Federalberghi Extra

Federalberghi Extra

Sindacato italiano delle attività ricettive extralberghiere

La ricettività extralberghiera di bed & breakfast, affittacamere e locande, case e appartamenti vacanze/residence, residenze di campagna o country house, case per ferie e ostelli.

Rappresentanti
Silvia Ferrero Rappresentante

Nominati i vice presidenti dell’Associazione Albergatori, Danilo Rinaudo (vicario), Carlo Giorgio Comino, Giacomo Badellino, Federica Toselli, Alessandro Pavesio

Nella riunione tra i temi affrontati anche il grave problema dell’enorme rincaro dei costi energetici che si sta abbattendo sul costo materie prime ed a cascata si ripercuoterà sui costi finali dei pubblici esercizi e dell’ospitalità in particolare

Chiesa, “impossibile assorbire questi aumenti mantenendo la qualità”

A seguito del rinnovo del proprio Consiglio direttivo provinciale avvenuto lo scorso mese, recentemente si è riunita la Giunta esecutiva dell’Associazione Albergatori per la nomina dei vice presidenti ed affrontare i temi più scottanti del momento per il Turismo.

Sono stati confermati alla vice presidenza Danilo Rinaudo, quale vicario, presidente dell’Ascom di Saluzzo, Carlo Giorgio Comino, presidente dell’Ascom Monregalese, mentre sono stati chiamati a tale ruolo Giacomo Badellino, presidente dell’Ascom di Bra, Federica Toselli, presidente del Sindacato dei Locali da Ballo Silb-Fipe ed Alessandro Pavesio in rappresentanza dell’Associazione Cuochi Provincia Granda.

“La nuova Presidenza – afferma – il Comm. Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo, aderente a Confcommercio - insieme ai gruppi di lavoro su temi specifici ed all’intero Consiglio direttivo sarà di assoluta utilità per affrontare i problemi del Turismo ed accompagnare le aziende a quella rinascita che tutti ci auguriamo ma che dobbiamo costruire insieme alle istituzioni, nazionali e locali”.

“Durante la riunione – precisa Chiesa – è stato affrontato il problema dell’enorme rincaro dei costi energetici e, di conseguenza, delle materie prime che si sta ripercuotendo sulla stessa sostenibilità delle nostre aziende, in quanto senza interventi del Governo centrale è impossibile il mantenimento della qualità dei prodotti utilizzati e del servizio”. “A questo si aggiunge la preoccupazione dei nostri associati che si trovano in situazione di forte disagio a seguito delle norme stringenti legate alla pandemia, della proroga dello stato di emergenza che, per contro, non sono controbilanciate da forme di sostegno quali la proroga delle moratorie sui mutui, della cassa integrazione e del credito d’imposta legato agli affitti”.

“Ringrazio i Colleghi membri di giunta e del consiglio – conclude Chieda – per la collaborazione e disponibilità; il ruolo dell’Associazione, da sempre fondamentale per la base associativa, in questo momento storico risulta quanto mai essenziale per il lavoro comune a favore dello sviluppo del settore nel mandato che dovrà essere di rinascita e crescita”.

Hotel, la grande crisi: -71% di presenze nelle città d'arte

Federalberghi ai Sindacati: senza cassa covid situazione insostenibile

La situazione generata dalla pandemia continua a tartassare il turismo italiano ed in particolar modo il comparto ricettivo. Ad evidenziare il tema della grande crisi per gli hotel sono i dati recentemente diffusi da tutti gli osservatori nonché il desolante scenario delle città d’arte, private del turismo straniero.

La nuova ondata di contagi, inoltre, ha determinato un’ulteriore diminuzione delle già scarse presenze nelle strutture ricettive, aggravandone la situazione economica e finanziaria.

Il quadro assume l’aspetto più allarmante proprio nelle località nelle quali maggiore è il peso delle presenze degli stranieri.

Per scongiurare la deflagrazione della crisi, il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, si è rivolto ai segretari generali delle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs sollecitando un incontro urgente per l’esame delle prospettive del settore e per la verifica dell’attuazione delle richieste avanzate dalle parti sociali a Governo e Parlamento.

“Le grandi città, che nel 2019 rappresentavano un quinto delle presenze turistiche registrate in Italia, hanno subito un crollo del 71% nel 2021: è pressoché impossibile sopravvivere con questi dati” dichiara Bocca.

“Non stupisce quindi - prosegue il presidente dell’associazione degli albergatori - che molte imprese siano chiuse da marzo 2020 e che molte altre purtroppo torneranno a chiudere nei prossimi giorni, a causa di una domanda stagnante e del clima d’incertezza generalizzato”.

“A fronte di ciò – sottolinea ancora Bocca - non hanno ad oggi trovato riscontro i pressanti inviti rivolti al Governo e al Parlamento per l’adozione di misure emergenziali in favore del settore che abbiamo a più riprese congiuntamente richiesto e, in particolare, la proroga degli ammortizzatori sociali Covid-19”.

In relazione a quest’ultimo aspetto, l’impedimento nel poter fare ricorso all’integrazione salariale di emergenza sta portando – nelle realtà maggiormente colpite dalla crisi – alle aperture di tavoli sindacali per la riduzione di personale.

E’ evidente che si sta vivendo un dramma quotidiano, che rischia di provocare un contraccolpo durissimo ai 500 mila lavoratori e di conseguenza alle loro famiglie.

Dati Istat, Federalberghi: nessun trionfalismo per il Turismo, il 2020 anno peggiore della storia

In riferimento ai dati diffusi stamani da Istat ed ai toni entusiastici con i quali sono stati commentati, Federalberghi esprime “tutta la sua contrarietà”.

 “Questi dati – riporta la nota dell’associazione degli albergatori - ci lasciano con l’amaro in bocca. Nessun trionfalismo riteniamo possa aver ragione d’essere in relazione alla classifica europea secondo la quale l’Italia sarebbe il paese meno danneggiato dalla scarsa presenza dei turisti nel periodo pandemico. In realtà il 2020 è stato l’anno peggiore della storia, considerando poi che nei primi mesi dell’anno, quelli cioè caratterizzati dal lockdown, era vietato viaggiare se non per motivi essenziali (lavoro, salute, ecc.). Ha quindi davvero poco senso festeggiare un primato fittizio, a fronte di una realtà in cui il mercato è ben lontano dai livelli del 2019”.

“Lo stesso report dell’Istat – prosegue la nota della Federalberghi - sottolinea che le grandi città, che nel 2019 rappresentavano un quinto delle presenze totali, hanno subito un crollo del 71% nel 2021. Non stupisce quindi che molte imprese siano chiuse da marzo 2020 e che molte altre purtroppo torneranno a chiudere nei prossimi giorni, a causa di una domanda stagnante e del clima d’incertezza generalizzato. E’ pressoché impossibile pensare che qualunque azienda di altro settore diverso dal nostro possa sopravvivere con questi dati”.

Gli italiani cauti: il week end della Befana messo in crisi da Omicron. Regge la montagna ma senza alcun pienone. Sugli sci ma solo fino al 9 gennaio. Città d'arte al minimo storico in assenza di turismo straniero

Bocca: Situazione drammatica. Senza prenotazioni il buio davanti a noi

Da una parte, la variante omicron del virus covid 19 che ha provocato la drammatica quarta ondata dei contagi proprio nel pieno delle festività natalizie. Dall’altra una crisi economica crescente che continua a penalizzare le aziende di tutta la filiera turistica. In questo scenario poco rassicurante, era difficile potersi aspettare un boom di partenze tra gli italiani nel fine settimana dell’Epifania.

Malgrado il calendario offra un’occasione ghiotta per programmare una vacanza, prevedendo la festività della Befana nella giornata di giovedì, non vi sarà quel gran pienone che in altra occasione ci si sarebbe potuti aspettare.

Qualcosa si muove, ma senza alcun record di presenze. La montagna “resiste” sino al 9 gennaio (si tratta di un tasso di occupazione mediamente del 60%) ma per i periodi successivi ci sono pochissime prenotazioni. Nessuna località annuncia il “tutto esaurito”.

Le città d’arte sono al minimo storico, mediamente sotto il 30%. Il turismo straniero è pressoché assente ed i prezzi stessi risultano essere in calo.

Al mare e ai laghi, molte delle strutture che solitamente venivano tenute aperte per le festività, sono state chiuse dopo Capodanno o addirittura non hanno aperto per nulla.

“La situazione è drammatica – afferma Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi - C’è grande preoccupazione. Il comparto non vive solo delle festività natalizie, un periodo peraltro che, già di suo, non ha potuto offrire grandi performance. Gli imprenditori del ricettivo sono estremamente allarmati per lo scenario che si presenterà da metà gennaio in poi. Oppressi dalle difficoltà causate dalla pandemia e dalle ulteriori misure restrittive imposte dal Governo che fanno da deterrente agli arrivi del turismo straniero, fanno fatica a vedere la luce in fondo al tunnel, essendo l’Italia un paese il cui turismo produce normalmente il 13% del pil e vivendo per oltre il 50% di turismo proveniente dall’estero”.

“La domanda dall’estero è ai minimi – prosegue Bocca - e la situazione si è aggravata in seguito all’impossibilità di accogliere in albergo coloro che sono stati vaccinati con un vaccino non riconosciuto dalla European Medicines Agency (EMA). Inoltre, la totale assenza di prenotazioni per i prossimi mesi rende impossibile qualunque programmazione per le attività aziendali: così abbiamo il buio davanti a noi”.

Non bisogna dimenticare, ricorda la Federalberghi, che molte strutture sono chiuse e molte torneranno a chiudere, anche in considerazione dell’aumento considerevole dei costi di gestione (in primis gas ed energia elettrica).

“Le imprese sono allo stremo delle forze anche a causa del venir meno del sostegno dello Stato – conclude Bocca - Già nel secondo semestre 2021 sono venuti a mancare il credito d’imposta sugli affitti e l’esonero dal pagamento dell’IMU, mentre il 31 dicembre hanno avuto termine la moratoria sui mutui e la cassa integrazione covid. Di questo passo sarà quasi impossibile per le nostre aziende immaginare un futuro”.

Oltre 14mln di italiani in viaggio per le feste di Natale (-19,9% sul 2019), diminuiscono le partenze per Capodanno: 4,4mln (-48,2%), il giro d'affari complessivo cala del 19,6%

"Si cerca lo svago ma si ha in testa il green pass, un turismo di prossimità che, speriamo, aiuti le città d'arte"

“Non sarà un Natale come gli altri, sarà il Natale dei Green Pass. Nonostante le difficoltà e i timori della quarta ondata tuttavia, forti della copertura della terza dose, gli italiani riusciranno comunque a darsi una destinazione, restando soprattutto nei confini nel proprio paese e tenendo ben a mente le misure di sicurezza contro la diffusione del covid.

Sceglieranno di partire ma raccorciando le distanze, privilegeranno la montagna, optando per località il più possibile vicine alla propria città di residenza a punteranno al relax. Non possiamo dire che saranno spensierati: il giro di affari complessivo cala infatti del 19,6%. Ma certo i viaggiatori di questo Natale 2021 daranno voce all’esigenza di solennizzare le feste, cercando di esorcizzare le paure provocate dalla pandemia”.

E’ un quadro particolare quello che descrive il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, emerso dall’indagine previsionale sul movimento turistico degli italiani per le festività natalizie, realizzata dalla ACS Marketing Solutions.

“Il Natale è principalmente l’occasione per ricongiungersi con i propri cari – prosegue Bocca - Non stupisce quindi che la maggior parte dei viaggiatori punterà alla casa di parenti o amici”.

“Il giro di affari registra un incremento per il Natale mentre scende in merito alle vacanze di fine d’anno. In primis va considerato che la motivazione di coloro che non si muoveranno è drammaticamente legata alle condizioni economiche che non consentono purtroppo di pianificare un viaggio”.

“Ma c’è da notare che la rinuncia del viaggio di Capodanno è strettamente legata all’esigenza di tenersi lontani da situazioni a rischio come feste o cenoni, la consuetudine cioè del 31 dicembre. La situazione di incertezza, le ulteriori restrizioni e la presenza di una nuova variante del virus hanno fatto da deterrente alla ricerca di svago e divertimento tipici dell’ultimo dell’anno”.

“Non c’è da stupirsi se saranno pochi coloro che decideranno di partire per l’estero. Di contro, è evidente che pesa sempre più la mancanza del turismo straniero, il che continua a penalizzare enormemente soprattutto le nostre città d’arte che speriamo vengano aiutate dal movimento turistico interno che si profila per questo Natale”.

“Non sarebbe stato possibile aspettarsi un andamento esaltante in questa vacanza natalizia – conclude Bocca – Resta il fatto che per il settore è drammatico veder perdere altri punti proprio in riferimento alla stagione solitamente tra le più performanti. Risulta sempre più evidente che per risollevare il comparto c’è necessità di sostegni poderosi che rendano sostenibile una vera ripresa”.

Giorgio Chiesa confermato presidente dell’Associazione Albergatori, il settore sindacale di Confcommercio che si occupa di enogastronomia, ospitalità e ricettività, divertimento e spettacolo ed incoming

“Ringrazio i colleghi per la fiducia, sarà un coinvolgimento condiviso tra le varie Anime del Turismo per la crescita dell’intero settore”

Nei giorni scorsi si è riunito il nuovo Consiglio direttivo dell’Associazione Albergatori, composto dai rappresentanti di categoria delle dieci ascom territoriali, per il rinnovo delle proprie cariche sociali.

L’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo, aderente a Confcommercio della Granda, è il comparto storico che raggruppa tutte le categorie del Turismo, della ricettività ed ospitalità, dell’enogastronomia e dell’incoming, alberghi, bar, ristoranti, trattorie e pizzerie, pasticcerie, rifugi alpini, campeggi e turismo all’aria aperta, locali da ballo divertimento e spettacolo, agenzie di viaggio, bed & breakfast, street food, i consorzi turistici e l’importante Associazione Cuochi Provincia Granda.

“L’Associazione Albergatori – interviene Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – riveste un ruolo importante all’interno del nostro sistema ed abbraccia molte categorie, tutte importanti, che hanno subito enormi danni dalla pandemia.”

“Ora si sta ripartendo ma è necessario ancora un forte sostegno da parte delle Istituzioni, nazionali, regionali e locali”.

Nel corso della riunione i presenti hanno acclamato il Comm. Giorgio Chiesa a Presidente per il prossimo mandato.

“Ringrazio i colleghi per la fiducia – afferma il neo eletto Presidente Giorgio Chiesa – la nostra Associazione si compone di tante anime, con varie espressioni al suo interno”. “È importante il ruolo coadiuvante del Consiglio direttivo del quale fate parte e quello della giunta esecutiva e dei vice presidenti, in quanto l’Associazione dovrà partecipare ed essere parte attiva in tutti i tavoli istituzionali necessari per la rinascita e consolidamento delle nostre categorie”.

“Sarà necessario – conclude Chiesa – l’impegno di tutti i partecipanti al Consiglio direttivo, sia quelli oggi in presenza che quelli collegati in video conferenza, per contribuire con determinazione al mandato che dovrà essere di rinascita e crescita”.

Il neo presidente ha poi indicato, con l’approvazione dei presenti, i componenti della Giunta Esecutiva nelle persone di: Nicola Gallina per la Zona di Alba, Giacomo Badellino ed Umberto Ferrondi per Bra, Daniele Lubatti per il Carruccese, Andrea Silvestro per Cuneo, Carlo Giorgio Comino per il Monregalese, Danilo Rinaudo per il Saluzzese, Alessandro Pavesio per l’Associazione Cuochi Provincia Granda, Michele Pianetta e Francesco Modaffari per il settore alberghiero, Marco Bertorello per la ristorazione, Mattia Germone per i bar, pasticcerie e gelaterie, Silvia Ferrero per i campeggi e Federica Toselli per i locali da ballo, mentre i vice presidenti verranno nominati in occasione della prima riunione della stessa.

Completano il Consiglio direttivo Massimo Camia (Alba), Renzo Montà e Federico Boglione (Bra), Paolo Pavarino (Ceva), Andrea Macario, Elio Parola e Marco Basso (Cuneo), Davide Pagliano (Fossano), Fabrizio Dho (Mondovì), Giovanna Maria Ravalli, Stefano Fornetti e Giampiero Gianaria (Saluzzo), Manuela Giuganino ed Emilio Aledda (Savigliano), Beppe Carlevaris (Conitours), Ferruccio Ribezzo (Consorzio Langhe Monferrato e Roero), Riccardo Veglia (Consorzio Terre Reali del Piemonte), Marco Andreis (Consorzio Valle Maira), Andrea Caula e Roberta Genre (rifugi alpini), Paolo Destefanis (ristorazione), Pino Adamo (pizzerie), Alberto Giraudo, Andrea Delsoglio e Vincenzo Tarable (bar, pasticcerie, gelaterie), Christian Seymand (campeggi), Simona Oliveri (bed & breakfast e affittacamere), Ignazio Sanneris (catering e street food), Fabrizio Pio (agenzie di viaggio).

Tanta voglia di ponte: per l'Immacolati in viaggio 10 mln di italiani

Tra città d'arte, natura e relax si sceglie l'Italia (92,3%), soggiorni più lunghi (3,4 notti) e giro d'affari di 3 mld, "Su timori e incertezze vince la vacanza"

“Dopo essere stati costretti a forme di isolamento forzato, sottoposti a stop and go dovuti alla circostanza della pandemia, esasperati dall’incertezza e dai tanti timori, gli italiani sembrano voler dimenticare per un attimo le difficoltà e concentrarsi su quel che si può, ovvero una piccola e benefica vacanza, costruita attorno a cose e località vicine, ritornando nel cuore della natura, prediligendo la montagna, le passeggiate nel verde, i patrimoni culturali delle nostre città d’arte, gli eventi enogastronomici ed anche le terme. Il tutto all’insegna del relax. Se il nostro turismo interno segna un movimento del 92,3 per cento di viaggiatori italiani che partiranno per il ponte dell’Immacolata, questo è un segnale da non trascurare e soprattutto da considerare essenziale per le strategie future. A mio avviso rappresenta un buon auspicio per l’apertura della stagione invernale”.

Così commenta il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, i risultati dell’indagine previsionale realizzata per la Federazione da ACS Marketing Solutions sul movimento turistico degli italiani in riferimento al Ponte dell’8 dicembre.

“E’ chiaro – prosegue Bocca - che guardiamo a questa data come ad una prova generale per l’andamento del comparto nella prospettiva del Natale. C’è da dire che la festività quest’anno cade di mercoledì, offrendo un’occasione ghiotta per i più desiderosi di staccare dalla routine per prolungare il progetto di vacanza. Secondo la nostra indagine, infatti, gli italiani in movimento per il ponte trascorreranno una media di 3,4 notti fuori casa, producendo complessivamente un giro di affari di oltre 3 mld di euro”.

“Dalla rilevazione sembra ci sia stato quasi un ritorno alle antiche abitudini pre-covid in termini di prenotazioni: oltre ad aver programmato il viaggio in luoghi di prossimità, queste persone si sono preoccupate di prenotare il proprio soggiorno fuori con largo anticipo (il 30,3% degli intervistati ha prenotato un mese prima)”.

“Purtroppo l’allarmismo generalizzato e la confusione destata dai timori della quarta ondata pandemica possono avere un effetto negativo sul sentiment del viaggiatore – conclude Bocca – Con la certezza che il rigore sui vaccini sia essenziale per scacciare ogni paura, confidiamo che si creino tutte le condizioni per garantire i migliori numeri anche in occasione delle imminenti festività natalizie”.

La crisi per gli alberghi continua

"Due mesi estivi non bastano a risollevare il settore, c'è ancora bisogno di misure di sostegno"

“I dati ISTAT sul fatturato dei servizi delle aziende ricettive fotografano una realtà tragica, che è sotto gli occhi di tutti, anche se molti si ostinano a rivolgere lo sguardo altrove, illudendosi che l’andamento favorevole della domanda italiana durante la seconda parte dell’estate sia stato sufficiente a compensare due anni di carestia.”

Con queste parole il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, commenta i dati diffusi ieri dall’Istituto Nazionale di Statistica sul fatturato dei servizi di alloggio nei primi nove mesi del 2021, dai quali si può desumere un calo del 35,8% rispetto al corrispondente periodo del 2019.

“A questo punto dell’anno - evidenzia Bocca - i conti sono pressoché definitivi: ben che vada il settore ricettivo italiano chiuderà il 2021 con una perdita di quasi 10 miliardi di euro rispetto al 2019. Nei due anni (2021 e 2020), la perdita complessiva è di circa 24 miliardi di euro.”

“In questo momento soffrono soprattutto le destinazioni e le strutture ricettive che si rivolgono al mercato straniero, in specie quello di lungo raggio. Lavorano a scartamento ridotto pure i meeting e i congressi, anche a causa delle limitazioni alla capienza delle sale congressuali, per le quali più di un mese fa la Conferenza delle regioni aveva individuato una soluzione, che però stenta a materializzarsi. Attendiamo le festività di fine anno con il fiato sospeso, nella speranza che l’andamento dell’epidemia e le nuove misure di contenimento non procurino ulteriori danni”.

“Nei giorni scorsi - segnala il presidente degli albergatori - il Governo è rimasto sordo alle nostre legittime aspettative e ha rigettato gli emendamenti al decreto fiscale che propongono di lenire le sofferenze delle strutture turistico ricettive prorogando l’esonero dal pagamento dell’IMU e del credito d’imposta sugli affitti per le imprese che versano in maggiori difficoltà.”

“C’è ancora tempo per intervenire - conclude Bocca - e ci auguriamo che entrambe le misure vengano riconsiderate, quando il decreto fiscale approderà in Aula o durante la discussione della legge di bilancio.”

Ognissanti, un ponte per oltre 10 mln di italiani. Le grandi partenze hanno destinazione Italia (90,5%)

Apertura pre natalizia con giro d'affari di 3 mld. "E’ linfa per le nostre città d'arte, con il nuovo decreto gli alberghi si preparano per il 2022 ".

“L’emozione per il viaggio sta tornando a farsi sentire. Gli italiani hanno scelto il ponte di Ognissanti per rompere gli indugi e ricacciare indietro la paura del contagio, grazie alla maggior sicurezza acquisita dall’alta percentuale di vaccinati”.

Commenta così Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, il risultato dell’indagine previsionale effettuata dall’Istituto ACS Marketing Solutions riguardo il movimento turistico degli italiani relativo alla prima vacanza pre-natalizia, quella che segna virtualmente l’apertura della stagione invernale.

“Se il buongiorno si vede dal mattino – aggiunge Bocca – il fatto che oltre dieci milioni di nostri connazionali abbiano deciso di dedicarsi un periodo di vacanza, di impegnare tempo e denaro in questa impresa, questo non può che essere un segnale di luce, insomma di grande ripresa. Anche se non possiamo ancora dire di essere fuori dal tunnel. E’ un’impennata positiva dovuta al movimento degli italiani. Con il decreto reso ufficiale nel Cdm di ieri, gli alberghi si preparano a costruire il futuro per il 2022, auspicando che il turismo straniero torni ad essere centrale”.

 “Quello che traspare dai nostri dati – prosegue il presidente di Federalberghi - è che si ha forte il desiderio di tornare alla tradizione senza lasciare l’Italia ma anzi, immergendosi nello splendore delle nostre città d’arte, ovvero quelle che risultano essere le destinazioni prescelte dalla maggioranza dei viaggiatori. Il che significa dare linfa a località prestigiose e celebratissime del nostro Paese che tuttavia hanno patito e stanno ancora patendo gli effetti più devastanti della pandemia”.

“C’è anche tanta voglia di ritrovarsi con i propri cari e di pianificare viaggi anche di prossimità. La montagna, seguita dalle località di mare, si rivela a sua volta una delle mete favorite dei viaggiatori che intendono godersi una pausa di relax e divertimento in occasione di un ponte peraltro beneficato dal calendario, che quest’anno fa cadere la festività nella giornata del lunedì”.

“Sono in lieve risalita anche le destinazioni dedicate al benessere. Il bonus terme, l’incentivo pensato per promuovere i servizi termali nell’era post-Covid, sta forse già mostrando i suoi frutti. Auspichiamo che si prosegua sulla strada del forte sostegno al settore. Perché a fronte di questi dati rassicuranti, siamo consapevoli del fatto che il terremoto provocato dalla pandemia abbia lasciato il segno e non possiamo permetterci il rischio che essa continui a penalizzare il sistema dell’ospitalità italiana”.

Il Consiglio dei Ministri approva le misure del PNRR a sostegno delle imprese turistiche

"Importante iniezione di fiducia per le imprese ed i lavoratori. Ringraziamo il Ministro Garavaglia per aver accolto le istanze di Federalberghi"

“Un’importante iniezione di fiducia per le imprese e i lavoratori del turismo.” E’ questo il primo commento di Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, alla decisione odierna del Consiglio dei ministri, che avvia la realizzazione delle previsioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza relative al settore turismo.

Le misure previste dal decreto – afferma il presidente degli albergatori italiani – “offrono un importante contributo alla ripartenza, in quanto supportano la riqualificazione delle strutture ricettive, con contributi a fondo perduto e credito d’imposta, e accompagnano l’erogazione del credito, per assicurare la continuità aziendale delle imprese del settore turistico e garantire il fabbisogno di liquidità e gli investimenti”.

Ringraziamo il ministro Garavaglia - conclude Bocca - per aver accolto le istanze di Federalberghi, attivando strumenti per aiutare le imprese a superare questa fase che per molti è ancora complicata e a effettuare gli investimenti necessari per competere con l'agguerrita concorrenza internazionale".

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