Federalberghi

Federalberghi

Federazione delle Associazioni Italiane Alberghi e Turismo

Federalberghi da oltre cento anni è l'organizzazione nazionale maggiormente rappresentativa delle imprese turistico ricettive italiane.

Federalberghi rappresenta le esigenze e le proposte delle imprese nei confronti delle istituzioni e delle organizzazioni politiche, economiche e sindacali.

Federalberghi si propone di valorizzare gli interessi economici e sociali degli imprenditori turistici e di favorire il riconoscimento del loro ruolo sociale, l'affermazione dell'economia turistica, la promozione dell'offerta turistico ricettiva nazionale.

Federalberghi stipula contratti nazionali di lavoro, svolge e patrocina attività scientifica per l'analisi del settore, promuove la formazione imprenditoriale degli associati, assiste e coordina il sistema organizzativo a livello territoriale ed a quello regionale nelle attività di tutela delle imprese

 

Rappresentanti
Giorgio Chiesa Rappresentante
Danilo Rinaudo Rappresentante

Istat certifica il crollo del settore alberghiero: il fatturato cala del 52% nei primi nove mesi

"Chiediamo interventi urgenti, per impedire la debacle e salvare imprese e lavoratori"

“L’Istituto di Statistica certifica che gli alberghi e le altre strutture ricettive sono tra le attività più colpite dalla pandemia. Chiediamo che Governo e Parlamento intervengano subito, per impedire una debacle totale.”

E’ questo il commento del presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, in relazione ai dati diffusi oggi da ISTAT, che registrano per le attività ricettive un calo del fatturato del 52% nel periodo da gennaio a settembre 2020.

Bocca segnala che “La rilevazione ISTAT si ferma a settembre, ma purtroppo il crollo riguarda anche l’ultimo trimestre. Basti considerare che nel mese di ottobre alberghi e ristoranti hanno utilizzato 51 milioni di ore di cassa integrazione (pari a 295mila lavoratori sospesi), contro i 30,5 milioni di settembre. E che i provvedimenti adottati ai primi di novembre ci hanno dato il colpo di grazia. Non si salva nessuno: le città d’arte sono ferme da marzo, meeting, fiere e congressi sono vietati, chiusi i comprensori sciistici e gli stabilimenti termali, il business travel è completamente fermo. Secondo il centro studi di Federalberghi, alla fine del 2020 il fatturato degli esercizi ricettivi italiani registrerà un calo complessivo del 56,7%, con una perdita di oltre 14 miliardi di euro.”

Bocca conclude ricordando che “in questi giorni è in corso l’esame della manovra di bilancio e di tre decreti ristori, ai quali se ne aggiungerà presto un quarto. Le misure dedicate alle imprese e ai lavoratori del settore sono utili ma non sufficienti. E’ necessario potenziarne l’intensità ed ampliarne la durata, commisurando gli aiuti alla effettiva portata del danno subito”.         

 

Le strutture ricettive versano in condizioni sempre più gravi

Occorrono nuovi interventi, con i decreti ristori e con la manovra di bilancio

“Le strutture ricettive italiane versano in condizioni sempre più gravi e la situazione è purtroppo destinata ad aggravarsi nelle prossime settimane, per effetto delle misure di contenimento che hanno ridotto al lumicino la vita sociale.”

Con queste parole il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, commenta il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che divide l’Italia in tre zone, riducendo quasi a zero la possibilità di viaggiare e, conseguentemente, di soggiornare in albergo.

“Gli indennizzi adottati nei giorni scorsi - prosegue Bocca - sono apprezzabili ma non sono sufficienti. In attesa della manovra di bilancio, che confidiamo contenga un intervento di più ampio respiro, chiediamo che il contributo a fondo perduto previsto dal decreto ristori - che oggi è rapportato al solo mese di aprile - venga potenziato, elevando il parametro di calcolo ed il tetto per azienda - e venga riferito ad un periodo più ampio, che tenga conto dei danni subiti durante tutta la pandemia”.

 

Il Centro Studi di Federalberghi stima che da gennaio a ottobre il sistema ricettivo italiano abbia registrato un calo delle presenze di circa il 60%.

La situazione è inevitabilmente destinata a peggiorare.

Basti considerare che durante il lockdown primaverile l’ISTAT aveva rilevato un calo del 91% delle presenze negli esercizi ricettivi: erano state 81 milioni nel trimestre marzo - maggio 2019, quest’anno sono crollate a 7,3 milioni.

Gli hotel delle zone arancioni e nelle zone rosse hanno urgente bisogno di sapere se e come possono fornire i pasti quotidiani ai propri ospiti

"Se qualcuno vuole che gli alberghi chiudano, è bene che lo dica chiaramente"

"Gli albergatori chiedono di sapere con urgenza se e come possono fornire i pasti quotidiani ai propri ospiti, dalla prima colazione al pranzo alla cena."

Con queste parole il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, commenta il provvedimento che prevede la possibilità di somministrare pasti solo per gli hotel delle cosiddette zone gialle, mentre nulla dice per le strutture ricettive delle zone arancioni e nelle zone rosse. Il limite, in vigore da venerdì 6 novembre, è addirittura più stringente di quanto previsto a marzo e aprile durante il lockdown totale.

Bocca ricorda che, "in seguito alle restrizioni di vario genere (viaggi vietati o sconsigliati, eventi annullati, riunioni solo a distanza, etc.), le strutture ricettive sono frequentate pressoché esclusivamente da persone che sono costrette a soggiornare fuori casa. Per non parlare del rischio che rimangano a digiuno anche le persone in isolamento presso i cosiddetti Covid-hotel". E va diretto al cuore del problema: "Forse qualcuno pensa che noi domani dovremmo dire a tutte queste persone di arrangiarsi. Di invitare chi trascorre settimane fuori casa a sfamarsi mangiando il panino seduto su una panchina al parco. Forse qualcuno vuole che gli alberghi chiudano. Ma se è così, è bene che lo dica chiaramente e se ne assuma le responsabilità."

Il presidente di Federalberghi conclude sottolineando che "in questi mesi difficili, le nostre aziende si sono comportate con grande senso di responsabilità, sopportando pazientemente le avversità e rispondendo prontamente alle richieste di collaborazione provenienti dalla comunità. Riteniamo di non meritare il trattamento che stiamo ricevendo in queste ore. Riteniamo di avere diritto a risposte chiare, tempestive e ragionevoli."

Le Terme sono aperte e sicure, grazie ai protocolli di sicurezza rigorosi ed ai presidi sanitari

Chiediamo aiuto a tutti gli operatori dell'informazione per evitare un clamoroso malinteso

“Le terme italiane sono aperte. Facciamo appello a tutti gli operatori dell’informazione, affinché venga riportato correttamente il contenuto del nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri”.

Il presidente di Federalberghi Terme, Emanuele Boaretto, commenta con queste parole il clamoroso malinteso che sta inducendo gli italiani a credere che le nuove misure di contenimento dell’epidemia da Covid19 sanciscano la chiusura delle terme.

“Oggi abbiamo ricevuto migliaia di disdette e i nostri collaboratori hanno trascorso l’intera giornata al telefono, per rassicurare i clienti e spiegare che non c’è nessuna ragione di cancellare la prenotazione dei servizi prenotati presso gli alberghi termali.

Il nuovo decreto - evidenzia Boaretto - prevede espressamente che gli stabilimenti termali muniti di presidio sanitario (di fatto, la stragrande maggioranza delle terme italiane) possono continuare ad offrire i propri servizi.

Si tratta di un riconoscimento importante, afferma Boaretto, che sancisce le condizioni di sicurezza in cui operano le aziende termali italiane, con protocolli rigorosi, anche grazie alla presenza del personale medico e sanitario.”

Albergatori con il fiato sospeso. Trattamenti discriminatori sarebbero incomprensibili

Chiediamo che il contributo a fondo perduto venga destinato anche agli alberghi ed alle terme

“Gli albergatori sono con il fiato sospeso. Comprendiamo le sofferenze e il grido di dolore lanciato dalle altre componenti della filiera turistica, con le quali condividiamo un’amara sorte. Ma non potremmo comprendere un trattamento discriminatorio che finirebbe con il penalizzare la categoria che più di tutte ha subito le conseguenze dei provvedimenti restrittivi, che hanno via via ristretto tutti i flussi turistici, con blocchi alle frontiere, viaggi sconsigliati, trasporti pubblici ridotti, eventi annullati e chi più ne ha più ne metta.”

E’ questo il commento del presidente di Federalberghi Bernabò Bocca, in attesa del Consiglio dei ministri che oggi dovrà approvare il “decreto ristori”.

Bocca rammenta che “sia pur in assenza di un ordine di chiusura, ci sono alberghi fermi dal mese di marzo. E molti di coloro che a giugno o a settembre hanno provato a riaprire si sono dovuti arrendere. Ci auguriamo pertanto che le indiscrezioni circolate ieri sera risultino infondate e chiediamo che il Consiglio dei ministri includa a pieno titolo le imprese turistico ricettive e termali tra i destinatari del contributo a fondo perduto.”

Il DPCM uccide il settore dei congressi e degli eventi e brucia 36 miliardi di Pil

Vietare i congressi e i convegni mette sul lastrico un settore che dà lavoro a 570 mila persone. Le imprese già tutte con l’acqua alla gola pronte a chiudere

Il DPCM del 18 ottobre mette in profonda crisi il settore dei congressi e degli eventi. Con la decisione di sospendere i congressi rischia la chiusura un settore che genera un indotto di 64,7 miliardi di euro con un impatto diretto sul Pil di 36,2 miliardi di euro/anno (l’Italia rappresenta la sesta nazione al mondo per impatto economico generato dal settore degli eventi e dei congressi) e che impiega 569 mila addetti.

Un settore trainante del turismo, che assicura l’occupazione alberghiera anche in bassa stagione, riveste un peso importantissimo per le città d’arte attualmente in crisi e promuove all’estero l’immagine dell’Italia, coinvolgendo tutta la filiera (alberghi, centri congressi, agenzie organizzatrici, aziende di trasporti, società di catering e di servizi tecnici) e l’intera destinazione (ristoranti, taxi, musei, shopping, etc.).

Congressi e convegni sono volano di produttività e formazione e sono uno strumento decisivo per espandere le esportazioni delle imprese italiane.

È fondamentale sottolineare che il settore dei congressi e degli eventi è estremamente professionalizzato e sicuro: i centri congressi, gli alberghi e tutta la filiera connessa all’organizzazione dei congressi hanno investito in sistemi di sanificazione, si sono dotati e applicano protocolli di sicurezza ancora più rigidi di quelli stabiliti nelle “Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative” approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Prevedere poi che in una location sia possibile svolgere attività di spettacolo, fieristica, o una manifestazione sportiva in presenza di pubblico ma non un’attività “convegnistica” appare incomprensibile e certamente discriminatorio nei confronti dei soli organizzatori congressuali e di eventi.

La chiusura dei congressi mette in definitivo lockdown un settore che oggi ha già cancellato più della metà degli eventi previsti per il 2020 e che, privato della possibilità di programmazione, non ha nessuna possibilità di lavorare anche nel 2021.

Un congresso, un convegno o qualsiasi altra tipologia di evento pubblico o privato richiede mesi se non anni di programmazione.

Al TTG di Rimini la 70esima Assemblea nazionale di Federalberghi

Bocca: Il 2020 anno del Covid, nel comparto perdite del 60%. Turismo animale ferito. Nono possiamo fare tutto da soli

“La priorità per tutti oggi è vincere il covid 19.  Ma se vogliamo concederci il lusso di guardare oltre, è necessario anche evitare che il virus mieta altre vittime proprio tra quelle imprese turistiche e del termale che fanno il bene del Paese e che da diversi mesi sono in grandissima sofferenza. Il turismo è un animale ferito, sanguinante. Se si curerà e si tutelerà il comparto, per quanto lentamente, si potrà aprire la via della ripresa”.

Il presidente della Federalberghi, Bernabò Bocca, ha aperto i lavori della Settantesima assemblea nazionale della Federazione al TTG di Rimini, Salone professionale di Italian Exhibition Group dedicato a viaggi e vacanze, davanti ad una platea di circa 200 albergatori provenienti da tutto il territorio italiano che, in prima persona, hanno accusato il colpo di un anno durissimo.

Accanto a Bocca nello scenario della Fiera, il sottosegretario al Turismo del Mibact, onorevole Lorenza Bonaccorsi, ed il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini.

“Malgrado il nostro ottimismo proverbiale – ha dichiarato il presidente di Federalberghi - non si può cancellare con un colpo di spugna il fatto che, da gennaio a settembre, il nostro settore abbia rilevato un calo delle presenze totali (sia italiane che estere) di circa il 60 per cento. Abbiamo calcolato che solo nel 2020 perderemo 245 milioni di presenze. Inutile sottolineare il contraccolpo in termini di fatturato, considerando che il turismo straniero, a causa della pandemia, si è quasi azzerato e che sono venuti a mancare sul nostro territorio proprio quei visitatori dall’estero definiti “big spender” ovvero con grossa capacità di spesa, come americani, russi e cinesi. Tutto questo si è rivelato ancora più gravoso per quegli albergatori che, oltre a trovarsi privi di liquidità per  la desolante mancanza di turisti, devono anche sostenere l'onere di un affitto".

"E’ chiaro che non possiamo fare tutto da soli – ha proseguito Bocca – Se andremo KO noi, che siamo la spina dorsale dell’economia italiana, automaticamente verrà giù l’intera struttura produttiva del Paese”.

“Nel corso delle diverse fasi della diffusione del virus, fasi così difficili e persino drammatiche per la maggioranza dei nostri  – ha detto il presidente -  il sistema Federalberghi ha lottato per ottenere l’attenzione e le risorse necessarie a mantenere operativo un settore che dà lavoro ad oltre due milioni di persone e che rappresenta il 13% del PIL. Devo dire che le nostre reiterate richieste hanno portato ad un risultato importante: l’esenzione dall’IMU per l’anno 2020. Un passo sostanziale per una rimodulazione della tassazione sulle nostre attività, tanto eccessiva quanto discriminatoria, poichè pagata solo dalle strutture regolari e non dagli abusivi che proliferano nelle nostre città. Sarebbe bello rendersi conto che davvero si vuole combattere questa piaga, piuttosto che dover apprendere che, quando finalmente una legge c’è, si faccia poi di tutto per intralciarla o rimandarne l’applicazione”.

“Noi non possiamo permetterci un  nuovo lockdown. Questo ci farebbe passare immediatamente da pandemia sanitaria a pandemia economica e sociale. Se vogliamo evitarlo però, dobbiamo allora arginare il contagio che sta diffondendosi, seguendo le restrizioni  mirate e selettive che ci sono state imposte". Queste le parole del presidente della regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini all'assemblea di Federalberghi di Rimini.

“Questo paese definito "Italietta" - ha proseguito - " dal punto di vista della gestione della pandemia è stato imbattibile a mio avviso. Eravamo tra i più colpiti eppure siamo stati tra i migliori nel fronteggiarla. Ciò ha dimostrato che ha funzionato il sistema Stato Regioni. E che le regioni da sole non ce la possono fare se non c'è una cabina di regia centrale.”

“Dobbiamo lavorare molto insieme fuori dalla dispute politiche.  L'unico colore che riconosco è quello della fascia tricolore. Certo - ha detto Bonaccini – il turismo ha un problema in più di altri. È un settore che non esporta merci ma importa persone... le merci non diffondono il contagio. Fino a che non arriverà il vaccino saremo in difficoltà. Ma sono fiducioso che la ripresa sarà molto più rapida del previsto.”

“Abbiamo bisogno di una misura robustissima di investimenti. E quanto al Recovery plan - ha concluso il governatore dell'Emilia Romagna - bisogna essere capaci di spendere presto e bene. Bisogna capire come sta cambiando il turismo nel mondo. E il nostro Paese, se vuole, può farcela"

 “Il momento complesso che vive tutto il turismo è stato sempre ben presente al Governo. Mai come in questi mesi il comparto è al centro dell’attenzione del Paese.

Siamo stati vicini al settore e continueremo a esserlo nei prossimi mesi, anche con i fondi che verranno dal Next Generation EU”.

È quanto ha dichiarato la Sottosegretaria al Turismo del MiBACT, Lorenza Bonaccorsi, nel corso del suo intervento all’Assemblea di Federalberghi in corso al TTG di Rimini.

“Per il futuro prossimo tutto dipenderà dall’andamento dei contagi.

Dobbiamo continuare a lavorare tutti insieme per utilizzare questo tempo anche per organizzare e ripensare l'intero comparto e l'intera offerta turistica. In questi momenti dobbiamo sapere fare squadra e integrare le rispettive conoscenze per generare le migliori idee e progetti per quella ripartenza del turismo che arriverà, speriamo nel minor tempo possibile, ma sarà in un mondo trasformato dagli effetti della pandemia e delle sue conseguenze sociali ed economiche”, ha concluso la Sottosegretaria Bonaccorsi.

“Siamo abituati ad individuare in ogni problema un’opportunità – ha poi proseguito Bernabò Bocca – In questo senso va detto che il covid ha generato una sorta di rivoluzione silenziosa, dando impulso alla creatività e dettando nuovi canoni nell’immaginare il soggiorno in una struttura ricettiva ed una sostenibile condivisione degli spazi. Si stanno ormai ripensando gli ambienti in relazione ad una fruizione distanziata e piacevole di ogni offerta. Questo anche  in riferimento alla necessità di lavorare in smart working: la nuova tendenza che, per quanto provocata da un fattore negativo come la pandemia, si sta rivelando una autentica sfida per gli imprenditori della ricettività che offrono sempre più opzioni alternative a lavoratori in cerca di spazi adeguati alla propria produzione professionale, anche al di fuori della propria casa.  Dunque va colta questa occasione per ridisegnare la nostra attività, dovendo fronteggiare un futuro che sarà certamente diverso da ciò che abbiamo vissuto in modo tradizionale fino ad ora”.

 “Continuo a dirlo: non possiamo fare tutto da soli – ha concluso Bocca – Riconosciamo che alcuni passi sono stati fatti e che il Governo ha dato ascolto in parte alle nostre urgenze. Con il decreto agosto è stato rifinanziato il credito di imposta per la riqualificazione ed il miglioramento delle strutture ricettive turistico-alberghiere, comprese le strutture termali che rivestono un ruolo di primaria importanza. Certo, per rendere ancora più efficace questo sostegno, a Governo e Parlamento chiediamo di estendere alle imprese alberghiere l’applicazione dell’ecobonus e del sisma bonus al 110%. Inoltre, sempre in ambito istituzionale, abbiamo proposto a Cassa Depositi e Prestiti di supportare l’emissione di bond di lungo periodo per finanziare programmi di investimenti”

“Ma di passi dobbiamo farne molti ancora – ha concluso il presidente di Federalberghi - Ci aspettiamo che l’operazione di rilancio delegata al Recovery plan sia concreta  nei fatti. Oltre che in termini di accessibilità, sostenibilità e digitalizzazione, anche in termini di progettualità. Un tema caro al nostro mondo, ma drammaticamente frenato dal carico fiscale imposto alle imprese ricettive che per noi, ancor più nell’emergenza covid, è divenuto insostenibile”.

Locazioni brevi: clamoroso dietrofront in Senato

Bocca: da tre anni attendiamo una soluzione, il Governo batta un colpo

“Inspiegabilmente, un emendamento che la scorsa settimana era stato considerato ammissibile, ieri sera è diventato inammissibile. Quando, qualche giorno fa, abbiamo parlato di interminabile gioco dell’oca, mai avremmo pensato che si sarebbe giunti a tanto.”

E’ questo il commento del Presidente di Federalberghi alla notizia del dietrofront in Senato sul tema delle locazioni brevi: venerdì scorso era stato approvato un emendamento ai sensi del quale chiunque avesse destinato all’attività di locazione breve più di quattro appartamenti sarebbe stato considerato a tutti gli effetti un imprenditore. E ieri l’emendamento è stato cassato.

“Il Governo batta un colpo, prosegue Bocca. Se veramente si vuol tutelare i consumatori e la concorrenza, non è necessario il passaggio parlamentare. Da più di tre anni, gli operatori onesti sono in attesa del regolamento previsto dal decreto n. 50 del 2017 (articolo 4, comma 3 bis), che deve definire i criteri in base ai quali l'attività di locazione breve si presume svolta in forma imprenditoriale”.

Credito d’imposta per alberghi e terme in affitto: emendamento al decreto agosto

Bocca: un importante segnale di attenzione verso imprese allo stremo delle forze

“Apprezziamo il segnale di attenzione che Governo e Parlamento hanno rivolto al settore. Dopo sette mesi di blocco del mercato, durante i quali il contatore dei costi ha continuato a girare vorticosamente, mentre il cassetto dei ricavi è rimasto vuoto, la gran parte delle imprese ricettive e termali è allo stremo delle forze e, tra queste, particolarmente grave è la situazione delle strutture in affitto.”

Con queste parole il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca commenta favorevolmente l’emendamento approvato dalla Commissione Bilancio del Senato, che prolunga sino a fine anno il credito d’imposta per i canoni di locazione e di affitto d’azienda per terme ed alberghi e introduce alcuni correttivi volti a tener meglio conto delle specificità del settore turismo.

“La traversata del deserto si preannuncia lunga, prosegue Bocca, e questa misura - seppur non risolutiva di tutte le difficoltà - aiuta a ridurre il rischio che le imprese siano costrette ad arrendersi, schiacciate sotto il peso di canoni non più sostenibili.”

Tre sono i capisaldi dell’emendamento:

- la validità del credito d’imposta è estesa sino al 31 dicembre 2020 (in luogo della previsione attuale che riconosce il credito per i mesi di marzo, aprile, maggio e giugno oppure, per le strutture turistico ricettive con attività solo stagionale, per i mesi di aprile, maggio, giugno e luglio);

- il credito d’imposta relativo all’affitto d’azienda è determinato nella misura del 50% (in luogo del vigente 30%);

- qualora in relazione alla medesima struttura siano stipulati due contratti distinti, uno relativo alla locazione dell’immobile ed uno relativo all’affitto dell’azienda, il credito d’imposta spetta per entrambi i contratti.

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III edizione della Convention di Sistema Confcommercio-Imprese per l'Italia-della provincia di Cuneo

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