Federalberghi

Federalberghi

Federazione delle Associazioni Italiane Alberghi e Turismo

Federalberghi da oltre cento anni è l'organizzazione nazionale maggiormente rappresentativa delle imprese turistico ricettive italiane.

Federalberghi rappresenta le esigenze e le proposte delle imprese nei confronti delle istituzioni e delle organizzazioni politiche, economiche e sindacali.

Federalberghi si propone di valorizzare gli interessi economici e sociali degli imprenditori turistici e di favorire il riconoscimento del loro ruolo sociale, l'affermazione dell'economia turistica, la promozione dell'offerta turistico ricettiva nazionale.

Federalberghi stipula contratti nazionali di lavoro, svolge e patrocina attività scientifica per l'analisi del settore, promuove la formazione imprenditoriale degli associati, assiste e coordina il sistema organizzativo a livello territoriale ed a quello regionale nelle attività di tutela delle imprese

 

Rappresentanti
Giorgio Chiesa Rappresentante
Danilo Rinaudo Rappresentante

Protocollo d'intesa tra Federalberghi e Faita-Federcamping

Alleanza strategica al servizio delle imprese dell'ospitalità

Federalberghi e Faita-Federcamping, organizzazioni nazionali maggiormente rappresentative delle imprese turistico-ricettive, hanno stipulato un protocollo d’intesa, impegnandosi a una collaborazione quotidiana con l’obiettivo di realizzare una migliore tutela delle imprese e di ampliare la gamma dei servizi di assistenza e consulenza offerti ai soci.

L’accordo prevede inoltre la realizzazione di progetti speciali, con un’attenzione particolare alla diffusione di buone prassi in materia di accessibilità, sostenibilità e digitalizzazione, alla formazione continua dei lavoratori e degli imprenditori e al raccordo tra le imprese e il sistema dell’istruzione e formazione tecnica e professionale.

Con questa intesa, si consolida un rapporto storico di collaborazione tra le due federazioni, che dal 1979 stipulano congiuntamente il CCNL Turismo, nel 1991 sono stati tra i soci fondatori dell’Ente Bilaterale Nazionale del settore Turismo (EBNT), nel 2013 hanno costituito il Fondo di assistenza sanitaria integrativa per i dipendenti da aziende del settore Turismo (FAST) e a partire dal mese di aprile 2022 condivideranno la medesima sede.

“Con questo nuovo accordo – sottolinea Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi - le imprese avranno a disposizione strumenti più efficaci ed incisivi per il rilancio dell’offerta. Inoltre, gli sarà possibile accrescere la qualità dei servizi forniti alla clientela, questo allo scopo di aiutare il comparto turistico a uscire da una fase di crisi profonda generata dagli effetti della pandemia”.

Alberto Granzotto, presidente di Faita–Federcamping, evidenzia che “si parte dalle necessità primarie degli imprenditori per un rilancio effettivo e rapido del turismo italiano il cui fulcro è nell’ospitalità e le cui imprese hanno diritto ad una interlocuzione attenta e specifica”.

Il sistema ricettivo italiano produce ogni anno un valore aggiunto di oltre 27 miliardi di euro. Alberghi e campeggi ne costituiscono la colonna portante, esprimendo il 69,2% della capacità ricettiva (3,6 milioni di posti letto su un totale di 5,2), in cui vengono ospitati ogni anno circa 350 milioni di pernottamenti (l’80% su un totale di 436,7 milioni) e trovano lavoro 375 mila dipendenti.

Giovani e turismo: un binomio da rafforzare

Federalberghi e la Rete degli ITS Turismo firmano un accordo quadro di collaborazione

Federalberghi, l’organizzazione maggiormente rappresentativa delle imprese turistico-ricettive italiane e la Rete degli Istituti tecnici superiori per il Turismo hanno sottoscritto un accordo di collaborazione per rendere strutturali e organici i rapporti reciproci.

Gli obiettivi dell’intesa sono lo sviluppo nei territori dell’interscambio tra il sistema dell’istruzione superiore e le imprese attraverso la creazione di reti funzionali tra ITS e sistemi turistici, l’orientamento delle scelte professionali dei giovani e la riduzione delle distanze tra le competenze degli studenti e i fabbisogni professionali delle imprese, anche attraverso la partecipazione degli imprenditori alle attività didattiche in qualità di docenti.

Secondo Federalberghi: “Questo accordo rappresenta un passo importante per fornire risposte concrete ai fabbisogni professionali delle imprese turistiche”.

“I risultati preliminari di un’indagine realizzata dal Centro studi di Federalberghi testimoniano – prosegue la federazione - che la totalità (99,4%) delle imprese intervistate giudica “difficile” o “molto difficile” trovare personale qualificato e individua della discrasia tra le competenze dei candidati e i fabbisogni delle imprese uno dei principali ostacoli all’ingresso nel mondo del lavoro”.

Secondo l’indagine di Federalberghi, le competenze tecnico professionali di più difficile reperimento sono quelle economico-finanziarie (91%) e di comunicazione e marketing (88%).

Non è un caso, perciò, che le aziende ritengano (88% degli intervistati) che gli ITS siano tra le istituzioni scolastiche quelle maggiormente adatte a formare figure di medio-alto profilo.

“I dati forniti dal Ministero dell’istruzione – dichiara il coordinatore della Rete degli ITS Turismo - non lasciano dubbi sull’efficacia di questo particolare percorso di istruzione, che proprio grazie alla sua vicinanza al settore arriva a collocare l’80% dei diplomati: un risultato che ci conforta e ci stimola nel nostro impegno quotidiano di formatori”.

Con il Protocollo, i quattordici ITS Turismo attualmente presenti in Italia e Federalberghi lavoreranno congiuntamente per raggiungere gli obiettivi di efficacia previsti per gli istituti, anche considerando gli impegni che deriveranno dalla nuova legge di riordino attualmente in discussione in Parlamento, sia per colmare il deficit di professionalità testimoniato dalle imprese.

Rinnovato il Consiglio direttivo di Federalberghi Piemonte, confermato Presidente Alessandro Comoletti di Torino, Michele Pianetta vice vicario, gli altri vice Gianmaria Vincenzi del VCO ed Emilio Zanetta di Novara

Chiesa “La Vice presidenza vicaria nella persona dell’amico e collega Michele Pianetta è un importante riconoscimento del ruolo fondamentale della provincia di Cuneo in ambito turistico”

Nelle scorse settimane si è riunito il rinnovato Consiglio direttivo di Federalberghi Piemonte, l’organizzazione datoriale che riunisce le componenti territoriali della ricettività alberghiera regionale, per il rinnovo delle proprie cariche in scadenza.

Alla presidenza è stato confermato Alessandro Comoletti, rappresentante di Federalberghi Torino e vice Gianmaria Vincenzi del Vco.

Vice presidente vicario è stato nominato Michele Pianetta, rappresentante dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo, terzo vice presidente Emilio Zanetta di Novara; tesoriere Alessandro Garelli di Torino.

“Sono onorato – afferma il neo Vice presidente vicario Michele Pianetta – della nomina in rappresentanza della provincia di Cuneo e ringrazio l’amico Giorgio per avermi proposto all’assemblea; mi impegnerò per lo sviluppo del Turismo e nei rapporti con gli enti locali anche per il mio ruolo di Vice presidente di Anci Piemonte”.

“Per posti letto – interviene il Comm. Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori – la provincia di Cuneo storicamente ha diritto alla vice presidenza vicaria in capo al presidente provinciale; in questo caso ho fatto un passo indietro ed ho voluto fortemente che fosse un giovane come Michele ad assumere questo ruolo, quale riconoscimento delle capacità professionali e segnale di fiducia nei confronti delle nuove leve di imprenditori del Turismo”.

“Plaudo – conclude Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – alla nomina dell’amico Michele Pianetta a vice presidente vicario di Federalberghi Piemonte, un ruolo importante nell’organizzazione che si rapporta quotidianamente con la Regione Piemonte e gli Enti e le Amministrazioni locali; si tratta del risultato che conferma la bontà dell’attività istituzionale e sindacale della nostra organizzazione.

Completano il Consiglio direttivo di Federalberghi Piemonte Fabio Borio, e Matteo Capuzzo di Federalberghi Torino, Anna Maria di Sessa di Federalberghi VCO, Giorgio Chiesa presidente dell’Associazione Albergatori della provincia di Cuneo, Roberta Brusorio di Federalberghi Novara, Giovanna Scacheri e Valerio Garrone di Federalberghi Alessandria, Alessandro Maio e Claudio Rizzello di Federalberghi Vercelli, Elisabetta Grasso e Ferruccio Ribezzo dell’Associazione Albergatori Albesi e Marco Pincetti dell’Associazione Albergatori di Acqui Terme.

Nominati i vice presidenti dell’Associazione Albergatori, Danilo Rinaudo (vicario), Carlo Giorgio Comino, Giacomo Badellino, Federica Toselli, Alessandro Pavesio

Nella riunione tra i temi affrontati anche il grave problema dell’enorme rincaro dei costi energetici che si sta abbattendo sul costo materie prime ed a cascata si ripercuoterà sui costi finali dei pubblici esercizi e dell’ospitalità in particolare

Chiesa, “impossibile assorbire questi aumenti mantenendo la qualità”

A seguito del rinnovo del proprio Consiglio direttivo provinciale avvenuto lo scorso mese, recentemente si è riunita la Giunta esecutiva dell’Associazione Albergatori per la nomina dei vice presidenti ed affrontare i temi più scottanti del momento per il Turismo.

Sono stati confermati alla vice presidenza Danilo Rinaudo, quale vicario, presidente dell’Ascom di Saluzzo, Carlo Giorgio Comino, presidente dell’Ascom Monregalese, mentre sono stati chiamati a tale ruolo Giacomo Badellino, presidente dell’Ascom di Bra, Federica Toselli, presidente del Sindacato dei Locali da Ballo Silb-Fipe ed Alessandro Pavesio in rappresentanza dell’Associazione Cuochi Provincia Granda.

“La nuova Presidenza – afferma – il Comm. Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo, aderente a Confcommercio - insieme ai gruppi di lavoro su temi specifici ed all’intero Consiglio direttivo sarà di assoluta utilità per affrontare i problemi del Turismo ed accompagnare le aziende a quella rinascita che tutti ci auguriamo ma che dobbiamo costruire insieme alle istituzioni, nazionali e locali”.

“Durante la riunione – precisa Chiesa – è stato affrontato il problema dell’enorme rincaro dei costi energetici e, di conseguenza, delle materie prime che si sta ripercuotendo sulla stessa sostenibilità delle nostre aziende, in quanto senza interventi del Governo centrale è impossibile il mantenimento della qualità dei prodotti utilizzati e del servizio”. “A questo si aggiunge la preoccupazione dei nostri associati che si trovano in situazione di forte disagio a seguito delle norme stringenti legate alla pandemia, della proroga dello stato di emergenza che, per contro, non sono controbilanciate da forme di sostegno quali la proroga delle moratorie sui mutui, della cassa integrazione e del credito d’imposta legato agli affitti”.

“Ringrazio i Colleghi membri di giunta e del consiglio – conclude Chieda – per la collaborazione e disponibilità; il ruolo dell’Associazione, da sempre fondamentale per la base associativa, in questo momento storico risulta quanto mai essenziale per il lavoro comune a favore dello sviluppo del settore nel mandato che dovrà essere di rinascita e crescita”.

Hotel, la grande crisi: -71% di presenze nelle città d'arte

Federalberghi ai Sindacati: senza cassa covid situazione insostenibile

La situazione generata dalla pandemia continua a tartassare il turismo italiano ed in particolar modo il comparto ricettivo. Ad evidenziare il tema della grande crisi per gli hotel sono i dati recentemente diffusi da tutti gli osservatori nonché il desolante scenario delle città d’arte, private del turismo straniero.

La nuova ondata di contagi, inoltre, ha determinato un’ulteriore diminuzione delle già scarse presenze nelle strutture ricettive, aggravandone la situazione economica e finanziaria.

Il quadro assume l’aspetto più allarmante proprio nelle località nelle quali maggiore è il peso delle presenze degli stranieri.

Per scongiurare la deflagrazione della crisi, il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, si è rivolto ai segretari generali delle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs sollecitando un incontro urgente per l’esame delle prospettive del settore e per la verifica dell’attuazione delle richieste avanzate dalle parti sociali a Governo e Parlamento.

“Le grandi città, che nel 2019 rappresentavano un quinto delle presenze turistiche registrate in Italia, hanno subito un crollo del 71% nel 2021: è pressoché impossibile sopravvivere con questi dati” dichiara Bocca.

“Non stupisce quindi - prosegue il presidente dell’associazione degli albergatori - che molte imprese siano chiuse da marzo 2020 e che molte altre purtroppo torneranno a chiudere nei prossimi giorni, a causa di una domanda stagnante e del clima d’incertezza generalizzato”.

“A fronte di ciò – sottolinea ancora Bocca - non hanno ad oggi trovato riscontro i pressanti inviti rivolti al Governo e al Parlamento per l’adozione di misure emergenziali in favore del settore che abbiamo a più riprese congiuntamente richiesto e, in particolare, la proroga degli ammortizzatori sociali Covid-19”.

In relazione a quest’ultimo aspetto, l’impedimento nel poter fare ricorso all’integrazione salariale di emergenza sta portando – nelle realtà maggiormente colpite dalla crisi – alle aperture di tavoli sindacali per la riduzione di personale.

E’ evidente che si sta vivendo un dramma quotidiano, che rischia di provocare un contraccolpo durissimo ai 500 mila lavoratori e di conseguenza alle loro famiglie.

Dati Istat, Federalberghi: nessun trionfalismo per il Turismo, il 2020 anno peggiore della storia

In riferimento ai dati diffusi stamani da Istat ed ai toni entusiastici con i quali sono stati commentati, Federalberghi esprime “tutta la sua contrarietà”.

 “Questi dati – riporta la nota dell’associazione degli albergatori - ci lasciano con l’amaro in bocca. Nessun trionfalismo riteniamo possa aver ragione d’essere in relazione alla classifica europea secondo la quale l’Italia sarebbe il paese meno danneggiato dalla scarsa presenza dei turisti nel periodo pandemico. In realtà il 2020 è stato l’anno peggiore della storia, considerando poi che nei primi mesi dell’anno, quelli cioè caratterizzati dal lockdown, era vietato viaggiare se non per motivi essenziali (lavoro, salute, ecc.). Ha quindi davvero poco senso festeggiare un primato fittizio, a fronte di una realtà in cui il mercato è ben lontano dai livelli del 2019”.

“Lo stesso report dell’Istat – prosegue la nota della Federalberghi - sottolinea che le grandi città, che nel 2019 rappresentavano un quinto delle presenze totali, hanno subito un crollo del 71% nel 2021. Non stupisce quindi che molte imprese siano chiuse da marzo 2020 e che molte altre purtroppo torneranno a chiudere nei prossimi giorni, a causa di una domanda stagnante e del clima d’incertezza generalizzato. E’ pressoché impossibile pensare che qualunque azienda di altro settore diverso dal nostro possa sopravvivere con questi dati”.

Gli italiani cauti: il week end della Befana messo in crisi da Omicron. Regge la montagna ma senza alcun pienone. Sugli sci ma solo fino al 9 gennaio. Città d'arte al minimo storico in assenza di turismo straniero

Bocca: Situazione drammatica. Senza prenotazioni il buio davanti a noi

Da una parte, la variante omicron del virus covid 19 che ha provocato la drammatica quarta ondata dei contagi proprio nel pieno delle festività natalizie. Dall’altra una crisi economica crescente che continua a penalizzare le aziende di tutta la filiera turistica. In questo scenario poco rassicurante, era difficile potersi aspettare un boom di partenze tra gli italiani nel fine settimana dell’Epifania.

Malgrado il calendario offra un’occasione ghiotta per programmare una vacanza, prevedendo la festività della Befana nella giornata di giovedì, non vi sarà quel gran pienone che in altra occasione ci si sarebbe potuti aspettare.

Qualcosa si muove, ma senza alcun record di presenze. La montagna “resiste” sino al 9 gennaio (si tratta di un tasso di occupazione mediamente del 60%) ma per i periodi successivi ci sono pochissime prenotazioni. Nessuna località annuncia il “tutto esaurito”.

Le città d’arte sono al minimo storico, mediamente sotto il 30%. Il turismo straniero è pressoché assente ed i prezzi stessi risultano essere in calo.

Al mare e ai laghi, molte delle strutture che solitamente venivano tenute aperte per le festività, sono state chiuse dopo Capodanno o addirittura non hanno aperto per nulla.

“La situazione è drammatica – afferma Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi - C’è grande preoccupazione. Il comparto non vive solo delle festività natalizie, un periodo peraltro che, già di suo, non ha potuto offrire grandi performance. Gli imprenditori del ricettivo sono estremamente allarmati per lo scenario che si presenterà da metà gennaio in poi. Oppressi dalle difficoltà causate dalla pandemia e dalle ulteriori misure restrittive imposte dal Governo che fanno da deterrente agli arrivi del turismo straniero, fanno fatica a vedere la luce in fondo al tunnel, essendo l’Italia un paese il cui turismo produce normalmente il 13% del pil e vivendo per oltre il 50% di turismo proveniente dall’estero”.

“La domanda dall’estero è ai minimi – prosegue Bocca - e la situazione si è aggravata in seguito all’impossibilità di accogliere in albergo coloro che sono stati vaccinati con un vaccino non riconosciuto dalla European Medicines Agency (EMA). Inoltre, la totale assenza di prenotazioni per i prossimi mesi rende impossibile qualunque programmazione per le attività aziendali: così abbiamo il buio davanti a noi”.

Non bisogna dimenticare, ricorda la Federalberghi, che molte strutture sono chiuse e molte torneranno a chiudere, anche in considerazione dell’aumento considerevole dei costi di gestione (in primis gas ed energia elettrica).

“Le imprese sono allo stremo delle forze anche a causa del venir meno del sostegno dello Stato – conclude Bocca - Già nel secondo semestre 2021 sono venuti a mancare il credito d’imposta sugli affitti e l’esonero dal pagamento dell’IMU, mentre il 31 dicembre hanno avuto termine la moratoria sui mutui e la cassa integrazione covid. Di questo passo sarà quasi impossibile per le nostre aziende immaginare un futuro”.

Le parti sociali del settore turismo esprimono forte preoccupazione in relazione alla scadenza delle tutele e degli ammortizzatori sociali Covid-19, fissata al 31 dicembre 2021

A rischio mezzo milione di lavoratori

I provvedimenti restrittivi allo studio per contenere la diffusione del contagio da Covid-19 hanno già fatto registrare un effetto annuncio, portando alla drastica riduzione dei consumi turistici per le prossime settimane.

L’impatto sui conti delle aziende, già stremati da un anno e mezzo di pandemia e di chiusure può essere devastante e travolgere le attività ancora aperte, e con esse parte rilevante dei lavoratori diretti ed indiretti del settore del Turismo e della Ristorazione.

A pochi giorni dalla scadenza della possibilità di accesso agli ammortizzatori sociali di emergenza e delle tutele volte a salvaguardare l’occupazione – fissata al 31 dicembre 2021 - ancora non si conosce se tali misure saranno prorogate e in che termini: una situazione gravissima che coinvolge le famiglie di oltre cinquecentomila lavoratori.

Organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, lavoratori ed imprese chiedono a Governo e Parlamento chiarezza sui termini di ricorso all’integrazione salariale ed evidenziano la necessità di una proroga al 30 giugno 2022 delle attuali tutele e della possibilità di accesso agli ammortizzatori al fine di poter garantire la continuità occupazionale ai lavoratori impiegati.

Si tratta di preservare le professionalità del settore per consentire la ripresa delle attività in sicurezza quando la fase di picco della pandemia sarà superata.

Imprese e lavoratori del turismo sono sul ciglio del baratro

Urgono risposte, per evitare chiusure e licenziamenti

Ieri è scaduto il termine per il pagamento dell’IMU e molti albergatori non hanno avuto le risorse per pagare o hanno dovuto ricorrere all’indebitamento. Per non parlare delle strutture in affitto, che si ritrovano sotto minaccia di sfratto dopo che lo sconto fiscale sui canoni si è esaurito a luglio. Nel complesso, più di 20.000 imprese non riescono a far fronte ai costi fissi di gestione concernenti l’immobile, che è il principale bene strumentale delle strutture turistico ricettive.

Inoltre, il 31 dicembre 2021 scadono il termine per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali Covid-19 e la moratoria sui licenziamenti. Se la cassa integrazione non sarà rifinanziata, saranno a rischio 70mila lavoratori dipendenti dalle strutture ricettive italiane.

“Imprese e lavoratori sono sul ciglio di un baratro”. Federalberghi “chiede di intervenire con urgenza per evitare che precipitino. Esonero della seconda rata IMU, proroga del credito d’imposta sugli affitti e della Cassa integrazione Covid sono le risposte di cui il settore ha bisogno con urgenza, per evitare chiusure e licenziamenti. Chiediamo che queste misure trovino posto nella legge di bilancio, che il Senato si appresta a votare.”

Federalberghi, restrizioni troppo dure dal Governo per il turismo straniero

“Non comprendiamo le ragioni che inducono il Governo a definire - per l'ingresso dei cittadini stranieri in Italia - le restrizioni più rigide d'Europa, nonostante il buon esito della campagna vaccinale, che ha portato l'Italia ad ottenere i risultati migliori d'Europa”.

Così commenta Federalberghi le ultime restrizioni indicate dal Governo per ciò che riguarda il movimento turistico degli stranieri in arrivo nel nostro Paese.

“Nelle scorse settimane – prosegue la federazione degli albergatori - le imprese del turismo hanno sostenuto l'ennesimo sforzo, adeguandosi alle nuove indicazioni sul green pass e sul supergreenpass, nel presupposto che il contributo di tutti avrebbe realizzato le condizioni per consentire il sereno svolgimento delle attività economiche e sociali”

“Tutto ci saremmo aspettati tranne questa cattiva sorpresa, che riporta indietro le lancette e respinge i turisti stranieri, dirottandoli verso i paesi concorrenti”.

“Si tratta di un grave danno per il Paese, che - secondo gli ultimi dati diffusi da Banca d'Italia - da gennaio a settembre 2021 ha visto la spesa dei turisti stranieri in Italia diminuire di circa venti miliardi di euro rispetto al corrispondente periodo del 2019”.

“A complicare la situazione intervengono i tempi di entrata in vigore dell'ordinanza, che è stata adottata il 14 dicembre ed entrerà in vigore domani, senza tener conto del fatto che nell'economia dei viaggi e del turismo le decisioni vengono assunte con largo anticipo. Le imprese hanno già assunto il personale e rifornito le scorte per la stagione invernale, i turisti hanno prenotato il viaggio, l'alloggio e i servizi complementari”.

“Chiediamo – dice la Federalberghi - che l'ordinanza venga rimodulata al fine di consentire alle imprese e ai turisti di riorganizzarsi”.

“Ribadiamo inoltre, anche alla luce della proroga dello stato di emergenza, la richiesta di inserire in legge di bilancio adeguate misure di sostegno del settore, a partire dall'esonero dei costi fissi che gravano sulle imprese del settore (seconda rata IMU e credito imposta affitti) e proroga della Cassa integrazione, per sostenere imprese e lavoratori che sono allo stremo”.

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