Decreto Ristori Quater: Dimenticati ancora i negozi di camicie e maglierie che hanno subito restrizioni in zona rossa

Decreto Ristori Quater: Dimenticati ancora i negozi di camicie e maglierie che hanno subito restrizioni in zona rossa

"Persa un'altra occasione per recuperare l'imperdonabile dimenticanza e la grave iniquità"

Federazione Moda Italia-Confcommercio chiede maggiore attenzione alle richieste delle imprese del commercio del settore moda non solo con lo slittamento delle scadenze, ma anche con indennizzi a tutte le attività che hanno subito perdite indipendentemente dalle chiusure per Dpcm.

“Tuttavia – afferma Renato Borghi, presidente di FederazioneModaItalia-Confcommercio – è stata persa un'altra occasione per rimediare all'assurda esclusione dei negozi di camicie e maglierie con codice ateco 47.71.30 dalle misure previste per le attività in zone rosse chiuse per decreto. Negozi che hanno perso qualsiasi tipo di entrata e che, estromessi ingiustamente dai Decreti Ristori bis, ter e ora anche quater, non possono inspiegabilmente accedere alle seppur parziali soluzioni per la loro sopravvivenza come il contributo a fondo perduto ed il credito d'imposta del 60% dell'affitto per i mesi di ottobre, novembre e dicembre”.

“Al governo – prosegue Borghi – chiediamo di trovare una rapida soluzione per indennizzare questi negozi di camicie e maglierie che esistono e si sentono abbandonati e traditi per la terza volta consecutiva. L'utilizzo di codici ateco ha creato figli e figliastri”.

“Abbiamo chiesto di poter esercitare il nostro diritto di fare impresa e di lavorare - conclude Borghi. C'è una gran voglia di ripartire, ma va incoraggiata. Continuiamo a chiedere, però, indennizzi congrui alle effettive perdite di fatturato delle nostre aziende in tutta Italia, nel decreto ‘finale'. La gravità dello scenario è sotto gli occhi di tutti e pure dell'Agenzia delle Entrate. Gli strumenti oggi ci sono; basta guardare i corrispettivi telematici delle nostre imprese”.