Federalberghi

Federalberghi

Federazione delle Associazioni Italiane Alberghi e Turismo

Federalberghi da oltre cento anni è l'organizzazione nazionale maggiormente rappresentativa delle imprese turistico ricettive italiane.

Federalberghi rappresenta le esigenze e le proposte delle imprese nei confronti delle istituzioni e delle organizzazioni politiche, economiche e sindacali.

Federalberghi si propone di valorizzare gli interessi economici e sociali degli imprenditori turistici e di favorire il riconoscimento del loro ruolo sociale, l'affermazione dell'economia turistica, la promozione dell'offerta turistico ricettiva nazionale.

Federalberghi stipula contratti nazionali di lavoro, svolge e patrocina attività scientifica per l'analisi del settore, promuove la formazione imprenditoriale degli associati, assiste e coordina il sistema organizzativo a livello territoriale ed a quello regionale nelle attività di tutela delle imprese

 

Rappresentanti
Giorgio Chiesa Rappresentante
Danilo Rinaudo Rappresentante

Federalberghi Terme rinnova l'accordo nazionele aper l'erogazione delle prestazioni termali

"Apprezzamento per una soluzione equilibrata, che adegua le tariffe ed investe sul futuro"

“Ringraziamo le Regioni per l’attenzione dimostrata nei confronti delle imprese termali e per aver saputo cogliere il valore aggiunto costituito dal pluralismo della rappresentanza.”

Con queste parole Federalberghi Terme, saluta con favore la definizione dell’accordo nazionale per l'erogazione delle prestazioni termali per il triennio 2022-2024, sottoscritto nei giorni scorsi insieme a Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Raffaele Donini, Coordinatore della Commissione Salute della Conferenza.

“Il rinnovo dell’Accordo – prosegue la federazione degli imprenditori termali e del benessere - giunge in un contesto di difficoltà economica senza precedenti, non solo per le aziende termali, ma per tutta l’economia che gravita intorno ai territori termali. Esprimiamo quindi apprezzamento per l’individuazione di una soluzione equilibrata, che consente un aggiornamento delle tariffe, sostanzialmente ferme al 31 dicembre 2015, e pone le premesse per la valorizzazione di tutte le potenzialità e opportunità che il sistema termale italiano può mettere a disposizione nel campo della medicina preventiva, di cura e di riabilitazione”.

“Federalberghi Terme - conclude - ha collaborato con spirito di servizio alla definizione dell’intesa, formulando un articolato pacchetto di proposte, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo dei servizi termali e dell’economia termale, nell’interesse dei cittadini, delle imprese, e delle comunità locali. La collaborazione continuerà nei prossimi mesi, con l’attivazione di tavoli tecnici sui criteri di autorizzazione ed accreditamento delle strutture, sui requisiti igienico-sanitari delle piscine termali e sulla figura professionale dell’operatore termale”.

Bolletta monstre per gli alberghi italiani: siamo già a quota 3,8 miliardi di euro ed il trend non accenna a fermarsi

Bocca: "Chiediamo interventi urgenti, per calmierare subito i prezzi e promuovere l'utilizzo delle energie rinnovabili"

"Le aziende, che con grande fatica stavano tentando di rimettersi in marcia dopo due anni devastanti, sono di nuovo in debito di ossigeno e non riescono a pagare le bollette. Sinora gli alberghi hanno resistito, ma guardiamo con preoccupazione a quel che potrà accadere nei prossimi mesi, con il prezzo dell'energia che continua a crescere e le condizioni generali del mercato a dir poco incerte, tra inflazione galoppante e avvisaglie di recessione".

È questo il grido d'allarme lanciato da Bernabò Bocca, presidente degli albergatori italiani, alla lettura dei risultati di un'indagine condotta dal centro studi di Federalberghi, che ha esaminato nel dettaglio le bollette emesse da 15 gestori, relative a un campione di oltre 2.000 camere d'albergo, di tutte le regioni italiane.

La bolletta energetica degli alberghi italiani ha raggiunto il livello record di 3,8 miliardi di euro, con un costo medio di circa 120.000 euro per ciascuna struttura (94.000 per l’energia elettrica e 26.000 per il gas), che aumenta con progressione geometrica. In media, il conto del mese di luglio 2022 è risultato più che triplicato rispetto a luglio 2021. Significa che oltre il 18% del volume d'affari del settore viene assorbito dal pagamento delle forniture di energia elettrica e di gas.

Bocca sottolinea che "per far quadrare i conti dovremmo aumentare in modo consistente i prezzi. Ma molte aziende e intere località, non disponendo di spazi di manovra, sono costrette a valutare alternative dolorose. Chi va incontro alla bassa stagione, caratterizzata dal calo dei prezzi e del tasso di occupazione delle strutture, dovrà anticipare il momento della chiusura. E anche tra le aziende che solitamente rimangono aperte tutto l'anno, c'è chi sta considerando seriamente la possibilità di chiudere durante l'inverno, prima che l'accensione dei riscaldamenti faccia saltare del tutto i conti."

Secondo il presidente di Federalberghi, "la prima urgenza è costituita dalla sterilizzazione degli aumenti, fissando un tetto al prezzo del gas e dell'energia elettrica e riconoscendo un credito di imposta che compensi gli aumenti record sin qui registrati. È una misura che serve a tutte le nostre imprese, sarebbe una beffa se gli aiuti venissero riservati solo ai cosiddetti settori energivori che già in passato hanno beneficiato degli incentivi. È inoltre importante inoltre sancire il diritto alla rateizzazione delle bollette, che oggi viene accordata dai gestori in base a criteri discrezionali. Altrettanto importante è la possibilità di far accedere alla cassa integrazione i dipendenti delle aziende che sospenderanno l'attività, senza costi per i datori di lavoro e con un pacchetto di ore ad hoc”.

Bocca conclude ricordando che "alle misure necessarie per fronteggiare l'emergenza si deve affiancare la promozione del ricorso alle energie rinnovabili, eliminando i vincoli all’installazione dei sistemi fotovoltaici nei centri storici e consentendo la realizzazione di comunità energetiche anche tra soggetti che non sono alimentati dalla stessa cabina di trasformazione."

La vacanza fa strike: oltre 34 milioni di italiani vogliono il viaggio d'estate. Tra guerra in Ucraina e paura dei contagi ma maggioranza sceglie il Belpaese (90%)

All'estero solo un 9,8%: vince il Turismo di prossimità. Giro d'affari di 32,6 mld. "Ripartenza forte. fa male quel 43% di chi resta. Siamo abbattuti dai rincari

Un’estate a doppia velocità: da una parte l’esplosione dei viaggiatori, oltre 34 milioni di italiani che, nel complesso, hanno trascorso o trascorreranno una vacanza in occasione del periodo estivo e che affronteranno, soprattutto in agosto, gli spostamenti per le destinazioni prescelte. Dall’altra, le programmate “auto restrizioni” che i vacanzieri si imporranno a causa dei rincari: si limiteranno aperitivi e drink, si andrà meno a far pranzi e cene al ristorante e si privilegeranno invece le tradizionali serate casalinghe con amici. Anche la spesa al supermarket sarà più cara in questa estate 2022. Certamente i costi si controllano meglio con il carrello alla mano.

Va detto che nella maggioranza dei casi (quasi il 63%), il periodo di vacanza andrà dalle 4 alle 7 notti mentre la spesa media complessiva per il periodo estivo si attesta sui 946 euro a persona.

“Siamo di fronte ad una ripartenza forte, oserei dire violenta” afferma il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca, a commento dei risultati dell’indagine previsionale sul movimento turistico degli italiani per questa estate 2022, realizzata con il supporto di ACS Marketing Solutions.

“I dati ci confermano che gli italiani hanno riscoperto l’Italia, che si entusiasmano a programmare la vacanza nel proprio paese. E ci rivelano anche che l’albergo è in pole position tra le soluzioni scelte in merito ai pernottamenti. Credo davvero che la nostra categoria possa essere fiera di questo”.

 “I due anni infernali della pandemia – procede Bocca - hanno rafforzato e perfezionato tutti i nostri dispositivi di sicurezza. Ci siamo concentrati nel tutelare al meglio i nostri turisti e i nostri collaboratori dal pericolo dei contagi da covid19. In un momento in cui ci viene detto che la curva è in risalita, è essenziale sentirsi al sicuro. Abbiamo ormai sperimentato protocolli vincenti che non penso si abbandoneranno più. Ciò genera quella fiducia cui noi lavoriamo costantemente”.

Ancora una volta la meta preferita sarà il mare cui fanno seguito la montagna e le città d’arte. Anche tra coloro che hanno puntato su destinazioni estere le località marine hanno avuto maggior riscontro. L’atteggiamento resta comunque quello di un mare di “prossimità”, che sia vicino all’Italia. Il conflitto tra Russia e Ucraina ha avuto notevole peso sull’orientamento della scelta dei nostri connazionali di fronte al panorama delle destinazioni. Ciò è confermato dal fatto che solo il 17,3% dei vacanzieri non si è fatto condizionare dalla guerra nel decidere la meta.

C’è però una percentuale non trascurabile di italiani che resterà a casa per motivi economici.

“Fa male constatare che il 43% dei nostri concittadini abbia dovuto decidere di restare a casa per difficoltà finanziarie – conclude Bocca - Sappiamo che il Paese è pronto per dare il meglio di sé turisticamente parlando, siamo pervasi da quella energia positiva che si muove nel comparto in occasione di questa estate di ripartenza. Proprio in un contesto così favorevole c’è invece da considerare la difficoltà di chi, più di altri, è stato letteralmente abbattuto dai rincari”.

Festa del 2 giugno, il piccolo grande esodo: circa 13mln in viaggio, la vacanza è la Festa della Repubblica. Giro di affari di oltre 5mld

"Tanta voglia di Italia (87,4%), vince il turismo di prossimità; nel post pandemia relax, divertimento e natura al primo posto

Circa 13 milioni di italiani in viaggio per il ponte del 2 giugno, la maggioranza dei quali (87,4%) sceglierà di restare in Italia. Mare, montagna, parchi, città d’arte e bellezze naturali le destinazioni prescelte, il più vicino possibile alla propria regione di appartenenza. Per coloro che invece andranno all’estero (12,6%) in pole position sono le grandi capitali europee ma anche il viaggio in crociera. In testa alla classifica, appare in evidenza uno straordinario e sano bisogno di relax, distrazione e divertimento, ovvero l’esigenza di godersi una vacanza in totale spensieratezza.

Sembra di fare un passo indietro nel tempo, o forse in un auspicabile futuro, analizzando la fotografia del movimento turistico degli italiani in occasione della festa della Repubblica, secondo l’indagine previsionale della Federalberghi realizzata con il supporto di ACS Marketing Solutions.

“Dopo il periodo drammatico della pandemia, con l’angoscia del conflitto in Ucraina, la nostra gente ora ha voglia di evadere, di lasciarsi alle spalle la cupezza e il pessimismo che la diffusione del covid19 aveva generato negli animi di tutti” afferma il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, analizzando i risultati della ricerca.

“L’abbattimento seppure parziale delle restrizioni dettate dal Governo a causa della pandemia, rappresenta metaforicamente la caduta di un muro: quello dell’incertezza, della paura, dell’incognita. Ora si ha davvero la sensazione di poter riassaporare una vacanza con spensieratezza, o quanto meno una vacanza che abbia lo scopo terapeutico di riparare i danni causati dai lunghi e gravosi periodi di lockdown e sappia tenere lontana anche per poco la spirale delle preoccupazioni”.

“I nostri concittadini dimostrano sempre più di avere tanta voglia d’Italia – prosegue Bocca – Nella maggioranza dei casi, a vincere sarà il turismo di prossimità: non solo si resterà nel proprio Paese, ma anche in località vicine alla propria regione di appartenenza. Leggo questo approccio come una nuova tendenza: ciò che è più facilmente accessibile è anche maggiormente godibile. Un concetto semplice di cui si era in parte perso il valore negli anni pre-pandemici. Il progetto di viaggio inoltre, è stato in questo caso potenziato dal fatto che la festività del 2 giugno cadrà nella giornata di giovedì”.

“L’albergo torna ad essere visto come un porto sicuro, questo anche grazie allo scrupolo ed alla meticolosità con cui nelle nostre imprese abbiamo applicato i protocolli sanitari. A sceglierlo come luogo del proprio soggiorno sarà il 23% degli intervistati, ottenendo il secondo posto rispetto alla casa di parenti o amici (31,2%).

“Sono sempre meno gli italiani che decideranno di restare a casa per paura del contagio – rivela Bocca - Questo è il segno che siamo sulla via della guarigione in tutti i sensi, e che il panico causato dalla pandemia anche a livello psicologico probabilmente sta rientrando del tutto”.

“Resta il dramma di coloro che non partiranno per problemi economici (34%) – conclude il presidente di Federalberghi – L’impegno deve essere ecumenico. Noi faremo la nostra parte, ma politica e istituzioni dovranno tenere conto del fatto che la vacanza è un bene primario per tutti”.

Concessioni demaniali: la fretta non induca a fare di tutta l'erba un fascio

Federalberghi, Faita e Assonat chiedono di salvaguardare le peculiarità di alberghi, villaggi, campeggi, porti e approdi turistici

“Occorre salvaguardare le peculiarità di alberghi, villaggi, campeggi, porti e approdi turistici e scongiurare il rischio che la fretta induca a fare di tutta l’erba un fascio”.

Con queste parole, Federalberghi, Faita Federcamping e Assonat, organizzazioni nazionali maggiormente rappresentative delle tre categorie, intervengono nel dibattito sulla riforma delle concessioni demaniali ad uso turistico ricreativo.

“Comprendiamo le ragioni espresse dal Presidente del Consiglio, che ha sottolineato la necessità di velocizzare l’iter del disegno di legge per la concorrenza e il mercato. Ma proprio perché condividiamo l’esigenza di fare finalmente chiarezza sulla materia, riteniamo necessario mettere a fuoco le priorità e tener conto delle differenze che intercorrono tra le diverse categorie di attività che si svolgono sulle aree demaniali”.

“Insieme alle altre associazioni di rappresentanza, sosteniamo con forza l’esigenza di tutelare tutti i concessionari uscenti e di prevedere un congruo indennizzo nei casi in cui la concessione non venga rinnovata”.

“Allo stesso tempo, riteniamo che debba essere rivolta una considerazione particolare ai casi in cui l’attività svolta su suolo in concessione è connessa con un’altra attività svolta su suolo privato, come accade per le spiagge che ospitano i clienti delle strutture ricettive prospicienti o comunque collegate con le strutture stesse. Si tratta di imprese che, se venissero private della concessione, subirebbero una mutilazione doppia, che non potrebbe essere compensata dall’assegnazione di una nuova area in altra posizione. Ulteriori particolarità riguardano le aziende che gestiscono una pluralità di strutture (per le quali è necessaria una spiaggia per ogni albergo o campeggio) e le aziende di più grandi dimensioni (che necessitano di spiagge di dimensioni adeguate alla capacità ricettiva”.

“Altrettanto peculiare è la realtà rappresentata dai concessionari che realizzano e gestiscono le infrastrutture dedicate all'ormeggio con finalità turistico ricreative di unità da diporto (Porti turistici, Approdi e Punti di ormeggio ). Auspichiamo che l'affidamento delle concessioni avvenga sulla base di procedure di evidenza pubblica e nel rispetto dei principi di imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità dell'avvio della procedura e del suo svolgimento e completamento e, nel caso di rinnovi, valorizzando l'esperienza tecnica e professionale già acquisita in relazione alle attività del diporto, gli investimenti effettuati, la stabilità occupazionale e la continuità delle attività economiche, definendo criteri uniformi per la quantificazione dell'indennizzo da riconoscere al concessionario uscente, posto a carico del concessionario subentrante, in ragione dei predetti criteri e del valore aziendale dell'impresa.”

“Federalberghi, Faita e Assonat chiedono pertanto che il processo di riforma della materia definisca dei parametri ad hoc per le diverse categorie di imprese titolari di concessioni demaniali, prevedendo altresì che, in caso di mancato rinnovo della concessione, l’indennizzo venga commisurato al danno complessivo che la mutilazione infligge all’impresa”.

Mangiare in hotel, viaggio intorno a un mondo che cambia. Federalberghi presenta a Parma il "Rapporto sulla Ristorazione in albergo”

“Un pezzo forte del nostro settore per fabbricare futuro”

Viaggio intorno all’universo della ristorazione negli hotel, ovvero un mondo che cambia, si evolve e racconta le sue tendenze all’interno di un’impresa che non si ferma mai: l’albergo.

Come il pianeta della ricettività va adeguandosi e rinnovandosi in tema di food & beverage? Quali sono i punti di forza delle imprese in questo ambito rispetto alle nuove esigenze del turista di oggi?  E’ il fil rouge dal quale ha preso corpo la ricerca condotta da Federalberghi e basata su interviste mirate fatte a circa 1300 imprenditori del settore, rilevando le principali caratteristiche dei servizi enogastronomici offerti dalle strutture turistico ricettive.

“Rapporto sulla ristorazione in albergo”, è il titolo dell’indagine che presentata in anteprima proprio nella città di Parma, in apertura dei lavori della 72a Assemblea Generale della Federalberghi.

Dopo due anni di difficoltà dovuti alla pandemia, il gotha dell’hôtellerie italiana si è incontrato finalmente “in presenza” nella capitale italiana della cultura enogastronomica. Con il presidente Bernabò Bocca, che ha presentato la relazione sull’anno turistico 2021, si sono alternernati sul palco il Governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ed il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia. Per il Comune di Parma era presente l’assessore per le Attività Produttive, Turismo, Commercio e Sicurezza Urbana, Cristiano Casa. Nel corso della giornata inaugurale si è svolta inoltre la tavola rotonda, moderata da Andrea Pancani de La7, “Enogastronomia e turismo testimonial del brand Italia” cui hanno partecipato accanto al presidente Bocca lo chef pluristellato Carlo Cracco, l’amministratore delegato di ENIT Roberta Garibaldi e il presidente della Fondazione Italiana Sommelier, Franco Maria Ricci.

“Siamo fieri di introdurre questo tema nella patria dell’enogastronomia – afferma il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca – Arriviamo qui a Parma a ridosso di Cibus. il salone internazionale dell’alimentazione. Siamo nello stesso territorio e come imprenditori della ricettività siamo sempre più coinvolti da un pezzo importante del nostro settore, quello della ristorazione, che pretende grande cura e vive di contaminazioni assorbendo le innovazioni che si scoprono viaggiando in tutto il mondo. E’ evidente che un’azienda alberghiera oggi si deve evolvere velocemente guardando alle esigenze mutate e mutevoli del turista del terzo millennio. La nostra indagine – prosegue Bocca - rivela che la gran parte degli intervistati intende potenziare e cambiare il servizio offerto tramite ristorante e/o bar. Le formule tecniche per procedere in questo senso sono svariate, l’importante oggi è operare il cambiamento. Con quello che rappresenta il nostro lavoro – conclude Bocca – noi ci sentiamo fabbricatori di futuro”.

Locazioni brevi: La Corte di Giustizia dell'Unione Europea conferma gli obblighi a carico degli intermediari

I Portali dovranno comunicare all'Amministrazione finanziaria i dati degli host e i loro recapiti, nonchè il numero di pernottamenti e le unità abitative

La Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha pronunciato oggi un'interessante sentenza in materia di locazioni brevi.

Il caso riguarda la legge belga che obbliga gli intermediari, inclusi i portali di prenotazione, a comunicare all’amministrazione finanziaria i dati degli host e i loro recapiti nonché il numero di pernottamenti e le unità abitative gestite nell’anno precedente al fine di identificare i soggetti debitori di un’imposta regionale sugli esercizi ricettivi turistici e i loro redditi imponibili.

A giudizio della Corte, la norma belga ricade nel settore tributario e deve di conseguenza essere considerata esclusa dall’ambito di applicazione della direttiva sul commercio elettronico, come invece aveva chiesto Airbnb. I portali saranno quindi tenuti a comunicare i dati richiesti dall'amministrazione.

La Corte tornerà presto a occuparsi della materia. Domani a Lussemburgo si svolgerà l'udienza dibattimentale sulla domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato italiano nell'ambito della causa sul decreto-legge n. 50 del 2017, ai sensi del quale i portali devono operare una ritenuta del 21% sull’ammontare dei corrispettivi riscossi per conto delle locazioni brevi non imprenditoriali e devono trasmettere all’Agenzia delle entrate i dati relativi ai contratti di locazione breve conclusi tramite i portali stessi.

Secondo le stime elaborate dal Centro studi di Federalberghi, che monitora costantemente il mercato online con la collaborazione di tre enti indipendenti (le italiane Incipit Consulting srl e EasyConsulting srl e la statunitense Inside Airbnb), nei cinque anni di mancata applicazione della norma, Airbnb ha omesso di versare imposte per oltre 750 milioni di euro.

Albergatori e Regione Piemonte, insieme per l’ospitalità dei rifugiati ucraini

Chiesa “Un gesto di solidarietà di fronte al dramma della guerra”

Recentemente è stata firmata la convenzione tra Regione Piemonte e le Associazioni di categoria degli albergatori piemontesi per la disponibilità di strutture di accoglienza temporanee a carattere ricettivo per ospitare i profughi ucraini provenienti dalle zone di guerra.

La convenzione, tra i firmatari anche Federalberghi Piemonte, assicura condizioni uniformi di ospitalità e stabilisce le tariffe per i diversi tipi di sistemazione.

“Si tratta di un periodo decisamente drammatico che ci colpisce tutti profondamente – dichiara il Comm. Giorgi Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo e componente del Consiglio direttivo di Federalberghi Piemonte – nel quale, fin dalle battute iniziali dell’evento bellico che ha posto in emergenza un’intera nazione, la categoria si è immediatamente messa a disposizione della popolazione ucraina in difficoltà; sono diverse le iniziative di accoglienza che singoli operatori del settore turistico-ricettivo hanno già intrapreso e che ci sono state segnalate dalle Associazioni territoriali. La Convenzione regionale, per la quale ringraziamo il Presidente Cirio e l’Assessore Gabusi, ha lo scopo di rispondere più efficacemente e su un periodo più lungo».

Dopo la Pasqua, ponte di Liberazione: in viaggio oltre 9mln di intaliani per la festa del 25 Aprile, il Belpaese in pole position, destinazioni top le Città d'Arte. Giro d'affari di oltre 4 mld

"L’albergo torna ad essere alloggio preferito"

“A giudicare dai nostri dati, siamo felici di poter constatare che i milioni di italiani partiti per le festività di Pasqua non sono stati un abbaglio. Non è episodica in sostanza la scelta di viaggiare, si torna invece a programmare una vacanza a stretto giro anche in occasione del ponte del 25 aprile, che quest’anno il calendario fa cadere per una fortunata congiuntura nella giornata di lunedì”.

L’analisi del presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, in riferimento al movimento turistico degli italiani in occasione della Festa della Liberazione, è in linea con i risultati dell’indagine effettuata dalla ACS Marketing Solutions per conto della Federalberghi. Circa il 92% del campione preso in esame resterà infatti in Italia e le città d’arte saranno le destinazioni preferite (31%). A seguire il mare, la montagna, le terme e i laghi. C’è tanta voglia di progettare vacanze e il giro di affari che verrà generato sarà di oltre 4 miliardi di euro.

“Voglio ricordare che in occasione del ponte pasquale una città come Venezia ha registrato la presenza di 130mila visitatori al giorno. Con la festa della Liberazione altre città d’arte avranno il loro riscatto. Io credo che ci si debba emozionare di fronte ad una situazione che fino a poco tempo fa, a causa della pandemia, sembrava irraggiungibile”.

“La scelta del soggiorno fa anche riflettere sulla solidità delle nostre imprese, contro tutto e contro tutti – aggiunge Bocca – Secondo la nostra indagine, l’alloggio preferito dei viaggiatori sarà l’albergo (34,1%), che sorpassa in questo 25 aprile la scelta della casa di parenti ed amici (22,5%). E’ un segnale importante per noi: significa che siamo nella direzione giusta e che gli alberghi vengono percepiti come luoghi di totale sicurezza”.

“La speranza per noi – conclude il presidente degli albergatori italiani – è che si possa ridurre drasticamente la percentuale di nostri concittadini che non andranno in vacanza per motivi economici (39,9%). La vacanza deve tornare ad essere accessibile a tutti”.

Pasqua 2022 all'insegna del viaggio: partiranno 14 mln di italiani di italiani, la maggioranza resterà nel Belpaese (89,5%), giro di affari di 7 mld

"Non si può cantare vittoria, ma è un bel segnale, le nostre strutture percepite sempre più come luoghi sicuri

“A dispetto delle difficoltà oggettive che avrebbero potuto ostacolare il progetto di un viaggio, gli italiani confermano la predilezione per le festività pasquali, intese come momento di riposo e relax in anticipo sull’estate. Saranno 14 milioni a mettersi in movimento per le destinazioni preferite tra mare, città d’arte, montagna, laghi e località termali, principalmente (quasi il 90%) all’interno dei confini del nostro Paese, mentre solo il rimanente 10% opterà per un viaggio all’estero”.

Trapela un filo di ottimismo dalle parole del presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, a commento dell’indagine sul movimento turistico degli italiani per la Pasqua 2022.

“A giudicare dalla massa critica di persone che si metteranno in viaggio, viene spontaneo pensare che ciò sia la manifestazione chiara di una maggiore sicurezza e senso di libertà da parte dei nostri connazionali – sottolinea Bocca - L’eliminazione delle più serrate restrizioni dovute al covid e dettate nell’ultimo decreto per il periodo post pandemico hanno senz’altro sortito il loro effetto in termini di pianificazione e maggior predisposizione alle grandi partenze. Per noi la Pasqua rappresenta un test importantissimo in previsione della regina della vacanze che è solitamente l’estate. Quest’anno poi, alcuni di coloro che si metteranno in viaggio (parliamo di un 24,9%) avranno l’opportunità di allungare ancora un po’ il soggiorno fuori casa grazie al calendario che fa cadere, a ridosso della settimana santa, la festività del 25 aprile”.

“E’ segno che siamo nella direzione giusta per far ripartire un comparto che si conferma strategico per l’economia di tutto il Paese, creando un giro di affari di 7,06 miliardi di euro – prosegue il presidente della Federalberghi – Siamo consapevoli che non si possa cantare vittoria. Nel nostro settore siamo stati praticamente sotto le macerie a causa dei due anni di pandemia. Oggi, con il conflitto in corso tra Russia e Ucraina che affligge gli animi di tutti noi, è come se avessimo una nube all’orizzonte”.

“Dai dati rilevati dall’indagine si evidenzia che le nostre strutture sono la scelta ideale per oltre il 25% degli intervistati. Ciò fa comprendere che esse sono percepite come luoghi sicuri, in cui si vigila in modo estremamente accurato sul rispetto delle regole sanitarie. Malgrado l’abbattimento delle restrizioni – conclude Bocca - riteniamo sia essenziale procedere con prudenza, dando la possibilità ai visitatori di sentirsi protetti dai nostri protocolli”.

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