Guerra delle etichette, meno propaganda, non si trasformi il diritto alla salute in lotta ideologica divisiva

Guerra delle etichette, meno propaganda, non si trasformi il diritto alla salute in lotta ideologica divisiva

Ciancia, “I Macellai tradizionali garanti della qualità’”

“Meno propaganda, più unità di filiera e maggiore razionalità dando alla scienza il peso che merita”. C’è pacata determinazione e tanto pragmatismo nel richiamo che Federcarni-Confcommercio lancia all’agroalimentare italiano che appare ancora frammentato a fronte dell’Europe’s beating cancer plan, il piano d’azione in discussione in Europa che prevede nuove normative sulle etichettature anti cancro per carne e vino. Un documento che divide la comunità politica internazionale e riapre ancora una volta il dibattito sulla presunta pericolosità di alcuni pilastri del made in Italy per la salute.

“Stupisce che a fronte della proposta dei Paesi del Nord Europa, Francia e Germania in testa, che detengono primati in fatto di produzione di carne, non abbiano ancora preso una posizione in chiave protezionistica – aggiunge la nota Federcarni -. Giusto parlare della pericolosità dei nitrati nelle carni, ma è altrettanto giusto identificare il modello di controllo italiano come forse il più sicuro al mondo. Tutto ciò che arriva sui nostri banchi è certificato, sostenibile e in grado di rispondere alle esigenze di salubrità che il consumatore giustamente richiede. Non trasformiamo una necessità condivisibile e sacrosanta di salute in guerra ideologica divisiva. La scienza da tempo ha già detto la sua, ne prendano tutti atto”.

Un fatto è certo: sul tema l’Europa si mostra divisa, divisa da modelli proposti che sono molto distanti l’uno all’altro. Divisa tre volte nei modelli di etichettatura: la Francia vuole Nutriscore, i Nordici vogliono l’etichetta a serratura che chiude ogni possibilità di valorizzazione, dove non si avverte la differenza fra uso e abuso. E l’Italia? Vuole il modello batteria: vale a dire è per il consumo consapevole, poiché un prodotto italiano ha già di per sé la qualità nel brand, il famoso stile mediterraneo. L’Italia dice: facciamo la qualità. Punto.

“Qualità è da sempre il nostro mantra – interviene Chiaffredo Ciancia, presidente del Sindacato Macellai Tradizionali Federcarni-Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo -. Ricordo che il macellaio ci mette sempre la faccia, tutti i giorni. Non si nasconde dietro confezioni anonime, tantomeno alle prerogative dell’economia. Lo abbiamo dimostrato durante i mesi più bui della pandemia. Sempre lì, aperti, a garantire il presidio sociale con spirito di servizio. Al di là delle etichette, sacrosante, le informazioni al consumatore arrivano da noi. Puntuali, precise, costanti. Lo facciamo tutti i giorni da sempre. Il valore del comparto italiano è inattaccabile. È su questo che tutto il settore dovrebbe puntare, mettendo fuori gioco ideologie divisive che possono far pagare all’Italia un prezzo troppo alto e soprattutto ingiusto”.