Associazione Albergatori

Associazione Albergatori

Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo

L’Associazione Albergatori Esercenti Operatori Turistici è il sindacato unitario del settore turistico della Provincia di Cuneo, aderente alla “Confcommercio-Imprese per l’Italia Provincia di Cuneo”. La sede provinciale è presso la medesima – Via A. Avogadro n. 32 – Cuneo. Per effetto del doppio inquadramento tutti i soci delle singole Associazioni territoriali appartenenti al settore del turismo sono automaticamente soci dell’Associazione Albergatori Esercenti Operatori Turistici.

Le Associazioni territoriali della provincia di Cuneo sono:

ASCOM CUNEO           Via A. Avogadro 32
ASCOM ALBA               P.za S. Paolo n. 3
ASCOM BRA                 Via Euclide Milano 8
ASCOM CARRU'           Via Zavatteri n. 1
ASCOM CEVA               Via A. Doria n. 18
ASCOM DOGLIANI       Via Marconi, 10
ASCOM FOSSANO       Via San Michele 25
ASCOM MONDOVI'       Piazza Roma 2
ASCOM SALUZZO         Via Torino 44
ASCOM SAVIGLIANO    Via Mabellini n. 2/1

All’interno dell’Associazione Albergatori Esercenti Operatori Turistici della provincia di Cuneo sono ricomprese le seguenti categorie:

  • - L’Associazione Cuochi Provincia Granda
  • - FAITA – FederCamping  rappresenta e tutela gli interessi ed i diritti delle imprese turistico-ricettive dell’aria aperta (camping e villaggi turistici)
  • - FEDERALBERGHI – Federazione delle Associazioni italiana degli alberghi e hotels - rappresenta le esigenze e le proposte delle imprese nei confronti delle istituzioni e delle organizzazioni politiche, economiche e sindacali
  • - FEDERALBERGHI EXTRA - Sindacato italiano delle attività ricettive extralberghiere di bed & breakfast, affittacamere e locande, case... 
  • - FIAVET -  Federazione italiana associazioni imprese viaggi e turismo, è una associazione di imprese che raggruppa e rappresenta le agenzie di viaggio e imprese turistiche.
  • - FIPE - Federazione Italiana Pubblici Esercizi, è una associazione del settore della ristorazione, dell’intrattenimento e del turismo. Essa rappresenta e assiste bar, ristoranti, pizzeria, gelaterie, pasticcerie, discoteche, stabilimenti balneari, ma anche mense, ristorazione multilocalizzata, emettitori buoni pasto e casinò.
  • - SILB-FIPE - Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da Ballo e di Spettacolo. La mission è offrire ai singoli soci, competenze specifiche nel settore, tutela legale, assistenza politico-sindacale, promuovendo la formazione e la crescita professionale  di impresa e fornendo strumenti di orientamento e di sviluppo.

Infine l’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo in collaborazione con i Consorzi Turistici della provincia di Cuneo: 
Cônitours - Consorzio Operatori Turistici Provincia di Cuneo, Consorzio Turistico Langhe Monferrato Roero, Consorzio Le Alpi di Mondovì, Visit Fossano offre l’opportunità di far sognare, scoprire, organizzare, costruire e infine prenotare la vacanza in provincia di Cuneo. 

Giunta Esecutiva
Giorgio Chiesa Presidente
Danilo Rinaudo Vice presidente
Carlo Giorgio Comino Vice presidente
Giovanni Adamo Membro della Giunta
Silvia Ferrero Membro della Giunta
Umberto Ferrondi Membro della Giunta
Mattia Germone Membro della Giunta
Davide Pagliano Membro della Giunta
Paolo Pavarino Membro della Giunta
Giovanni Riggio Membro della Giunta
Andrea Silvestro Membro della Giunta
Federica Toselli Membro della Giunta
Consiglio Direttivo
Nicola Gallina Consiglio Direttivo
Enrico Dellavalle Consiglio Direttivo
Bruno Scavino Consiglio Direttivo
Giuseppe Cravero Consiglio Direttivo
Silvana Panero Consiglio Direttivo
Gabriele Mauro Consiglio Direttivo
Bartolo Bruna Consiglio Direttivo
Mauro Schellino Consiglio Direttivo
Dho Fabrizio Consiglio Direttivo
Michele Pianetta Consiglio Direttivo
Sassone Pierino Consiglio Direttivo
Andreino Allasina Consiglio Direttivo
Roberto Sola Consiglio Direttivo
Vincenzo Flauto Consiglio Direttivo
Giuseppe Ferrero Consiglio Direttivo
Giuseppe Carlevaris Consiglio Direttivo
Loris Macario Consiglio Direttivo
Nadia Bertaina Consiglio Direttivo
Bernardo “Dino” Odaglia Consiglio Direttivo
Giacomo Badellino Consiglio Direttivo
Marco Basso Consiglio Direttivo
Loredana Murizzasco Consiglio Direttivo
Daniela Bonetto Consiglio Direttivo
Tonino Marenco Consiglio Direttivo
Franca Genesio Consiglio Direttivo

Ristoratori in piazza a manifestare i tutta Italia il grido d'allarme dei pubblici esercizi: “Siamo a terra”

Una manifestazione organizzata da Fipe-Confcommercio per oggi, mercoledì 28 ottobre in 24 città. “Ribadiamo il valore economico e sociale del nostro settore, le imprese sono fatte per vivere”

Se non accompagnate da aiuti concreti e immediati, le ulteriori restrizioni contenute nell’ultimo DPCM rischiano di essere il colpo di grazia per il settore dei pubblici esercizi, già tra i più colpiti dalla spaventosa crisi generata dalla pandemia. Infatti, secondo le stime, a fine anno il comparto rischia di perdere 50.000 aziende con ben 300.000 posti di lavoro in bilico.

Per questo, oggi mercoledì 28 ottobre, alle 11.30, in 24 piazze di tutta Italia, gli imprenditori dei pubblici esercizi si danno appuntamento per far sentire la propria voce, in maniera pacifica e nel pieno rispetto delle regole, per ribadire l’enorme valore economico, sociale ed antropologico delle proprie attività e chiarire una volta per tutte che non esiste connessione alcuna tra la frequentazione dei Pubblici Esercizi e la diffusione dei contagi, come dimostrato da fonti scientifiche che attribuiscono piuttosto ad altri fattori, tra cui mobilità, sistema scolastico e mondo del lavoro, le cause di contagio.

“Scendiamo in piazza per evitare che passi il messaggio che i pubblici esercizi abbiano un ruolo nella diffusione del contagio. - dichiara Lino Enrico Stoppani, Presidente della Fipe-Confcommercio - Non esiste alcuna connessione tra quest’ultimo e l’apertura dei locali, anche perché gli operatori del settore rispettano seriamente i protocolli sanitari imposti e validati dal Cts e dall’Inail. Protocolli che hanno richiesto investimenti economici significativi e garantito sicurezza ai consumatori”.

“Il settore rischia il suo futuro. - continua Stoppani – Il Governo, anche in incontri odierni, ha confermato l’impegno di dare seguito immediato a molte delle misure richieste in più occasioni dalla nostra Federazione. Contributi a fondo perduto, interventi sulle locazioni, cancellazione - differimenti di scadenze fiscali, ammortizzatori sociali. Aspettiamo di vedere il provvedimento in approvazione oggi in Consiglio dei Ministri, è fondamentale per consentire la sopravvivenza di un comparto decisivo per la filiera agroalimentare e per il turismo di questo paese”.

Covid, Fipe-Confcommercio risponde a Bersani: “Ha preso a schiaffi chi è in difficoltà, chieda scusa”

“Le parole di Bersani hanno fatto più male alla categoria dei ristoratori di quanto abbia fatto il coronavirus. Non tanto e non solo perché dimostrano un retro pensiero superficiale e falso, ma soprattutto perché nascondono la voglia di una certa politica di dividere tra imprese di serie A, che meritano di essere salvate, e imprese che possono essere lasciate morire. Non intendiamo accettare questa logica vergognosa e pretendiamo le scuse pubbliche immediate da parte dell’ex ministro Bersani che, è bene non dimenticarlo, con le sue riforme ha contribuito a penalizzare le realtà più piccole, cambiando il volto dei centri storici delle nostre città”.

Così Aldo Cursano, vicepresidente vicario di Fipe Confcommercio – Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi risponde a Pier Luigi Bersani che, durante una trasmissione televisiva, giovedì scorso aveva accusato i ristoratori di evadere il fisco.

“Bersani si dovrebbe scusare per queste parole, pronunciate in un momento in cui ci sono 400mila lavoratori dei pubblici esercizi a casa in cassa integrazione e il rischio concreto che entro fine anno muoiano 50mila imprese – aggiunge Cursano -. Non per colpa del virus, ma per la mancanza di un’adeguata copertura finanziaria necessaria a compensare le perdite delle imprese. Perché una cosa deve essere chiara: il governo ha il diritto di attivare le restrizioni che ritiene necessarie, ma non quello di scaricare i costi solo sui privati”.

“Il settore dei pubblici esercizi, in barba ai luoghi comuni di Bersani – conclude Cursano -, ha contribuito a tenere in piedi il sistema fiscale del Paese e ora chiediamo solo che un po’ di quanto abbiamo dato ci venga restituito per permetterci di sopravvivere. Il nostro settore conta 1,3 milioni di lavoratori, in larga maggioranza donne, e crea un valore aggiunto di oltre 90 miliardi di euro l’anno e merita qualcosa di più delle livorose parole di Bersani”.

Le Terme sono aperte e sicure, grazie ai protocolli di sicurezza rigorosi ed ai presidi sanitari

Chiediamo aiuto a tutti gli operatori dell'informazione per evitare un clamoroso malinteso

“Le terme italiane sono aperte. Facciamo appello a tutti gli operatori dell’informazione, affinché venga riportato correttamente il contenuto del nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri”.

Il presidente di Federalberghi Terme, Emanuele Boaretto, commenta con queste parole il clamoroso malinteso che sta inducendo gli italiani a credere che le nuove misure di contenimento dell’epidemia da Covid19 sanciscano la chiusura delle terme.

“Oggi abbiamo ricevuto migliaia di disdette e i nostri collaboratori hanno trascorso l’intera giornata al telefono, per rassicurare i clienti e spiegare che non c’è nessuna ragione di cancellare la prenotazione dei servizi prenotati presso gli alberghi termali.

Il nuovo decreto - evidenzia Boaretto - prevede espressamente che gli stabilimenti termali muniti di presidio sanitario (di fatto, la stragrande maggioranza delle terme italiane) possono continuare ad offrire i propri servizi.

Si tratta di un riconoscimento importante, afferma Boaretto, che sancisce le condizioni di sicurezza in cui operano le aziende termali italiane, con protocolli rigorosi, anche grazie alla presenza del personale medico e sanitario.”

Albergatori con il fiato sospeso. Trattamenti discriminatori sarebbero incomprensibili

Chiediamo che il contributo a fondo perduto venga destinato anche agli alberghi ed alle terme

“Gli albergatori sono con il fiato sospeso. Comprendiamo le sofferenze e il grido di dolore lanciato dalle altre componenti della filiera turistica, con le quali condividiamo un’amara sorte. Ma non potremmo comprendere un trattamento discriminatorio che finirebbe con il penalizzare la categoria che più di tutte ha subito le conseguenze dei provvedimenti restrittivi, che hanno via via ristretto tutti i flussi turistici, con blocchi alle frontiere, viaggi sconsigliati, trasporti pubblici ridotti, eventi annullati e chi più ne ha più ne metta.”

E’ questo il commento del presidente di Federalberghi Bernabò Bocca, in attesa del Consiglio dei ministri che oggi dovrà approvare il “decreto ristori”.

Bocca rammenta che “sia pur in assenza di un ordine di chiusura, ci sono alberghi fermi dal mese di marzo. E molti di coloro che a giugno o a settembre hanno provato a riaprire si sono dovuti arrendere. Ci auguriamo pertanto che le indiscrezioni circolate ieri sera risultino infondate e chiediamo che il Consiglio dei ministri includa a pieno titolo le imprese turistico ricettive e termali tra i destinatari del contributo a fondo perduto.”

Il piatto piange…

Mercoledì 28 ottobre, flashmob di Confcommercio provinciale a Cuneo. Il mondo dei locali e della ristorazione scende in piazza: “#siamoaterra”

I ristoranti al termine dell’estate lavoravano a basso regime, si stanno svuotando a causa dell’effetto psicologico negativo determinato dall’impennata di nuovi casi, Lo stesso vale anche per bar, pasticcerie e locali di intrattenimento in genere: questo fino a ieri. Oggi invece si trovano nell’impossibilità fattiva di lavorare a causa delle restrizioni negli orari di apertura imposti dal nuovo DPCM del 25 Ottobre.

“Gli ultimi provvedimenti presi dal Governo – interviene Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – per il contenimento della seconda ondata di Covid-19 stanno mettendo definitivamente in ginocchio i pubblici esercizi”.

“Si tratta – sottolinea Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo – di un’ulteriore emergenza. In qualità di rappresentanza di FIPE-Confcommercio, accenderemo un riflettore mercoledì 28 ottobre 2020, dalle ore 11,30 alle ore 12,30, a Cuneo, dove avrà luogo un flashmob della Categoria nell’assoluto rispetto delle prescrizioni anti-contagio previste dalla normativa vigente. Occupando in modo statico un luogo della Città in contemporanea con altri capoluoghi in tutta Italia parte dell’evento #siamoaterra voluto da FIPE”

“Sono reali – chiarisce Chiesa - l’emergenza sanitaria e la gravità del momento, ma non possiamo accettare che l’unica ricetta proposta per contrastare la pandemia sia quella di chiudere tutto oltre che generare una pericolosa psicosi di massa”.

“In questi mesi – precisa – Chiapella – gli imprenditori della ristorazione e dell’intrattenimento hanno investito risorse ingenti in sanificazioni, dispositivi di protezione per lavoratori e clienti e misure di sicurezza all’avanguardia; si tratta di sacrifici importanti, effettuati con senso di responsabilità ed attenzione al bene comune, siglando protocolli e rispettando le regole”.

“Noi imprenditori – conclude Chiesa – chiediamo con forza di poter sopravvivere, in quanto senza aiuti economici le nostre imprese saranno obbligate a soccombere, Auspichiamo una presa di posizione in ambito governativo centrale e non solo, così da scongiurare la chiusura di centinaia di imprese e la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro.

Chiediamo alla politica scelte più mirate, di sostegno ai settori maggiormente in crisi come quello della ricezione, della ristorazione e dell’intrattenimento; tempi certi per i ristori per le aziende e la proroga della cassa integrazione per i dipendenti fino a quando sarà necessario e tutto quanto promesso all’atto della presentazione dei DPCM”.

Non possiamo lasciare gli imprenditori ed i lavoratori da soli di fronte a questo momento drammatico per l’intera Categoria; così facendo si chiuderanno anche le Città con meno luci, meno insegne, meno socialità e meno qualità della vita.

Dobbiamo fare presto, servono risposte concrete e servono subito.

Covid, il mondo dei locali e della ristorazione scende in piazza: “Siamo a terra”

Mercoledì 28 ottobre alle 11.30 i gestori dei Pubblici esercizi occuperanno le piazze di 10 città. Un’iniziativa organizzata da Fipe–Confcommercio per ricordare il valore economico e sociale del settore e chiedere alla politica un aiuto per non morire

Il piatto piange e la musica è finita.

Gli ultimi provvedimenti presi da governo e alcune Regioni per il contenimento della seconda ondata di Covid-19 stanno mettendo definitivamente in ginocchio i pubblici esercizi. Non soltanto i ristoranti, svuotati dall’effetto psicologico negativo determinato dall’impennata di nuovi casi, ma anche i bar, i locali di intrattenimento e le imprese di catering e banqueting, impossibilitati a lavorare a causa delle restrizioni sugli orari di apertura e sui partecipanti a eventi e matrimoni.

Un’emergenza nell’emergenza sulla quale le associazioni di categoria con in testa la Fipe, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, accenderanno un riflettore martedì 28 ottobre alle 11.30, quando i gestori dei locali occuperanno contemporaneamente le piazze di 10 città italiane capoluoghi di regione - Firenze, Milano, Roma, Verona, Trento, Torino, Bologna, Napoli, Cagliari, Catanzaro – oltre Bergamo. Obiettivo: ricordare i valori economici e sociali della categoria, che occupa oltre un milione e duecentomila addetti e chiedere alla politica di intervenire in maniera decisa e concreta per salvaguardare un tessuto di 340mila imprese che prima del Covid19, nel nostro paese generava un fatturato di oltre 90 miliardi di euro ogni anno.

“Comprendiamo l’emergenza sanitaria e la gravità del momento, ma è impensabile che l’unica ricetta proposta per contrastare la pandemia sia quella di chiudere tutto o di generare una psicosi di massa – sottolinea la Fipe -. Coniugare sicurezza e lavoro è possibile e deve essere l’obiettivo principale del governo e della politica tutta. In questi mesi gli imprenditori della ristorazione e dell’intrattenimento hanno investito tanto in sanificazioni, dispositivi di protezione per lavoratori e clienti e misure di sicurezza all’avanguardia. Sono stati fatti sacrifici importanti, con senso di responsabilità e attenzione al bene comune, siglando protocolli e rispettando le regole. Questo mondo chiede con forza con forza la possibilità di sopravvivere. In assenza di aiuti economici purtroppo queste imprese soccomberanno. Sicuramente a fine anno chiuderanno 50.000 imprese, con oltre 350.000 addetti che perderanno il posto di lavoro”.

“Chiediamo alla politica scelte più mirate, di sostegno ai settori maggiormente in crisi come quello della ristorazione e dell’intrattenimento, non possiamo lasciare gli imprenditori e i lavoratori da soli di fronte a questo momento drammatico per la categoria. Ma la cosa più drammatica è che così facendo si chiuderanno anche le città con meno luci, meno insegne, meno socialità e meno qualità della vita. Dobbiamo fare presto, servono risposte concrete e servono subito”.

Covid, Fipe-Confcommercio: “Da Spadafora dichiarazioni prive di fondamento”

“Invito il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, a riflettere meglio la prossima volta prima di avventurarsi in dichiarazioni gravi e prive di fondamento. Non esiste alcun dato scientifico che dimostri che mangiare al ristorante sia pericoloso. Anche perché, forse Spadafora non se ne è accorto, ma il suo governo ha siglato con noi e con tutti i ristoratori un protocollo di sicurezza per ridurre al minimo le possibilità di contagio. 

Se il ministro pensa che le palestre siano un luogo sicuro, si confronti con il suo collega Speranza, senza avventurarsi su terreni che non conosce. Il mondo della ristorazione è composto da centinaia di migliaia di professionisti imprenditori seri che mettono la salute e la sicurezza propri clienti al centro del loro lavoro e non meritano queste sparate”.

Così Aldo Cursano, vice presidente vicario di Fipe – Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi risponde alle accuse mosse dal Ministro Vincenzo Spadafora dalle colonne de Il Mattino di Napoli.

Ristorazione in tempo di Covid

Afidamp e Fipe-Confcommercio presentano il prontuario per la corretta pulizia dei ristoranti

Un documento scritto e delle pillole video per supportare gli imprenditori nella sanificazione quotidiana di sala e cucina all’interno dei pubblici esercizi

La pandemia ha colpito duramente il comparto della ristorazione e tutto il mondo horeca e ha costretto i pubblici esercizi ad adeguarsi a nuove regole per la gestione degli spazi e per la messa in sicurezza dei locali. Dunque, mai come ora, risulta fondamentale una corretta pulizia quotidiana degli ambienti. Per questo motivo, Afidamp, Associazione fornitori italiani attrezzature macchine prodotti e servizi per la pulizia, e Fipe-Confcommercio, Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, hanno deciso di supportare gli imprenditori nell’importante lavoro di sanificazione dei locali con la redazione di un prontuario, uno strumento agile e immediato, in versione scritta e anche in pillole video visionabilitramite ilQR code presente sul prontuario stesso, con indicazioni precise su come garantire la pulizia e la sicurezza di clienti e dipendenti.

Tra i suggerimenti più importanti: indicazioni sulle modalità di igienizzazione delle mani, in particolare se si è passati dalla cassa maneggiando denaro, indicazioni sul corretto utilizzo di prodotti chimici ed eventuali strumentazioni meccaniche di supporto, importanti consigli sul lavaggio dei panni usati per la pulizia e sulla necessità di abbinarli a dei “codici colore” per dividerli in base all’ambiente dove svolgono il proprio lavoro, suggerimenti sulla consegna, la conservazione e l’apertura di imballaggi esterni e, ancora, particolari raccomandazioni sulla pulizia delle parti più esposte al contatto come tavoli, sedie, menù e set da condimento.

Grande attenzione, dunque, alle operazioni di sanificazione dei pubblici esercizi, per loro stessa natura frequentati da tante persone, da effettuare quotidianamente e nel modo più corretto possibile, non solo in caso di un’emergenza sanitaria come quella che stiamo vivendo.

Inoltre, il prontuario per la sanificazione di sala e cucina va ad aggiungersi alla seconda edizione della Guida Pratica Pulizia nella Ristorazione, anch’essa presentata in questi giorni e realizzata con il contributo di APCI – Associazione Professionale Cuochi Italiani, OTALL – Ordine dei Tecnologi Alimentari Lombardia e Liguria e FCSI Italia – Foodservice Consultant Society International e il patrocinio di Codacons. La guida pratica è un vero e proprio manuale, ancor più approfondito e dettagliato, a ulteriore testimonianza dell’impegno che accomuna Afidamp e FIPE nel supportare i pubblici esercizi a svolgere la propria attività in totale sicurezza.

Il DPCM uccide il settore dei congressi e degli eventi e brucia 36 miliardi di Pil

Vietare i congressi e i convegni mette sul lastrico un settore che dà lavoro a 570 mila persone. Le imprese già tutte con l’acqua alla gola pronte a chiudere

Il DPCM del 18 ottobre mette in profonda crisi il settore dei congressi e degli eventi. Con la decisione di sospendere i congressi rischia la chiusura un settore che genera un indotto di 64,7 miliardi di euro con un impatto diretto sul Pil di 36,2 miliardi di euro/anno (l’Italia rappresenta la sesta nazione al mondo per impatto economico generato dal settore degli eventi e dei congressi) e che impiega 569 mila addetti.

Un settore trainante del turismo, che assicura l’occupazione alberghiera anche in bassa stagione, riveste un peso importantissimo per le città d’arte attualmente in crisi e promuove all’estero l’immagine dell’Italia, coinvolgendo tutta la filiera (alberghi, centri congressi, agenzie organizzatrici, aziende di trasporti, società di catering e di servizi tecnici) e l’intera destinazione (ristoranti, taxi, musei, shopping, etc.).

Congressi e convegni sono volano di produttività e formazione e sono uno strumento decisivo per espandere le esportazioni delle imprese italiane.

È fondamentale sottolineare che il settore dei congressi e degli eventi è estremamente professionalizzato e sicuro: i centri congressi, gli alberghi e tutta la filiera connessa all’organizzazione dei congressi hanno investito in sistemi di sanificazione, si sono dotati e applicano protocolli di sicurezza ancora più rigidi di quelli stabiliti nelle “Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative” approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Prevedere poi che in una location sia possibile svolgere attività di spettacolo, fieristica, o una manifestazione sportiva in presenza di pubblico ma non un’attività “convegnistica” appare incomprensibile e certamente discriminatorio nei confronti dei soli organizzatori congressuali e di eventi.

La chiusura dei congressi mette in definitivo lockdown un settore che oggi ha già cancellato più della metà degli eventi previsti per il 2020 e che, privato della possibilità di programmazione, non ha nessuna possibilità di lavorare anche nel 2021.

Un congresso, un convegno o qualsiasi altra tipologia di evento pubblico o privato richiede mesi se non anni di programmazione.

Covid, Fipe-Confcommercio: “Lo Stato ci aiuti a sopravvivere.

Subito contributi per catering, bar e locali serali”

“Scongiurare una nuova chiusura generalizzata deve essere la priorità assoluta per ciascuno di noi. Ma stiamo chiudendo uno dopo l'altro. Se agli operatori della ristorazione e dell’intrattenimento viene chiesto l'ennesimo sacrificio, è necessario che lo Stato ci metta nelle condizioni di sopravvivere. L’ultimo Dpcm avrà un effetto devastante sul catering, sui bar e soprattutto sui locali notturni e sulle imprese dell’intrattenimento. Parliamo di una mazzata sui fatturati dei pubblici esercizi da 470 milioni di euro ogni mese. Ecco perché è necessario destinare immediatamente contributi a fondo perduto per coprire i mancati incassi. Ed è necessario che sindaci e presidenti di Regione incrementino i controlli nelle zone della movida per punire i comportamenti irresponsabili e scorretti. L’obiettivo deve essere quello di ridurre al minimo indispensabile la durata delle nuove misure restrittive”.

Così Fipe–Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi.

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Ristoratori in piazza a manifestare i tutta Italia il grido d'allarme dei pubblici esercizi: “Siamo a terra”

Una manifestazione organizzata da Fipe-Confcommercio per oggi, mercoledì 28 ottobre in 24 città. “Ribadiamo il valore economico e sociale del nostro settore, le imprese sono fatte per vivere”

Le Terme sono aperte e sicure, grazie ai protocolli di sicurezza rigorosi ed ai presidi sanitari

Chiediamo aiuto a tutti gli operatori dell'informazione per evitare un clamoroso malinteso

Albergatori con il fiato sospeso. Trattamenti discriminatori sarebbero incomprensibili

Chiediamo che il contributo a fondo perduto venga destinato anche agli alberghi ed alle terme

Il piatto piange…

Mercoledì 28 ottobre, flashmob di Confcommercio provinciale a Cuneo. Il mondo dei locali e della ristorazione scende in piazza: “#siamoaterra”