sono le uniche località che stanno soffrendo a causa del blocco dei flussi dall’estero. Sono molti i sistemi economici locali che vivono di turismo internazionale e che, in mancanza di interventi, rischiano la desertificazione. Non è possibile citarli tutti, ma si può fare l'esempio di Sorrento, che ospita ogni anno 2,4 milioni di presenze straniere, pari all'88% del totale, Stresa (480mila presenze straniere, 85% del totale), Taormina (900mila, 84% del totale) e Montecatini Terme (1,2 milioni, 73% del totale)."
"Apprezziamo l’abbattimento della seconda rata IMU, ma chiediamo che venga riconosciuto anche per gli immobili in cui il proprietario e il gestore non coincidono. La soluzione adottata è paradossale, perché penalizza le imprese che hanno collocato l’immobile e l’azienda in due società diverse, attenendosi ad una comune modalità di corretta gestione."
“Occorre intervenire anche sul fronte delle imprese in affitto, che più delle altre soffrono il peso della crisi. Il prolungamento di un mese del credito d’imposta sui canoni non è assolutamente sufficiente, così come è irragionevole il dimezzamento della misura (30% anziché 60%) per i casi in cui il contratto prevede l’affitto dell’intera azienda e non delle sole mura."
"Non nascondiamo la delusione per la mancata estensione dell'ecobonus al 110% alle imprese alberghiere, anche se va detto che le risorse stanziate per la riqualificazione (180 milioni di euro nel 2020 e 180 milioni di euro nel 2021) sono cospicue e speriamo concorrano a rendere meno selettiva la fase del click-day, che negli anni scorsi ha lasciato a bocca asciutta il 43% delle imprese che hanno presentato la richiesta."
"Necessario, inoltre, un intervento per i ristoranti degli alberghi, che vengono ingiustamente esclusi dal sostegno destinato all’acquisto di prodotti agroalimentari made in Italy e continuano ad essere inspiegabilmente ignorati dalla norma che favorisce l’installazione dei tavoli all’aperto, per far fronte alle esigenze di distanziamento."
Nell’auspicare che le intese tecniche da definire nelle prossime ore consentano di apportare alcuni primi miglioramenti al decreto, Federalberghi preannuncia “la presentazione di un pacchetto di emendamenti volti al miglioramento delle varie misure”.

Crollo vertiginoso anche a luglio, le presenze negli alberghi calano del 51%

Bocca: La crisi non si risolve con i pannicelli caldi, al Governo chiediamo una risposta concreta e tempestiva

“I dati del mese di luglio parlano da soli e sono ben lontani dalla narrazione favolistica che qualcuno si ostina a rappresentare.”
Il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, commenta così le risultanze dell’osservatorio turistico alberghiero di Federalberghi, che da oltre trent’anni monitora mensilmente il mercato, ed ha registrato un crollo vertiginoso anche nel mese di luglio, con un calo delle presenze del 51%. Gli stranieri continuano a latitare (meno 76,4%) e il calo a doppia cifra interessa anche gli italiani (meno 24,5%).
Ancor più tragico è il consuntivo dei primi sette mesi: nel periodo che va da gennaio a luglio le presenze sono calate del 67%, con una riduzione del 57,5% dei turisti italiani e del 76,7% dei turisti stranieri.
Ad oggi, le strutture turistico ricettive italiane hanno perso oltre 159 milioni di presenze, e le proiezioni sull’intero 2020 dicono che ne andranno in fumo ulteriori 116 milioni.
“Una tale catastrofe - prosegue Bocca - non può essere curata con i pannicelli caldi che abbiamo intravisto nelle bozze del decreto che il Governo si appresta ad emanare”.
“Alcuni punti del provvedimento sono a dir poco deludenti e - se non interverranno modifiche - arrecheranno ben pochi giovamenti alle imprese del turismo. Ad esempio, riservare gli esoneri contributivi alle imprese che cessano del tutto il ricorso alla cassa integrazione, significa non aver capito che l’uscita dal pantano sarà faticosa e graduale: non è realistico pensare che un albergo dall’oggi al domani possa richiamare in servizio tutto il personale. E se sarà confermato l’intendimento di riconoscere gli incentivi unicamente per le assunzioni a tempo indeterminato, saranno escluse tutte le attività stagionali”.
“Da mesi ci sgoliamo per chiedere di correggere una formulazione della norma sull’IMU, per tener conto delle esigenze delle imprese in affitto. È esasperante constatare la disattenzione che si registra nei confronti di questo problema. Chiediamo inoltre che i bar e i ristoranti degli alberghi non vengano discriminati e possano godere delle medesime agevolazioni che sono state previste per tutti gli altri pubblici esercizi e per gli agriturismo”.
“Ieri sera – conclude Bocca – abbiamo presentato un insieme di suggerimenti che, senza stravolgere l’impianto del decreto, consentirebbero di recepire alcune istanze di primaria importanza. Al Governo chiediamo una risposta concreta e tempestiva.

Sono più di 11 milioni gli italiani che intendono utilizzare il bonus vacanze, più sono le banche che accettano il bonus, più saranno gli alberghi che potranno a loro volta accettarlo

Sul sito bonusvacanze.italyhotels.it oltre 2.300 strutture ricettive che accettano il bonus

La possibilità di cedere il credito d’imposta agli istituti bancari è uno degli snodi centrali per il funzionamento del bonus vacanza, il contributo istituito dal decreto rilancio in favore delle famiglie che trascorrono un periodo di vacanza in Italia.
Com'è noto, durante la pandemia, la crisi di liquidità è stato il principale problema che le aziende hanno dovuto affrontare. Non può stupire quindi il fatto che molte imprese, che già si trovano in debito d'ossigeno, esitino di fronte alla prospettiva di dover erogare dei servizi e sostenere i relativi oneri senza ricevere il relativo pagamento.
Infatti, l'albergo che riceve il buono dal cliente non ottiene immediatamente il controvalore in danaro, ma può essere costretto ad attendere un mese o più, sin quando non si realizzano le condizioni per compensare il bonus con le tasse o i contributi a proprio carico.
Se invece il pagamento avvenisse in tempo reale, il buono potrebbe essere trattato dalle aziende al pari di ogni altro mezzo di pagamento. Non vi sarebbe, a quel punto, nessuna ragione per operare distinzioni tra una prenotazione garantita da carta di credito ed una prenotazione garantita da bonus vacanze.
Per questo motivo, dopo aver stipulato insieme ad ABI un protocollo d’intesa per promuovere la conoscenza e la diffusione del bonus vacanze, abbiamo partecipato volentieri al seminario organizzato dall’Associazione Bancaria Italiana per illustrare le modalità di cessione alle banche del credito d’imposta.

Il bonus vacanze in cifre
Il bonus vacanza è attivo dal 1° luglio e in meno di un mese sono stati emessi oltre 900mila voucher, per un controvalore superiore ai 400 milioni di euro. Si tratta di un’importante misura di sostegno alle famiglie, che può tradursi in uno stimolo alla domanda e quindi determinare ricadute positive anche per le imprese.
Un’indagine su un campione rappresentativo della popolazione italiana, realizzate da Federalberghi con il supporto dell’Istituto ACS Marketing Solutions, ha rilevato che il 95% degli italiani che andranno in vacanza quest’estate conosce il bonus e che il 40% (11,1 milioni di italiani) intende utilizzarlo.
Sul sito internet http://www.bonusvacanze.italyhotels.it, realizzato da Federalberghi in collaborazione con la Direzione Generale Turismo del MIBACT, sono presenti oltre 2.300 strutture ricettive italiane che accettano il bonus.
Il numero è raddoppiato in poche settimane ed è in continua crescita. Il servizio è completamente gratuito, sia per i turisti sia per le strutture ricettive e il sito sta registrando un gran numero di visite (oltre 5 milioni nel giorno di massima visibilità).

Bene proposte Catalfo e Franceschini

Sì a prolungamento ammortizzatori Covid-19

Faita (campeggi e villaggi turistici), Federalberghi (imprese turistico ricettive), Fiavet (agenzie di viaggio) e Fipe (pubblici esercizi) esprimono apprezzamento per le proposte emerse al tavolo di confronto che si è tenuto in videoconferenza questo pomeriggio con i Ministri del Lavoro e delle Politiche Sociali Catalfo e per i Beni e Attività Culturali e Turismo Franceschini per aver accolto gran parte delle proposte che le parti avevano condiviso in un avviso comune sottoscritto con Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e UiltucsUil il 14 luglio scorso: è quanto si legge in una nota congiunta delle quattro Associazioni che fanno parte di Confturismo e aderiscono a Confcommercio-Imprese per l’Italia. Nel sottolineare le perduranti difficoltà del settore turismo con cali di fatturato e conseguenti riduzioni dell’occupazione – prosegue la nota – hanno condiviso la proposta di prolungamento degli ammortizzatori Covid 19 per ulteriori 18 settimane con la richiesta di poter fruire dello strumento in continuità con i precedenti periodi e con una maggiore flessibilità sui tempi del suo utilizzo. Faita, Federalberghi, Fiavet e Fipe hanno espresso inoltre parere favorevole anche sulle misure alternative di decontribuzione per chi richiama o ha già richiamato in servizio i propri lavoratori sospesi, con la precisazione che l’incentivo riguardi non solo le imprese che hanno completamente sospeso l’attività ma anche quelle che l’hanno ridotta parzialmente e che interessi anche i lavoratori a tempo determinato e stagionali. L’occasione dell’incontro – conclude la nota - è stata utile per precisare la necessità di modificare le previsioni del decreto “Rilancio” sulla proroga “forzosa” dei contratti a termine, riducendone gli oneri contributivi a carico delle imprese nonché per sollecitare il Governo a considerare, sia pure legata alla straordinarietà dell’emergenza, la reintroduzione dell’istituto dei voucher.

27,8 milioni di italiani inviaggio per l'estate (-19,7%), ma 32,5 milioni rimarranno a casa Crolla il giro d'affari: 14,3 miliardi (-34,4%)

Bocca: inizia a rispondere il mercato interno, ma per l'estero una timidissima ripresa Servono interventi ugenti per salvare le imprese ed i posti di lavoro

“I programmi degli italiani per l’estate 2020 mostrano le drammatiche conseguenze della pandemia. Solo il 46% farà una vacanza (con un calo di quasi il 20% rispetto al 2019), mentre la maggioranza (circa 32,5 milioni di persone, il 53,7% della popolazione) resterà a casa, principalmente a causa delle ristrettezze economiche, che costringono gli italiani ad una drastica riduzione della spesa.
Il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, analizza così il risultato dell’indagine previsionale sulle vacanze degli italiani, realizzata con il supporto tecnico dell’Istituto ACS Marketing Solutions.
“Dopo una primavera all’insegna del blocco totale - prosegue Bocca - l’estate stenta ad ingranare la marcia, con segnali di ripartenza a dir poco timidi e rilevabili solo in una parte del mercato. Giugno è stato penalizzato dalle incertezze post-lockdown, luglio sta vedendo i primi movimenti degli italiani e degli stranieri, ma siamo ben lontani dai livelli degli anni passati. A complicare il quadro interviene il blocco totale di alcuni mercati che esprimono una importante capacità di spesa (americani, russi e cinesi)”.
“Le imprese continuano a soffrire e a lottare – conclude Bocca – ma in assenza di interventi urgenti molte potrebbero non farcela. Ribadiamo dunque le misure che è indispensabile adottare se si vogliono salvare le imprese e i posti di lavoro: prorogare la cassa integrazione sino a fine anno, ridurre il cuneo fiscale per le aziende che richiamano in servizio il personale e completare le misure sull’IMU e sugli affitti, da estendere nella durata ed applicare a tutte le imprese alberghiere. Senza dimenticare che alla riapertura ci dovremo confrontare con un mercato internazionale ancor più competitivo ed occorre quindi incentivare la riqualificazione delle strutture, approfittando di questo periodo in cui molte aziende sono purtroppo vuote”.

Stato d'emergenza

Fipe-Confcommercio "Allentare lo smart working per dare una spinta alla ripresa"

“Il nostro Paese, i cittadini, i lavoratori, le imprese stanno dando prova di grande responsabilità-personale e collettiva- in questi mesi di emergenza, dimostrando di essere pronti ad affrontare la fase post-emergenziale in maniera corretta e capace di recuperare la necessaria normalità, che passa anche dal rientro delle persone nei posti di lavoro. Non possiamo accettare, oltre i danni economici che l’emergenza Covid-19 ha indotto sul sistema delle imprese della ristorazione, dell’intrattenimento e del turismo in generale, anche il rischio di un mortale indebolimento del già fragile tessuto imprenditoriale di un settore determinante all’interno delle filiere agro-alimentare e turistica del Paese, nelle quali valorizza le qualità, l’identità e l’attrattività della nostra straordinaria offerta”.

Fipe-Confcommercio – Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi - riassume così le ragioni che hanno l'hanno spinta a scrivere al Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo e alla titolare del Ministero della Funzione Pubblica Fabiana Dadone, all’indomani dell’annuncio del Presidente del Consiglio di estendere lo Stato d’Emergenza oltre il 31 luglio, presumibilmente per altri 6 mesi.

“La desertificazione dei centri storici e dei quartieri direzionali, causata anche dall’assenza dei lavoratori - si legge nella lettera - rischia di generare una diffusa chiusura di numerosi pubblici esercizi ed attività commerciali ubicati nel centro delle città, già duramente provati dalla totale mancanza di turismo nazionale ed estero. Come certificato dall’ultima nota mensile dell’Istat sull’andamento dell’economia italiana, ricordiamo come oggi il 65,2% delle attività di ristorazione e alloggio rischiano la chiusura, con danni incalcolabili in termini economici e sociali”.
Parallelamente la Federazione chiede il rifinanziamento degli strumenti di protezione sociale.

“Proprio per far fronte al drammatico calo dei consumi, si impone l’esigenza di prorogare gli ammortizzatori sociali straordinari, già usufruiti da parte delle imprese del settore. La quasi totalità delle aziende del comparto ha, infatti, già utilizzato interamente le diciotto settimane di ammortizzatori a disposizione, trovandosi ora senza alcuna copertura in una situazione di crollo dei fatturati. La cassa integrazione rappresenta una necessità in questa fase post-emergenziale, indispensabile per preservare le professionalità presenti nel settore, faticosamente costruite nel corso degli anni, necessarie per agganciare l’auspicata ripresa”.

Osservatorio Federalberghi

a giugno presenze turistiche in calo dell'80,6% (stranieri meno 93,2%, italiani meno 67,2%)

Bocca: La burrasca è ancora in corso e flagella le imprese
Le priorita del settore: prorogare la cassa integrazione, completare la manovra su Imu e affitti, incentivare la riqualificazione delle imprese

 

“La burrasca del Covid-19 è ancora in corso e continua a flagellare il sistema dell’ospitalità italiana”. Con queste parole, il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca commenta i dati dell’osservatorio Federalberghi, che monitora mensilmente un campione di circa duemila alberghi.

Il consuntivo del mercato turistico alberghiero relativo al mese di giugno 2020 registra un calo delle presenze dell’80,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
I flussi dall’estero sono ancora paralizzati (meno 93,2%) ed anche il mercato domestico è ben oltre la soglia di allarme (meno 67,2%).

Per gli stranieri, l’apertura delle frontiere interne all’area Schengen, peraltro intervenuta a metà giugno, ha fatto sentire i propri effetti solo in minima parte, mentre permane il blocco di alcuni mercati strategici, tra i quali USA, Russia, Cina, Australia e Brasile.

Per gli italiani, il ritorno alla normalità prosegue al rallentatore, per varie ragioni: molti hanno consumato le ferie durante il periodo di lockdown, tanti hanno visto il proprio reddito ridotto a causa della cassa integrazione o della contrazione dei consumi e dal blocco delle attività, tanti altri - pur disponendo di reddito e tempo – rinunciano a partire per recuperare parte del tempo perduto. Incidono anche la riduzione della capacità dei mezzi di trasporto, la cancellazione degli eventi e i timori di varia natura che comprensibilmente animano le persone.
Le ripercussioni sul mercato del lavoro sono dolorose: a giugno 2020 sono andati persi 110 mila posti di lavoro stagionali e temporanei di varia natura (-58,4%). Per i mesi estivi sono a rischio 140 mila posti di lavoro temporanei.

“Le punte di maggior sofferenza si registrano per il turismo delle città d’arte e il turismo d’affari - dice Bocca - ma anche nelle classiche mete delle vacanze, al mare, in montagna e alle terme, siamo ben lontani da una parvenza di normalità. Non traggano in inganno le immagini televisive che ritraggono spiagge affollate. In gran parte si tratta di escursionisti giornalieri o di vacanze mordi e fuggi, limitate ai week end.”
E anche le previsioni per il mese di luglio non sono tranquillizzanti: l’83,4% delle strutture intervistate prevede che a luglio 2020 il fatturato sarà più che dimezzato rispetto al luglio 2019. Nel 62,7% dei casi, il crollo sarà devastante, superiore al 70%.

“Il Centro studi di Federalberghi - segnala Bocca - continua ad aggiornare i parametri del proprio modello econometrico, acquisendo ogni segnale positivo, per piccolo che sia, ma la sostanza non cambia: nel 2020 si registrerà la perdita di oltre 295 milioni di presenze (meno 68,7% rispetto al 2018), con un calo di fatturato del settore ricettivo pari a quasi 16,3 miliardi di euro (meno 69,0%).”

“Siamo ormai entrati nel quinto mese di blocco – commenta Bocca – e la penuria di prenotazioni per i prossimi mesi fa vacillare la speranza che con l’autunno si possa realizzare una prima parvenza di ritorno alla normalità. Il decreto rilancio e gli altri provvedimenti adottati dal Governo contengono alcune misure utili, ma purtroppo non sono sufficienti ad evitare il tracollo di migliaia di imprese. Per salvare i posti di lavoro, chiediamo di prorogare la cassa integrazione sino a fine anno e ridurre il cuneo fiscale per le aziende che richiamano in servizio il personale. Indispensabile poi completare le misure sull’IMU e sugli affitti, da estendere nella durata ed applicare a tutte le imprese alberghiere. Senza dimenticare che alla riapertura ci dovremo confrontare con un mercato internazionale ancor più competitivo ed occorre quindi incentivare la riqualificazione delle strutture, approfittando di questo periodo in cui molte aziende sono purtroppo vuote”.

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