Fipe

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Federazione Italiana Pubblici Esercizi

La Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, è l’associazione leader nel settore della ristorazione, dell’intrattenimento e del turismo, nel quale operano più di 300 mila aziende.
FIPE rappresenta e assiste bar, ristoranti, pizzeria, gelaterie, pasticcerie, discoteche, stabilimenti balneari, ma anche mense, ristorazione multilocalizzata, emettitori buoni pasto e casinò.

Conta circa 1 milione di addetti ed un valore aggiunto di oltre 40 miliardi di euro.
Il Presidente è Lino Enrico Stoppani.

IL RUOLO DI FIPE

FIPE si propone come aggregatore del tessuto imprenditoriale del turismo e, in particolare, della ristorazione e dell’intrattenimento in Italia nelle sue più varie forme. Il principale obiettivo è la diffusione della conoscenza dell’attività dei propri associati, il ruolo preminente che essi rivestono nella creazione del PIL del nostro Paese, la difesa del Made in Italy tipica del settore e la capillarità della presenza in tutto il territorio nazionale.

FIPE si fa portavoce delle istanze degli imprenditori e le rappresenta presso le Istituzioni: audizioni presso le Commissioni parlamentari, interventi nei gruppi di lavoro delle Agenzie governative e dei ministeri, partecipazione ai tavoli di confronto ministeriali, supporto alle Associazioni nazionali e alle singole aziende.

Obiettivo di FIPE è rendere strutturale e consolidare nel lungo periodo le relazioni con i suoi associati e con il Governo, proponendosi come trait d’union tra questi due fondamentali stakeholders.

Rappresentanti
Carlo Giorgio Comino Rappresentante

Fipe-Confcommercio: “Per 116mila imprese il lockdown non finisce il 26 aprrile. Ora protocolli per i locali al chiuso”

La Federazione coinvolgerà Anci per ottenere dai sindaci più spazi all’esterno

“Riaprire solo le attività che hanno i tavolini all’esterno, significa prolungare il lockdown per oltre 116mila pubblici esercizi. Il 46,6% dei bar e dei ristoranti della penisola non è dotato di spazi all’aperto e questa percentuale si impenna se pensiamo ai centri storici delle città nei quali vigono regole molto stringenti. Se questo è il momento del coraggio, che lo sia davvero. I sindaci mettano a disposizione spazi extra per le attività economiche che devono poter apparecchiare in strada ed evitare così di subire, oltre al danno del lockdown, la beffa di vedere i clienti seduti nei locali vicini”.

Così Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi, all’indomani dell’annuncio del governo di una parziale riapertura dei locali a partire dal 26 aprile prossimo.

“La data da sola non basta – conclude la Federazione – dobbiamo dare una prospettiva a tutti gli imprenditori. Bisogna lavorare da subito a un protocollo di sicurezza sanitaria stringente, che consenta la riapertura anche dei locali al chiuso e bisogna darci un cronoprogramma preciso, a partire dal 26 aprile. Non c’è più tempo da perdere. Nelle prossime ore chiederemo ad Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni, di collaborare con noi per spingere i sindaci a concedere il maggior numero di spazi esterni extra, in via del tutto eccezionale e provvisoria, agli esercizi che in questo momento ne sono sprovvisti. Sarebbe un bel segnale di unità e di voglia di uscire dal pantano tutti insieme”.

Assemblea straordinaria in piazza per Fipe-Confcommercio: “Le imprese meritano di sapere quando e come ripartire”

Il 13 aprile la Federazione scenderà in piazza a Roma per una protesta ordinata quanto decisa.

Stoppani: “Il combinato di incertezza e mancanza di prospettive fa male quasi più delle chiusure. La situazione è complessa, ma senza prospettive certe e credibili si finisce nel caos.”

A poco meno di 6 mesi dalla manifestazione #SiamoATerra che ha visto la partecipazione di migliaia di imprenditori in 24 diverse città italiane, Fipe-Confcommercio, Federazione italiana dei Pubblici Esercizi, torna in piazza per dare coralmente volto e voce all’esasperazione di un settore in ginocchio.

Mentre, ad ottobre, il disagio era stato espresso apparecchiando simbolicamente tavole vuote nelle piazze d’Italia, il prossimo 13 aprile - sempre in piazza, ma a Roma- è stata convocata l’Assemblea Straordinaria della Federazione per chiedere direttamente al governo, e alla politica in generale, un impegno preciso: una data della ripartenza e un piano per farlo in sicurezza. Sarà una forma di protesta ordinata e costruttiva, coerente con lo stile di una Federazione che ha sempre cercato un confronto con le istituzioni, rifuggendo populismi, polemiche e strumentalizzazioni e che oggi vuole dare un altro segnale forte.

Da mesi FIPE diffonde incessantemente la voce e i bisogni delle imprese del settore sui media, presso le istituzioni e sui territori – spiega il Presidente Lino Enrico Stoppani-. Sentiamo però la responsabilità di dare un segnale forte e pubblico davanti all’ultimo decreto del Governo che rinvia nuovamente la riapertura dei ristoranti e dei bar ad eventuali decisioni del Consiglio dei Ministri. Non si può continuare a lanciare la palla in avanti, perché le imprese non sono in un campo di gioco, ma in una palude, dove sprofondano ogni giorno di più, mentre gli indennizzi non bastano certamente a risollevarle. L’incertezza ha ormai un peso economico e psicologico insostenibile per decine di migliaia di imprese serie che hanno bisogno di programmare per tempo la loro attività. Possiamo riaprire ed assumerci l’impegno di farlo in sicurezza, tra distanziamenti e rafforzamento dei protocolli. Viceversa, senza prospettive certe e credibili e lo sforzo di costruire insieme una soluzione, si finisce nel caos.”

Dopo il flash mob di fine febbraio, prosegue lo stato di agitazione del Settore Wedding/Cerimonie/Eventi con l’incontro odierno con il Prefetto

Chiapella, “Con i colleghi di Insieme per il Wedding abbiamo esposto le problematiche legate alla lunga inattività di un settore che coinvolge una pluralità di interpreti”

Il settore del Wedding-Cerimonie-Eventi è profondamente provato dalla chiusura imposta dal Governo nell’ambito dei provvedimenti della pandemia.

Dopo un mese dal flash mob organizzato in Piazza Galimberti dal raggruppamento “Insieme per il Wedding” in collaborazione con Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo, vista l’assenza di un decisivo cambio di passo da parte del nuovo Governo, una delegazione del settore, composta da Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo, Comm. Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo, Marco Manfrinato, Segretario generale di Confcommercio e Paola Destefanis, Silvio Bella e Luca Giraudo in rappresentanza di “Insieme per il Wedding”, ha incontrato oggi il Prefetto Dr.ssa Fabrizia Triolo per esporre lo stato di profonda prostrazione nel quale vivono migliaia di aziende, professionisti, partite iva e lo loro famiglie.

“Con i Colleghi di “Insieme per il Wedding” – interviene Luca Chiapella, Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – abbiamo incontrato il Prefetto quale rappresentante territoriale del Governo, al quale abbiamo portato le istanze di settori diversi tra di loro, ma che insieme rappresentano una percentuale importante del Pil nazionale”.

“Come per altre circostanze – dichiara Chiapella – abbiamo riscontrato da parte della Dr.ssa Triolo profondo interesse rispetto alle problematiche portate alla sua attenzione e delle quali abbiamo ricevuto rassicurazione che verranno portate all’attenzione dei tavoli istituzionali perché si possano ricevere gli opportuni riscontri in termini economici e di prospettiva riguardante la riapertura delle attività”.

“Nel rispetto dei ruoli istituzionali - interviene Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo – abbiamo rappresentato al Prefetto che si tratta di un settore – quello del wedding-cerimonie-eventi che non rientra dei costi immediatamente, ma ha necessità di una programmazione semestrale se non annuale”.

“Come Confcommercio con “Insieme per il Wedding – conclude Luca Chiapella – ribadiamo che le aziende, i liberi professionisti e le partite iva di questo settore strategico dell’economia hanno bisogno di programmazione e questa programmazione può soltanto arrivare da una gestione dell’emergenza che consideri realmente la peculiarità delle categorie coinvolte”.

Il Wedding vuole tornare a lavorare ed a far sognare con matrimoni, cerimonie ed eventi!

Fipe-Confcommercio: “Un sostegno ai nostri associati: La Federazione si accolla per il 2020 ed il 2021 il pagamento dei diritti musicali dovuti dai pubblici esercizi a Soundreef.”

L’accordo siglato con LEA, mandataria italiana di Soudreef. SIAE rimane l’interlocutore indispensabile e di riferimento per accedere al repertorio musicale nazionale e internazionale.

“Al fine di sostenere i pubblici esercizi, fortemente colpiti dall'emergenza sanitaria, FIPE ha concluso con LEA, mandataria di Soundreef in Italia, un accordo straordinario grazie al quale per il 2020 ed il 2021 le imprese associate alla Federazione potranno richiedere ed ottenere gratuitamente una licenza straordinaria (denominata FENICE I) per la diffusione dei brani musicali gestiti da questa associazione in occasione di eventi musicali dal vivo nei pubblici esercizi. La licenza in questione si aggiunge ma non sostituisce il Permesso SIAE e il pagamento dei diritti d'autore a suddetta Società, che resta l'indispensabile interlocutore per accedere ai repertori musicali nazionali ed internazionali, e non pregiudica le rispettive posizioni di FIPE e LEA per quanto riguarda le future negoziazioni su criteri e misura delle tariffe.

Le imprese associate potranno sottoscrivere le Condizioni di Licenza entro il 30 Aprile 2021 compilando i form predisposti da LEA messi a disposizione esclusivamente sul sito www.fipe.it.

L'Accordo, per il quale esprimiamo il nostro apprezzamento a LEA per la disponibilità manifestata, è un’ulteriore dimostrazione concreta – che si aggiunge agli altri, numerosi strumenti messi a disposizione degli Associati in questi mesi – dell’impegno di Fipe in favore delle imprese del settore in una fase in cui ogni agevolazione e semplificazione può costituire un contributo alla loro sopravvivenza”.

Covid, Fipe-Confcommercio: “La distanza di 2 metri non ha basi scientifiche. Basta allarmismi ingiustificati!”

“È ora di finirla di complicare l’attività degli imprenditori e diffondere inutile allarmismo tra i cittadini. È gravissimo che le istituzioni preposte alla tutela della salute abbiano messo nero su bianco il suggerimento di aumentare a due metri la distanza fisica nei ristoranti, ammettendo candidamente nello stesso documento che non esistono basi scientifiche a supporto di questa aggiuntiva prescrizione. In questo modo le autorità sanitarie perdono credibilità. Invece di inventarsi strumenti sempre nuovi per mortificare le speranze di ripresa di una vita normale degli italiani e dei ristoratori, dovrebbero concentrarsi su come accelerare la campagna vaccinale per portare fuori il Paese dal dramma dei lockdown. Siamo esasperati e qui si continua a giocare con i numeri senza capire che le conseguenze sociali ed economiche sono e saranno devastanti. Nel frattempo, oggi festeggiamo il terzo mese al verde, senza ristori, con il 90% dei locali chiusi e senza alcun piano per la riapertura. È un momento drammatico, serve responsabilità a tutti i livelli: non si uccide un comparto da 1 milione di lavoratori senza alcuna base scientifica.”

Così Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi in una nota.

Crolla l'occupazione nei pubblici esercizi, persi 243 mila posti di lavoro

Fipe-Confcommercio: “Colpiti soprattutto i giovani”

L’anno orribile della pandemia e delle misure restrittive imposte ai pubblici esercizi presenta il conto. Ed è un conto salatissimo.

L’ufficio studi di Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici esercizi, ha infatti raccolto ed elaborato i dati INPS relativi ai livelli occupazionali del 2020: bar, ristoranti, discoteche e imprese di catering e banqueting hanno perso 243mila occupati rispetto al 2019, quando sfioravano il milione. A sparire sono stati principalmente cuochi, camerieri, barman e tra questi anche poco meno di 20 mila apprendisti. Proprio i giovani pagano il conto più salato di questa crisi: 7 su 10 di coloro che hanno perso il lavoro hanno meno di 40 anni.

In termini assoluti la contrazione maggiore ha interessato ristoranti (-25,2%) e bar (-26,2%) mentre in termini relativi il settore più penalizzato è quello delle discoteche con una flessione dell’occupazione dipendente di 3000 unità, pari al 57,4%.

Il blocco dei licenziamenti ha scaricato gli effetti della crisi sul lavoro a tempo determinato e stagionale: 166mila, il 54,9%, erano infatti lavoratori assunti con contratto a tempo determinato, mentre il 40,7% erano contratti stagionali. Non si trattava di “lavoretti” perché in 6 casi su 10 l’orario di lavoro era a tempo pieno.

A pagare il dazio più alto son state le regioni del Centro Italia, Toscana e Lazio in testa, dove gli occupati sono scesi del 27,6%, seguite a ruota dalle regioni del Nord Ovest, dove il crollo si è fermato mediamente al 25,8%.

“Le nostre peggiori previsioni si sono avverate – sottolinea la Fipe Confcommercio –. Le imprese sono ormai allo stremo, senza più l’ossigeno necessario per respirare. Il mondo della ristorazione nel 2020 è dovuto stare chiuso forzatamente per 160 giorni, mentre ai locali da ballo e alle imprese di catering è andata persino peggio. Ogni volta che si intravedeva uno spiraglio di ripresa, ecco arrivare nuove chiusure. In questo modo si è smesso di investire sul futuro e infatti tra i più penalizzati ci sono stati i giovani e i giovanissimi. La speranza è che si possa invertire il trend una volta per tutte e che questo sia davvero l’ultimo sforzo. Ma occorre programmare la ripartenza sin da subito”.

Siglato il patto per i lavoratori dei pubblici esercizi. Fipe-Confcommercio: “300mila posti a rischio”

Sindacati e associazioni di categoria chiedono un incontro urgente al governo: “Sfruttare i fondi del Recovery per favorire la ripresa del turismo e prolungare gli ammortizzatori sociali”

Tutelare l’occupazione nel mondo della ristorazione, dell’accoglienza e dell’intrattenimento, per non perdere un patrimonio di professionalità fondamentale in vista della ripresa dei flussi turistici.

È questo l’obiettivo comune che ha spinto le associazioni di categoria, Fipe-Confcommercio, Alleanza delle Cooperative Italiane e Angem, a sottoscrivere un patto per il lavoro assieme alle principali sigle sindacali del turismo, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil con le quali condividono un tavolo permanente e con le quali hanno chiesto un incontro urgente al governo per illustrarlo ai ministri competenti.

Quattro i punti fondamentali.

In testa la definizione di alcune misure straordinarie specifiche per il settore e il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, che dovranno essere prorogati fino alla fine dell’anno per superare la fase dell’emergenza e garantire la sopravvivenza di aziende e lavoratori.

Ammortizzatori sociali che, tuttavia, dovranno essere ricalibrati sulla base delle esigenze che caratterizzano la tipologia di imprese di questo settore, sia grandi che piccole, molto diverse l’una dall’altra. Massima attenzione è richiesta per le aziende di catering e banqueting, ma anche per il mondo dell’intrattenimento, particolarmente penalizzati dalle misure di distanziamento sociale anti contagio.

La terza richiesta riguarda il Recovery Plan. I fondi comunitari, chiedono imprese e sindacati, dovranno servire anche per favorire la ripresa dei flussi turistici verso il nostro Paese.

L’ultimo punto, infine, riguarda i rapporti con il governo. I firmatari del patto invocano la costituzione di un tavolo permanente per definire le misure a sostegno del settore e, per questo, hanno inviato una richiesta formale di convocazione ai ministri dell’Economia, Daniele Franco, dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, del Lavoro, Andrea Orlando, e del Turismo, Massimo Garavaglia.

“Nel corso 2020 – sottolinea Fipe-Confcommercio, Federazione italiana dei Pubblici esercizi – le presenze turistiche nel nostro Paese si sono ridotte del 54% e questo ha prodotto una perdita di fatturato di circa 50 miliardi di euro. Un dramma che rischia di avere pesantissime ricadute occupazionali: 300 posti di lavoro sono destinati a sparire se non si corre immediatamente ai ripari con un piano di medio periodo, capace di dare prospettive di ripresa al nostro settore”

“Quando sarà possibile e ci sarà permesso, riapriremo con coraggio per restituire il sorriso ai clienti”

Riuniti i rappresentanti provinciali delle Pizzerie nel ricordo di Giovanni Adamo

“Durante la riunione odierna in video conferenza – afferma il Comm. Giorgio Chiesa, presidente pro tempore ad interim dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia  di Cuneo – è stato ricordato Giovanni Adamo, storico rappresentante delle Pizzerie all’interno dell’Associazione e sono state esaminate le problematiche legate al settore che si trova nel pieno di una pandemia e di una zona arancione, dove è permesso solamente, per chi lo ritiene opportuno, l’asporto e la consegna a domicilio”. Tra i presenti in video è emerso forte il desiderio di ritrovarsi prossimamente nuovamente in presenza.

Oltre al presidente Chiesa, al vice Danilo Rinaudo, presidente Ascom Saluzzo, Mattia Germone, vice dell’Ascom Monregalese ed il Dr. Marco Manfrinato, Segretario generale di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo erano presenti i rappresentanti del settore delle Pizzerie della Granda: Giuseppe Adamo, figlio di Giovanni, per la zona di Cuneo, Mario Fugaro per l’Aca di Alba, Enrico Dellavalle per il Braidese, Daniela Tassone per il Fossanese, Francesco Paolino per il Monregalese-Cebano-Carruccese, Irma Elda Rosso per l’Ascom di Saluzzo e Zona.

Il ricordo di Giovanni Adamo ha interessato l’interventi del presidente Chiesa, il quale ha sottolineato l’attività dell’Associazione Albergatori e di Confcommercio insieme presso il Prefetto per permettere le convenzioni tra la ristorazione – quindi anche le pizzerie – e le aziende con dipendenti per la somministrazione dei pasti ai lavoratori.

“Questa riunione – interviene Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – prosegue nel solco dell’intensa attività svolta dalla nostra organizzazione a favore delle categorie rappresentate, che sono tante e tutte diverse ed è propedeutica per l’avvio di un’intensa attività promozionale”.

“Come detto – precisa Chiesa – nella premessa alla riunione, le Pizzerie sono una fetta importante della ristorazione di Fipe-Concommercio, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi e richiedono una sensibilità particolare, come per la formazione del personale a partire dai pizzaioli, ai cuochi ai camerieri”.

“Confcommercio ed Associazione Albergatori – conclude Luca Chiapella – lavorano da sempre per la tutela e lo sviluppo del settore e per la continua evoluzione della categoria, sempre nel solco della tradizione della Pizza di Qualità".

Una “mimosa” contro la violenza, pubblici esercizi e Polizia di Stato fanno rete a difesa delle donne

Intesa raggiunta tra il gruppo Donne Imprenditrici di Fipe-Confcommercio e Ministero degli Interni per trasformare i locali in presìdi di sicurezza sul territorio. Tra corsi di formazione e cocktail per segnalare gli abusi

“In Italia abbiamo un bar ogni 400 abitanti e un pubblico esercizio ogni 250. Una rete di locali che noi vogliamo trasformare in un vero e proprio sistema di controllo del territorio, dedicato alla prevenzione e al contenimento della violenza sulle donne. Una violenza che troppo spesso finisce per incrociare in maniera diretta o indiretta i locali italiani. I casi di cronaca ci raccontano di dipendenti e imprenditrici, bersaglio di attenzioni eccessive e tutt’altro che ricambiate da parte di clienti più o meno annebbiati dall’alcol. Ma anche di donne in fuga dai loro aguzzini che trovano rifugio nei bar o nei ristoranti aperti. È essenziale che chi si trova a vivere queste situazioni sia preparato ad affrontarle al meglio, a riconoscere i segnali di pericolo e a reagire di conseguenza. Ecco perché, in occasione della giornata internazionale delle donne, rilanciamo il valore delle iniziative concrete: le mimose fanno piacere e sono belle, ma ciò che vogliamo davvero è poter vivere le nostre abitazioni e i nostri locali in sicurezza”.

Con queste parole la presidente delle imprenditrici di Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi, Valentina Picca Bianchi, riassume il progetto di prevenzione della violenza di genere sul quale sta lavorando insieme al Ministero dell’Interno e al Dipartimento Centrale anticrimine della Polizia di Stato. L’idea, nata lo scorso novembre in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, si è sviluppata nel corso dei mesi e nelle prossime settimane si tradurrà in un protocollo d’intesa e in un road show per presentare e avviare alcune iniziative concrete:

- la promozione all’interno dei pubblici esercizi di una cultura di vicinanza e sostegno sia al personale femminile che alle clienti;

- la diffusione di una campagna di comunicazione interna volta alla tutela ed alla sicurezza della donna sia come lavoratrice sia come fruitrice di servizi all’interno dei pubblici esercizi;

- la realizzazione di percorsi di sensibilizzazione, informazione e formazione all’interno dei locali finalizzati a formare il personale ed a spiegare la violenza nei luoghi di lavoro;

- la messa in atto di strumenti per far comunicare le donne in difficoltà o in caso di pericolo, con le forze dell’ordine.

“Alcune di queste procedure - prosegue Picca Bianchi - sono già consolidate presso la Polizia di Stato, ma è fondamentale lavorare perché siano assimilate anche dal mondo dei locali. Per questo stiamo pensando a un cocktail speciale, magari un ‘mimosa’, che potrà funzionare come un messaggio in codice: ordinandolo, le donne che sentiranno la propria incolumità minacciata segnaleranno un disagio che si tradurrà in una richiesta di intervento alle forze dell’ordine”.

“È essenziale – conclude la presidente - mettere in campo tutti gli strumenti a nostra disposizione per dare il via a una rivoluzione prima di tutto culturale, in particolare in questo momento post pandemico che vede le donne ancora più fragili, con un aumento delle violenze domestiche e un crescente dramma occupazionale”.

Dl Sostegni, Fipe-Confcommercio: “Bozza da migliorare, serve un calcolo su bese annua”

“La priorità del decreto Sostegni deve essere quella di aiutare per prime le imprese che sono state costrette a chiudere per lungo tempo a causa delle misure di contenimento del Covid. Poi quelle che hanno potuto lavorare a ranghi ridotti e infine chi ha dovuto fare i conti con i cali dei fatturati. Se non si utilizza questo approccio progressivo, il rischio è quello di lasciar morire chi è in maggior difficoltà”.
Così Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi, commenta le prime bozze in circolazione del dl Sostegni.
“Con il giusto superamento del sistema dei codici Ateco, - sottolinea la Federazione - la coperta è diventata corta e sono necessari correttivi puntuali, senza l'introduzione di limiti rigidi sui ricavi. Il calcolo sulle perdite va spalmato su un intero anno, altrimenti si creano iniquità e disparità che rischiano di aggiungere danno ai danni, in particolare alle attività caratterizzate da una forte componente di stagionalità del lavoro”.
“L’altro problema è quello dei tempi – conclude Fipe –. Mentre i nostri imprenditori continuano ad indebitarsi, i ristori attesi con i 32 miliardi di scostamento decisi a gennaio sono ancora in un cassetto. Aspettare ancora potrebbe significare la morte di altre migliaia di imprese”.

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