Fipe
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La Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, è l’associazione leader nel settore della ristorazione, dell’intrattenimento e del turismo, nel quale operano più di 300 mila aziende.
FIPE rappresenta e assiste bar, ristoranti, pizzeria, gelaterie, pasticcerie, discoteche, stabilimenti balneari, ma anche mense, ristorazione multilocalizzata, emettitori buoni pasto e casinò.
Conta circa 1 milione di addetti ed un valore aggiunto di oltre 40 miliardi di euro.
Il Presidente è Lino Enrico Stoppani.
IL RUOLO DI FIPE
FIPE si propone come aggregatore del tessuto imprenditoriale del turismo e, in particolare, della ristorazione e dell’intrattenimento in Italia nelle sue più varie forme. Il principale obiettivo è la diffusione della conoscenza dell’attività dei propri associati, il ruolo preminente che essi rivestono nella creazione del PIL del nostro Paese, la difesa del Made in Italy tipica del settore e la capillarità della presenza in tutto il territorio nazionale.
FIPE si fa portavoce delle istanze degli imprenditori e le rappresenta presso le Istituzioni: audizioni presso le Commissioni parlamentari, interventi nei gruppi di lavoro delle Agenzie governative e dei ministeri, partecipazione ai tavoli di confronto ministeriali, supporto alle Associazioni nazionali e alle singole aziende.
Obiettivo di FIPE è rendere strutturale e consolidare nel lungo periodo le relazioni con i suoi associati e con il Governo, proponendosi come trait d’union tra questi due fondamentali stakeholders.
| Carlo Giorgio Comino | Rappresentante |
Covid, il mondo dei locali e della ristorazione scende in piazza: “Siamo a terra”
Il piatto piange e la musica è finita.
Gli ultimi provvedimenti presi da governo e alcune Regioni per il contenimento della seconda ondata di Covid-19 stanno mettendo definitivamente in ginocchio i pubblici esercizi. Non soltanto i ristoranti, svuotati dall’effetto psicologico negativo determinato dall’impennata di nuovi casi, ma anche i bar, i locali di intrattenimento e le imprese di catering e banqueting, impossibilitati a lavorare a causa delle restrizioni sugli orari di apertura e sui partecipanti a eventi e matrimoni.
Un’emergenza nell’emergenza sulla quale le associazioni di categoria con in testa la Fipe, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, accenderanno un riflettore martedì 28 ottobre alle 11.30, quando i gestori dei locali occuperanno contemporaneamente le piazze di 10 città italiane capoluoghi di regione - Firenze, Milano, Roma, Verona, Trento, Torino, Bologna, Napoli, Cagliari, Catanzaro – oltre Bergamo. Obiettivo: ricordare i valori economici e sociali della categoria, che occupa oltre un milione e duecentomila addetti e chiedere alla politica di intervenire in maniera decisa e concreta per salvaguardare un tessuto di 340mila imprese che prima del Covid19, nel nostro paese generava un fatturato di oltre 90 miliardi di euro ogni anno.
“Comprendiamo l’emergenza sanitaria e la gravità del momento, ma è impensabile che l’unica ricetta proposta per contrastare la pandemia sia quella di chiudere tutto o di generare una psicosi di massa – sottolinea la Fipe -. Coniugare sicurezza e lavoro è possibile e deve essere l’obiettivo principale del governo e della politica tutta. In questi mesi gli imprenditori della ristorazione e dell’intrattenimento hanno investito tanto in sanificazioni, dispositivi di protezione per lavoratori e clienti e misure di sicurezza all’avanguardia. Sono stati fatti sacrifici importanti, con senso di responsabilità e attenzione al bene comune, siglando protocolli e rispettando le regole. Questo mondo chiede con forza con forza la possibilità di sopravvivere. In assenza di aiuti economici purtroppo queste imprese soccomberanno. Sicuramente a fine anno chiuderanno 50.000 imprese, con oltre 350.000 addetti che perderanno il posto di lavoro”.
“Chiediamo alla politica scelte più mirate, di sostegno ai settori maggiormente in crisi come quello della ristorazione e dell’intrattenimento, non possiamo lasciare gli imprenditori e i lavoratori da soli di fronte a questo momento drammatico per la categoria. Ma la cosa più drammatica è che così facendo si chiuderanno anche le città con meno luci, meno insegne, meno socialità e meno qualità della vita. Dobbiamo fare presto, servono risposte concrete e servono subito”.
Covid, Fipe-Confcommercio: “Da Spadafora dichiarazioni prive di fondamento”
“Invito il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, a riflettere meglio la prossima volta prima di avventurarsi in dichiarazioni gravi e prive di fondamento. Non esiste alcun dato scientifico che dimostri che mangiare al ristorante sia pericoloso. Anche perché, forse Spadafora non se ne è accorto, ma il suo governo ha siglato con noi e con tutti i ristoratori un protocollo di sicurezza per ridurre al minimo le possibilità di contagio.
Se il ministro pensa che le palestre siano un luogo sicuro, si confronti con il suo collega Speranza, senza avventurarsi su terreni che non conosce. Il mondo della ristorazione è composto da centinaia di migliaia di professionisti imprenditori seri che mettono la salute e la sicurezza propri clienti al centro del loro lavoro e non meritano queste sparate”.
Così Aldo Cursano, vice presidente vicario di Fipe – Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi risponde alle accuse mosse dal Ministro Vincenzo Spadafora dalle colonne de Il Mattino di Napoli.
Ristorazione in tempo di Covid
Un documento scritto e delle pillole video per supportare gli imprenditori nella sanificazione quotidiana di sala e cucina all’interno dei pubblici esercizi
La pandemia ha colpito duramente il comparto della ristorazione e tutto il mondo horeca e ha costretto i pubblici esercizi ad adeguarsi a nuove regole per la gestione degli spazi e per la messa in sicurezza dei locali. Dunque, mai come ora, risulta fondamentale una corretta pulizia quotidiana degli ambienti. Per questo motivo, Afidamp, Associazione fornitori italiani attrezzature macchine prodotti e servizi per la pulizia, e Fipe-Confcommercio, Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, hanno deciso di supportare gli imprenditori nell’importante lavoro di sanificazione dei locali con la redazione di un prontuario, uno strumento agile e immediato, in versione scritta e anche in pillole video visionabilitramite ilQR code presente sul prontuario stesso, con indicazioni precise su come garantire la pulizia e la sicurezza di clienti e dipendenti.
Tra i suggerimenti più importanti: indicazioni sulle modalità di igienizzazione delle mani, in particolare se si è passati dalla cassa maneggiando denaro, indicazioni sul corretto utilizzo di prodotti chimici ed eventuali strumentazioni meccaniche di supporto, importanti consigli sul lavaggio dei panni usati per la pulizia e sulla necessità di abbinarli a dei “codici colore” per dividerli in base all’ambiente dove svolgono il proprio lavoro, suggerimenti sulla consegna, la conservazione e l’apertura di imballaggi esterni e, ancora, particolari raccomandazioni sulla pulizia delle parti più esposte al contatto come tavoli, sedie, menù e set da condimento.
Grande attenzione, dunque, alle operazioni di sanificazione dei pubblici esercizi, per loro stessa natura frequentati da tante persone, da effettuare quotidianamente e nel modo più corretto possibile, non solo in caso di un’emergenza sanitaria come quella che stiamo vivendo.
Inoltre, il prontuario per la sanificazione di sala e cucina va ad aggiungersi alla seconda edizione della Guida Pratica Pulizia nella Ristorazione, anch’essa presentata in questi giorni e realizzata con il contributo di APCI – Associazione Professionale Cuochi Italiani, OTALL – Ordine dei Tecnologi Alimentari Lombardia e Liguria e FCSI Italia – Foodservice Consultant Society International e il patrocinio di Codacons. La guida pratica è un vero e proprio manuale, ancor più approfondito e dettagliato, a ulteriore testimonianza dell’impegno che accomuna Afidamp e FIPE nel supportare i pubblici esercizi a svolgere la propria attività in totale sicurezza.
Covid, Fipe-Confcommercio: “Lo Stato ci aiuti a sopravvivere.
“Scongiurare una nuova chiusura generalizzata deve essere la priorità assoluta per ciascuno di noi. Ma stiamo chiudendo uno dopo l'altro. Se agli operatori della ristorazione e dell’intrattenimento viene chiesto l'ennesimo sacrificio, è necessario che lo Stato ci metta nelle condizioni di sopravvivere. L’ultimo Dpcm avrà un effetto devastante sul catering, sui bar e soprattutto sui locali notturni e sulle imprese dell’intrattenimento. Parliamo di una mazzata sui fatturati dei pubblici esercizi da 470 milioni di euro ogni mese. Ecco perché è necessario destinare immediatamente contributi a fondo perduto per coprire i mancati incassi. Ed è necessario che sindaci e presidenti di Regione incrementino i controlli nelle zone della movida per punire i comportamenti irresponsabili e scorretti. L’obiettivo deve essere quello di ridurre al minimo indispensabile la durata delle nuove misure restrittive”.
Così Fipe–Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi.
Ipotesi coprifuoco dalle 22
Le voci che circolano da qualche ora sembrano confermare la volontà del Governo di istituire nel giro di pochissimo tempo un coprifuoco che imporrebbe a bar, ristoranti e tutti i pubblici esercizi di abbassare le saracinesche alle 21 o alle 22, fino alle 6 del mattino successivo.
Apprendiamo con stupore e preoccupazione di questa ulteriore stretta che sarebbe il definitivo colpo di grazia per il nostro comparto - si legge in una nota di Fipe-Confcommercio, Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi - Un provvedimento che da un punto di vista meramente contabile manderebbe in fumo 44 milioni di euro al giorno e 1,3 miliardi in un solo mese. Una perdita enorme che andrebbe ad appesantire un bilancio già abbastanza tragico, se consideriamo che le stime di perdita di fatturato sull’anno 2020 vedono un calo di ben 24 miliardi di euro”.
“Gli effetti di questa misura vanno ben oltre le perdite che abbiamo stimato perché è l'intera gestione delle aziende che rischia di saltare. - continua la nota - Abbiamo già registrato una forte contrazione di clientela dovuta alla discussione sull'ultimo dpcm, una nuova misura ancor più restrittiva mette a rischio la sopravvivenza di almeno 15.000 barserali e 40.000 tra ristoranti e pizzerie. In queste condizioni tenere aperte le aziende è impossibile. Con noisi mette a rischio una lunga filiera fatta di allevatori, vignaioli, imbottigliatori, casari, produttori artigianali e industriali. Come abbiamo già ribadito più e più volte servono più controlli e pene severe per i trasgressori, dando la possibilità alla stragrande maggioranza dei nostri imprenditori di lavorare con serietà e nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza che regolano la nostra attività in tempo di covid. La strada da seguire deve essere quella applicata per tutti i settori produttivi perché non è più accettabile colpire in maniera indiscriminata l’intero comparto!”
Il Presidente di Fipe-Confcommercio ricevuto dal Premier Conte
Il presidente di Fipe-Confcommercio – Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, Lino Enrico Stoppani, è stato ricevuto questa mattina a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.
Al centro della discussione, lo stato di profonda crisi che il settore della ristorazione e, più in generale, il mondo dei Pubblici Esercizi e dell’intrattenimento stanno attraversando a causa delle misure di contrasto alla pandemia da Covid-19. Crisi destinata a farsi ancor più drammatica nei prossimi mesi, alla luce delle nuove restrizioni.
La delegazione guidata da Stoppani ha presentato al premier un documento nel quale si riassume la gravità del momento, con i principali indicatori economici del comparto, che chiuderà il 2020 con un calo di fatturati di circa 24 miliardi di euro, una potenziale perdita di almeno 300mila posti di lavoro e la scomparsa di 50mila imprese.
Per scongiurare questo scenario, la Fipe ha invitato il presidente del Consiglio ad intervenire con una serie di interventi a sostengo del settore, primo tra tutti lo stanziamento di contributi a fondo perduto per il ristoro di chi ha subito una maggior perdita di fatturato, come già fatto per il mese di aprile. Non solo. Fondamentale secondo la Fipe è procedere a una riduzione dei costi per le imprese, intervenendo con ulteriori mesi di credito di imposta sulle locazioni per lo meno fino a fine anno e un allungamento degli ammortizzatori sociali. Fondamentale anche una politica di rinnovamento dell’offerta turistica italiana, da realizzare attraverso l’impiego del Recovery Fund. Il Premier Conte ha dimostrato grande attenzione alle questioni poste dalla delegazione, assicurando interesse ed interventi mirati per il comparto.
Un incontro costruttivo, secondo il presidente Stoppani, che ha sottolineato l’importanza del fattore tempo degli interventi necessari, per scongiurare un’ulteriore e massiccia chiusura di imprese. Fipe continuerà a monitorare la situazione, riservandosi di intraprendere tutte le iniziative necessarie a rappresentare e salvaguardare un settore fondamenta le per l’economia del Paese.
Covid, Fipe-Confcommercio: “Il DPCM è un colpo ferale per i locali.
“Le misure contenute nel nuovo Dpcm approvato dal Consiglio dei ministri rappresentano un colpo mortale per un settore già in gravissima crisi che vede il rischio chiusura per 50.000 imprese e la perdita del lavoro per 350.000 lavoratori. Questo, numeri alla mano, il risultato se si proseguirà sulla strada delle chiusure anticipate, invece di incrementare i controlli per punire chi non rispetta le regole. Bar, ristoranti, stabilimenti balneari, imprese di banqueting e catering, imprese dell’intrattenimento sono state le realtà più colpite dalla crisi economica determinata dal Covid. Ma sono state anche quelle meno supportate. Senza aiuti significativi e concreti, siamo destinati chiudere per sempre, rinunciando a uno dei fiori all’occhiello dell’offerta turistica nazionale e a un tassello fondamentale della filiera agroalimentare italiana”.
Così il presidente di Fipe–Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, Lino Enrico Stoppani, al termine del Consiglio direttivo che si è tenuto questa mattina, in seguito all’approvazione del nuovo Decreto della presidenza del Consiglio dei ministri sulle misure di contenimento del Covid-19.
“Tra i nostri imprenditori – prosegue Stoppani – c’è ancora chi deve pagare i debiti accumulati durante il lockdown di marzo e chi deve ammortizzare gli investimenti fatti per mettere il proprio locale in regola secondo il protocollo siglato a maggio. È impensabile che si possa far fronte a una nuova riduzione dell’attività, mentre nessuno sta muovendo un dito per ridurre le spese cui i gestori dei pubblici esercizi sono tutt’ora costretti. Dagli affitti, al fisco. Se prima non si interviene in maniera decisa su queste due voci, non è possibile accettare nuove limitazioni al nostro lavoro”.
Covid, Cuochi e Ristoratori: “I locali sono sicuri,
I ristoranti e i bar non sono tra i luoghi più pericolosi per eventuali contagi. A dirlo non è la Fipe-Confcommercio, ma l’Istituto superiore di Sanità nel suo monitoraggio settimanale, secondo cui il 77,6% dei contagi, attualmente, avviene in ambito domestico. Un dato riproposto dal dottor Luca Richeldi, membro del Comitato tecnico scientifico, nel corso della puntata di venerdì sera di Otto e Mezzo su la7.
“La stragrande maggioranza dei contagi avviene in luoghi privati - ha detto lo pneumologo del Policlinico Gemelli di Roma, incalzato dalla conduttrice del programma –. Io non credo che ridurre di un paio d’ore l’apertura degli esercizi pubblici, quando siano ben regolamentati, possa fare una grande differenza”. Una posizione che fa il paio con quella espressa poche ore prima dal professor Massimo Galli, responsabile del reparto di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, intervenuto ai microfoni di Radio24.
“Queste due prese di posizione sono molto nette – commenta il Direttore generale di Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, Roberto Calugi – e dimostrano che in questo momento i ristoranti sono un luogo sicuro, anche grazie alle misure messe in campo con la collaborazione dei ristoratori”.
“Condividiamo quanto sostenuto dal prof. Richelli – aggiunge il presidente della Federazione Italiana Cuochi, Rocco Pozzulo - Non sono certo i ristoranti e le sale di ricevimento a creare l’incremento del COVID. Questi sono locali in cui ci sono controlli rigorosi su distanziamento e dispositivi di protezione. Chiediamo che si consenta ad una categoria già duramente colpita di chiudere in serenità la stagione, che a novembre volge al termine, e soprattutto di effettuare i controlli nelle strade e nei luoghi di assembramenti”.
“Mi auguro che sia il Governo che le Regioni tengano conto di questi pareri – conclude Calugi – prima di tornare a prendere in considerazione misure tanto drastiche quanto inutili, che avrebbero come unico effetto la morte di un settore cruciale per l’economia italiana. È impensabile che il popolo della notte torni a casa alle 23, la sfida per tutti è quella di incrementare i controlli sia dentro che fuori dai locali”.
Pronto, ci sono!
“Gli effetti devastanti della pandemia sulla tenuta psicologica degli imprenditori che operano nei settori maggiormente colpiti dal lockdown e dalla crisi economica non possono più essere sottovalutati. Per questo come Fipe abbiamo deciso di attivare un servizio di supporto dedicato ai titolari dei pubblici esercizi, che negli ultimi mesi hanno dovuto fare i conti con uno stravolgimento della loro attività e con un drammatico crollo dei fatturati. Non siamo automi: la recente risalita dei contagi rappresenta un ulteriore fattore di preoccupazione per chi ha investito tempo, fatica e denaro nel suo locale e che ha la responsabilità non solo della sua famiglia, ma anche dei dipendenti. Se vogliamo davvero rialzare la testa, abbiamo il dovere di garantire anche la tenuta psicologica delle persone”.
Così Valentina Picca Bianchi, presidente delle Donne Imprenditrici di Fipe Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, presenta il nuovo servizio di supporto psicologico Pronto, ci sono!. Uno sportello telefonico gratuito di counseling, gestito dagli psicologi professionisti del Centro Paradoxa di Treviso, che si pone come obiettivo principale quello di ascoltare gli imprenditori associati alla Federazione nel racconto delle difficoltà che stanno vivendo, per poi aiutarli a valorizzare le risorse a loro disposizione.
“Il bilancio del 2020 per i pubblici esercizi è impietoso – aggiunge Picca Bianchi -: 22 miliardi di fatturato persi, 50mila imprese a rischio e 300mila posti di lavoro in bilico. Eppure le scadenze fiscali, gli stipendi da pagare, gli affitti da onorare, restano. È comprensibile che le persone possano sentirsi mancare la terra sotto i piedi e perdere di vista i propri obiettivi. Noi abbiamo deciso di costruire per loro un luogo sicuro dove per prima cosa parlare e poi ritrovare l’equilibrio necessario a ripartire. La sfida più grande è quella di intercettare le situazioni a rischio e stimolare una nuova prospettiva negli imprenditori”.
DL Agosto, Fipe-Confcommercio: “Bonus ristoranti, primo passo per la ripresa dell'agroalimentare”
“I 600 milioni di euro in arrivo con il bonus ristorazione non sono sufficienti a salvare il settore ancora alle prese con una crisi senza precedenti, ma la direzione è quella giusta. Soprattutto perché questo bonus è la conferma del ruolo strategico che i ristoranti ricoprono all’interno della filiera agroalimentare italiana.
Come Fipe-Confcommercio ci siamo battuti per fare in modo che tra i beneficiari di questa misura rientrassero anche le imprese di banqueting, che nei mesi estivi hanno perso fino al 90% dei loro fatturati, perché se vogliamo davvero rilanciare il Made in Italy c’è bisogno del contributo di tutti.
I 300mila pubblici esercizi, che danno lavoro a 1,3 milioni di persone e generano un valore aggiunto per l’economia nazionale di 46mliardii di euro sono essenziali per fare da traino all’agroalimentare italiano, sia all’interno che all’esterno dei confini nazionali.
Per questo è necessario che i decreti attuativi vengano pubblicati al più presto e le risorse entrino nella disponibilità degli imprenditori”.
Così Aldo Cursano, vicepresidente vicario di Fipe Confcommercio - Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, nel giorno in cui il Senato ha approvato con voto di fiducia il Dl agosto.