La campagna di Confcommercio #comprosottocasa perché mi sento a casa

La campagna di Confcommercio #comprosottocasa perché mi sento a casa

Chiapella: “Il senso di comunità passa (anche) dal commercio di vicinato”

Dopo l'emergenza Covid, famiglie e imprese vivono oggi una nuova pandemia nella quale inflazione, caro energia e il protrarsi della guerra in Ucraina condizionano i comportamenti di consumo, orientati al risparmio e alla prudenza, generando un diffuso senso di incertezza. C'è però, ed è forte, la voglia di normalità e soprattutto il desiderio di trascorrere con un po' più di serenità le prossime festività natalizie. Possibilmente rispettando la tradizione, anche attraverso il "rito" del regalo.

“Per questo motivo – afferma Luca Chiapella, presidente Confcommercio Imprese per l'Italia della provincia di Cuneo - Confcommercio provincia di Cuneo ha lanciato quest'anno la campagna social "#ComproSottoCasa perché mi sento a casa" con l'obiettivo di valorizzare il ruolo di aggregatore sociale che le attività commerciali, come negozi, bar, ristoranti, svolgono nelle città e nei paesi ed evidenziare il forte legame che esiste tra gli abitanti di un territorio ed i suoi negozi. Un legame che in questa campagna, condivisa con le nove Ascom territoriali (Cuneo, Alba, Bra, Carrù, Ceva, Fossano, Mondovì, Saluzzo e Savigliano), è rappresentato visivamente da un grande nastro rosso, quello tipico dei pacchi regalo, che lega la comunità alle attività commerciali, ed enfatizzato da un mood natalizio che ha proprio l'obiettivo di trasmettere il calore della socialità e il piacere di vivere le vie delle città e dei paesi durante le festività e non solo..”

Prosegue Chiapella “Gli esercizi di vicinato sono “luoghi di comunità, lontani dalle logiche degli algoritmi”, nei quali, come sottolinea la campagna, ci sentiamo a casa.  In una provincia come quella cuneese, queste realtà sono la spina dorsale del tessuto economico e della vita di  comunità. Veri centri di aggregazione in cui viene facilitata e sostenuta la convivialità e la costruzione di legami, spesso veri e propri presidi del territorio, sia nelle città, nei quartieri, ma soprattutto nei piccoli borghi e paesi di montagna e di pianura.”

“Vogliamo puntare l’attenzione – conclude Chiapella - sul rapporto umano “one to one”, estraneo alle fredde logiche degli algoritmi, dove un saluto caloroso, la stretta di mano, la complicità di un'occhiata fanno la differenza e contano ancora tanto scaldandoci il cuore.”