La richiesta è da indirizzare ad altri operatori al dettaglio, forse più grandi

La richiesta è da indirizzare ad altri operatori al dettaglio, forse più grandi

Ciancia, “Il Macellaio tradizionale è l’ultimo anello della filiera, con consistenti costi per lo smaltimento degli scarti di macellazione, la pandemia ha ridotto la capacità di spesa della clientela”

“Abbiamo letto l’intervento apparso sui mass media – interviene Chiaffredo Ciancia, presidente del Sindacato Macellai tradizionali Federcarni-Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – riguardante lo studio sulla redditività dell’allevamento della Razza Piemontese, i cui risultati sono stati condivisi con i principali operatori del comparto in un convegno organizzato in via telematica lo scorso 7 giugno, al quale hanno partecipato i componenti dei CdA di Coalvi, Anaborapi, Arap, Co&Co, Compral, Amici della Piemontese, La Granda ed Asprocarne”.

“In primo luogo – precisa Ciancia - ci dispiace non essere stati invitati a questo convegno, in quanto il Macellaio tradizionale è l’ultimo anello della filiera della carne; in secondo luogo comprendiamo la situazione e comprendiamo le difficoltà del settore dell’allevamento zootecnico”.

“Respingiamo al mittente – afferma Chiaffredo Ciancia – la richiesta di riconoscere ai produttori il giusto valore della qualità della materia prima e vantarla nei confronti dei consumatori, in quanto lo facciamo da sempre, perché il nostro rapporto con l’allevatore da sempre è alla pari, mentre sono altre organizzazioni commerciali che impongono il proprio peso contrattuale”. “Inoltre, il Macellaio tradizionale sta investendo presso gli allevatori di fiducia risorse maggiori nell’acquisto degli animali rispetto al reale valore dello stesso”.

“Inoltre, - aggiunge Ciancia – occorre considerare la forte riduzione della capacità di spesa del cliente/consumatore e gli ingenti costi che il Macellaio tradizionale sopporta per lo smaltimento degli scarti di macellazione secondo le norme di legge”.

“Il Sindacato Macellai tradizionali Federcarni-Confcommercio della provincia di Cuneo – conclude Ciancia – è da sempre a disposizione per confrontarsi sulla situazione del commercio della carne fresca, sempre con una posizione alla pari con le altre componenti della filiera”.