Federalberghi

Federalberghi

Federazione delle Associazioni Italiane Alberghi e Turismo

Federalberghi da oltre cento anni è l'organizzazione nazionale maggiormente rappresentativa delle imprese turistico ricettive italiane.

Federalberghi rappresenta le esigenze e le proposte delle imprese nei confronti delle istituzioni e delle organizzazioni politiche, economiche e sindacali.

Federalberghi si propone di valorizzare gli interessi economici e sociali degli imprenditori turistici e di favorire il riconoscimento del loro ruolo sociale, l'affermazione dell'economia turistica, la promozione dell'offerta turistico ricettiva nazionale.

Federalberghi stipula contratti nazionali di lavoro, svolge e patrocina attività scientifica per l'analisi del settore, promuove la formazione imprenditoriale degli associati, assiste e coordina il sistema organizzativo a livello territoriale ed a quello regionale nelle attività di tutela delle imprese

 

Rappresentanti
Giorgio Chiesa Rappresentante
Danilo Rinaudo Rappresentante

Le terme italiane sono aperte e grazie alle nuove regole potranno offrire maggiori servizi

"Apprezziamo gli indirizzi formulati dalle Regioni, che confermano gli alti standard di sicurezza garantiti dalle aziende termali."

E' questo il commento di Emanuele Boaretto, presidente di Federalberghi Terme, alla lettura delle nuove linee guida definite dalla Conferenza delle Regioni.

"Allo stesso tempo - sottolinea Boaretto - è utile ricordare che gli stabilimenti termali italiani sono aperti già oggi per le prestazioni incluse nei Livelli Essenziali di Assistenza (es. fangobalneoterapia e inalazioni) e per attività riabilitative e terapeutiche.

"Un ulteriore segnale positivo - aggiunge Boaretto - verrà dalle decisioni che il Governo si appresta ad assumere, che - stando alle prime anticipazioni - consentiranno di riprendere a breve i flussi turistici e sanitari idonei a far ripartire il settore dopo un anno di grosse difficoltà.

“Non capiamo bene infine - conclude Boaretto - a quali potesi di termalismo si faccia riferimento quando si parla di riaperture al primo luglio. Ci auguriamo solo che eventuali profili di limitazioni alle attività termali presenti ad oggi nei testi normativi vengano aboliti al più presto”.

Celebrata a Cuneo l’ottava edizione della Giornata nazionale “Legalità ci piace!” in collegamento streaming con Confcommercio nazionale

Chiapella, “Occorre porre attenzione alle istanze delle imprese, la pandemia, la crisi di liquidità e la stagnazione dei consumi rischiano di esporre gli imprenditori a fenomeni criminali

Al termine consegnato a S.E. il Prefetto il documento sul fenomeno in Provincia

Grazie alla presenza in video di S.E. il Prefetto Fabrizia Triolo, del Questore Nicola Parisi e di Autorità civili e militari della Provincia e dei presidenti delle dieci Ascom territoriali e dei presidenti delle categorie rappresentate, si è tenuto oggi l’ormai tradizionale appuntamento di Confcommercio, occasione nella quale porre al centro dell’attenzione le problematiche legate al fenomeno dell’illegalità e dell’abusivismo. Al termine è seguito un incontro di una delegazione di Confcommercio ed Associazione Albergatori e Ristoratori con S.E. il Prefetto e la consegna del documento riguardante il tema.

Quest’anno in particolare si è posta l’attenzione su due fenomeni pericolosi legati alla crisi economica e sociale causata da Covid-19 e pandemia, il fenomeno dell’Usura e le infiltrazioni politiche nelle manifestazioni di protesta.

Intere filiere, in particolare quella del turismo – pubblici esercizi, alberghi, tour operatori, trasporti, discoteche, lo shopping, la cultura ed il tempo libero – ma anche molti comparti del commercio al dettaglio, soprattutto abbigliamento, calzature ed accessori moda, hanno registrato crolli verticali di fatturato e moltissime imprese di questi settori hanno chiuso definitivamente l’attività.

“Si tratta di una situazione – afferma Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – che soprattutto durante il primo lockdown si è resa ancor più drammatica con la “pressione” della criminalità, che si è fatta sentire su una consistente parte delle micro e piccole imprese del commercio e dei pubblici esercizi”. “Circa il 10% degli imprenditori è risultato esposto all’usura oppure a tentativi di appropriazione “anomala” dell’azienda”.

Negli ultimi sei mesi è aumentato il numero di imprenditori che ha chiesto prestiti a soggetti fuori dai canali ufficiali (14% contro 10%).

La protesta e la politica, se al di fuori di un quadro di legalità, comportano rischi reali per la tenuta sociale.

“La strumentazione del disagio sociale – precisa Chiapella – e della disperazione da parte di ambienti e politici di vario tipo vanno “a braccetto” quando la rabbia è reale, frutto di un anno di gestione dell’emergenza sanitaria legata al “Covid”.

“Si tratta di una rabbia – interviene Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo – accumulata per mancati ristori, in molti casi mai arrivati, ma soprattutto a causa di aperture annunciate e poi smentite, adeguamenti e messa in sicurezza dei locali onerose a carico di categorie che non lavorano da mesi; una rabbia dietro la quale si nascondono furbetti ed evasori, però non cambia il problema”.

“Siamo coscienti – conclude Chiapella – che lo Stato non possa farsi carico interamente delle perdite di interi settori, ma ha il dovere di dare certezze su aperture e tutelare chi non può ancora “ripartire””. “In questa situazione di tensione sociale è forte il rischio di attacco all’ordine pubblico ed alla legalità; la strumentazione politica non è ammessa dal nostro punto di vista”. “Denunciamo e condanniamo con fermezza ogni forma di protesta al di fuori della legalità; auspichiamo una significativa velocizzazione delle vaccinazioni e nel contempo date certe sulle riaperture”.

Vacanze pasquali all'estero ma non Italia, una beffa per gli operatori del turismo italiano

"Aprire i confini regionali e le porte delle attività alle persone con tampone negativo

“Gli alberghi e tutto il sistema dell’ospitalità italiana sono fermi da mesi, a causa del divieto di spostarsi da una regione all’altra. Non comprendiamo come sia possibile autorizzare i viaggi oltre confine e invece impedire quelli in Italia.”

Questo il commento di Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi alla notizia delle nuove regole che sanciscono il via libera alle vacanze pasquali all’estero.

“Se è vero come è vero che le persone vaccinate o con tampone negativo sono a basso rischio di contagio - afferma Bocca - allora questa logica deve essere applicata anche ai viaggi in Italia, così come alla possibilità di frequentare terme, impianti di risalita, riunioni, congressi e manifestazioni fieristiche”.

Federalberghi chiede che il Governo adotti con urgenza un provvedimento per “liberare” le persone munite di certificazione attestante l’avvenuta vaccinazione o il risultato negativo di un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone non oltre le quarantottore precedenti il viaggio o il risultato di un test sierologico che dimostri di essere guariti dalla malattia.

Dopo il flash mob di fine febbraio, prosegue lo stato di agitazione del Settore Wedding/Cerimonie/Eventi con l’incontro odierno con il Prefetto

Chiapella, “Con i colleghi di Insieme per il Wedding abbiamo esposto le problematiche legate alla lunga inattività di un settore che coinvolge una pluralità di interpreti”

Il settore del Wedding-Cerimonie-Eventi è profondamente provato dalla chiusura imposta dal Governo nell’ambito dei provvedimenti della pandemia.

Dopo un mese dal flash mob organizzato in Piazza Galimberti dal raggruppamento “Insieme per il Wedding” in collaborazione con Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo, vista l’assenza di un decisivo cambio di passo da parte del nuovo Governo, una delegazione del settore, composta da Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo, Comm. Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo, Marco Manfrinato, Segretario generale di Confcommercio e Paola Destefanis, Silvio Bella e Luca Giraudo in rappresentanza di “Insieme per il Wedding”, ha incontrato oggi il Prefetto Dr.ssa Fabrizia Triolo per esporre lo stato di profonda prostrazione nel quale vivono migliaia di aziende, professionisti, partite iva e lo loro famiglie.

“Con i Colleghi di “Insieme per il Wedding” – interviene Luca Chiapella, Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – abbiamo incontrato il Prefetto quale rappresentante territoriale del Governo, al quale abbiamo portato le istanze di settori diversi tra di loro, ma che insieme rappresentano una percentuale importante del Pil nazionale”.

“Come per altre circostanze – dichiara Chiapella – abbiamo riscontrato da parte della Dr.ssa Triolo profondo interesse rispetto alle problematiche portate alla sua attenzione e delle quali abbiamo ricevuto rassicurazione che verranno portate all’attenzione dei tavoli istituzionali perché si possano ricevere gli opportuni riscontri in termini economici e di prospettiva riguardante la riapertura delle attività”.

“Nel rispetto dei ruoli istituzionali - interviene Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo – abbiamo rappresentato al Prefetto che si tratta di un settore – quello del wedding-cerimonie-eventi che non rientra dei costi immediatamente, ma ha necessità di una programmazione semestrale se non annuale”.

“Come Confcommercio con “Insieme per il Wedding – conclude Luca Chiapella – ribadiamo che le aziende, i liberi professionisti e le partite iva di questo settore strategico dell’economia hanno bisogno di programmazione e questa programmazione può soltanto arrivare da una gestione dell’emergenza che consideri realmente la peculiarità delle categorie coinvolte”.

Il Wedding vuole tornare a lavorare ed a far sognare con matrimoni, cerimonie ed eventi!

Sostegni, Sappiamo che la coperta è corta, ma le risorse stanziate per il Turismo non sono assolutamente sufficienti

Al lavoro per migliorare il testo in Parlamento: Green Pass, liquidità, costi fissi, superbonus e ripartenza le nostre priorità

Non ci sorprende il fatto che la coperta dei sostegni sia corta, ma le risorse stanziate per il Turismo non sono assolutamente sufficienti. Occorre fare di più per aiutare le imprese del Turismo a uscire dal disastro creato dalla pandemia.

E' questo il commento di Federalberghi alla lettura delle bozze del decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri, che ora passa all’esame del Parlamento.

Federalberghi è già al lavoro per sollecitare l'adozione di interventi correttivi e migliorativi, durante l'esame di questo decreto e in vista dei futuri provvedimenti.

Le priorità che la Federazione degli Albergatori ha indicato al Governo riguardano anzitutto l'abolizione delle restrizioni agli spostamenti, con l'attivazione del green pass, interventi sulla liquidità (proroga delle rate dei mutui e concessione di prestiti ventennali), copertura dei costi fissi che gravano sugli immobili (IMU, affitti, TARI), incentivi per la riqualificazione delle strutture ricettive, anche mediante riconoscimento del superbonus, e sgravi contributivi per le imprese che richiamano in servizio il personale.

Federalberghi: "Ci rincuora l'esonero del canone Rai per hotel e pubblici esercizi. Siamo stati ascoltati"

"Accogliamo con favore la notizia dell’esonero del canone RAI per gli alberghi e i pubblici esercizi per l’anno 2021.

E’ una misura che Federalberghi chiede da mesi e che era contenuta anche nella petizione approvata dall’assemblea generale di Federalberghi il 26 gennaio".

Così commenta il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, il via libera all'esonero del canone Rai per le strutture ricettive ed i pubblici esercizi.

"E’ un piccolo ma importante segnale di attenzione verso imprese che sono state duramente colpite dall'emergenza epidemiologica da COVID 19 - ha sottolineato Bocca - e che nel 2020 hanno versato il canone nella misura intera, pagando per un servizio che non è stato utilizzato o è stato utilizzato solo in minima parte".

Audizione Federalberghi, Bocca: "Un ministero per il Turismo al servizio di imprese e lavoratori"

"La trasversalità del nostro settore valore aggiunto per operare il cambiamento"

“Molto spesso si parla del carattere trasversale del Turismo, ma quasi mai se ne traggono le conseguenze. La trasversalità è stata per lungo tempo utilizzata come alibi per eludere le richieste di istituire un Ministero ad hoc. Noi auspichiamo un cambio di prospettiva, in cui la trasversalità del turismo costituisca la premessa per la definizione del perimetro d’azione del nuovo Ministero”.

Sono le parole del presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, espresse in uno dei passaggi del suo intervento alla Camera in occasione dell’audizione in Commissione I riguardo il ddl sul riordino delle attribuzioni dei Ministeri.

"Il Ministero del turismo che chiediamo – ha proseguito Bocca - è un Ministero che abbia come primo obiettivo la valorizzazione delle imprese e dei lavoratori che operano nel settore e promuova l’incremento dei flussi turistici quale primo motore economico e sociale dello sviluppo del Paese, capace di generare reddito, occupazione e inclusione sociale”.

Secondo il presidente degli albergatori, il Ministero del turismo non deve occuparsi solo di politiche turistiche, ma deve sforzarsi di richiamare l’attenzione sull’impatto che tutte le politiche (ambientali, scolastiche, fiscali, sanitarie, del lavoro, dei trasporti, etc.) producono sull’economia del turismo.

Bocca ha inoltre chiesto che l’attivazione di un Ministero con competenze specifiche in materia di turismo sia seguita da un’analoga revisione dell’architettura del piano nazionale di ripresa e resilienza, distinguendo, anche all’interno del cosiddetto “Recovery Plan”, le iniziative che riguardano il turismo da quelle che riguardano la cultura.

Nel corso del suo intervento, il presidente degli albergatori si è soffermato anche sulla transizione da un Ministero all’altro, raccomandando che i tempi tecnici necessari per l’assestamento del nuovo assetto non rallentino le attività in corso, a partire dall’istituzione della banca e del codice identificativo delle strutture ricettive, per contrastare l’abusivismo dilagante, e dal bando per il riconoscimento del credito d’imposta per la riqualificazione delle imprese ricettive e degli stabilimenti termali, sul quale sembra sia consolidato il concerto dei ministeri interessati.

Bocca ha concluso il suo intervento con un richiamo alla petizione approvata dall’assemblea straordinaria di Federalberghi che, in vista dell’approvazione del decreto sostegno, ha indicato gli interventi urgenti da adottare per salvare le imprese e i lavoratori del turismo, con misure sulla liquidità, sul sostengo al reddito, sui ristori, sulla riduzione delle imposte e sulla riqualificazione dell’offerta.

“Tale documento – ha affermato in chiusura il presidente degli albergatori - rappresenta la situazione di grave difficoltà in cui si dibattono le imprese ed i lavoratori del settore e chiede l’adozione di interventi urgenti per consentirne la sopravvivenza. Non entriamo nei dettagli delle misure richieste, ma non possiamo far a meno di insistere per ottenere la massima attenzione al grido di dolore lanciato dalle imprese e dai lavoratori del settore”.

Federalberghi chiede di correggere il Decreto “Sostegni”

Calcolare il danno sull'anno pandemico ed eliminare il tetto dei 5 milioni

“La scorsa settimana, l’Istat ha certificato che nel 2020 il fatturato dei servizi ricettivi ha subito un crollo del 54,9%.

Ci saremmo aspettati che il decreto sostegni tenesse conto di questa tragedia, che mette a rischio la sopravvivenza di più di 30.000 imprese e 350.000 lavoratori, ma purtroppo non troviamo conferma nelle bozze che stanno circolando e che ci auguriamo vengano al più presto corrette.”

Con queste parole Federalberghi commenta le prime bozze del decreto “sostegno”, che contengono rilevanti differenze rispetto alle anticipazioni che erano circolate nei giorni scorsi.

“Per realizzare l’intento perequativo che più volte era stato annunciato nei mesi scorsi - afferma la Federalberghi - riteniamo necessario che il calcolo dei ristori venga effettuato considerando il danno subito nell’intero periodo pandemico (marzo 2020 - febbraio 2021).”

"Inoltre - aggiunge la Federazione degli albergatori - chiediamo che venga eliminato il tetto di 5 milioni di euro, che taglia fuori molte imprese alberghiere di dimensioni medie e grandi, e che il limite di 150.000 euro venga applicato per ogni singola struttura ricettiva (e non per impresa).”

Vicini al Mondo della Ristorazione

Il Presidente dell'Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo, a seguito dell'articolo di Elena della Trattoria da Lele di Murazzano apparso su La Stampa di ieri, 1° Marzo 2021, dichiara, anche a nome della Giunta, la sua vicinanza al mondo della ristorazione

Un mondo in sofferenza, come anche lo sono in forma diversa gli alberghi, i bar, le agenzie di viaggio, i campeggi, i locali da ballo e di spettacolo e più in generale il comparto della montagna.
Una sofferenza che deriva da una pandemia di immani proporzioni che colpisce a vario livello tutto il comparto rappresentato dall'Associazione.

 

Cominciamo col dire che i Ristoratori NON sono degli untori; un termine che fortemente rigettiamo.

Purtroppo va evidenziato, quale esempio generico, che, per una serie di concause, spesso i tempi con cui ci vengono comunicate le variazioni di colore - che inevitabilmente comportano oggettivi problemi gestionali - sono ridicoli. Tante sono le cose che possono esser migliorate per dare respiro.

Il mondo della ristorazione NON si lamenta fine a sé stesso, ben comprendendo che è vittima del momento. Ma non per questo il comparto va abbandonato.

Gli Esercenti si sono adoperati in tutto e per tutto al fine di adeguarsi alle varie normative ed hanno investito in questo ingenti risorse. Malgrado ciò a volte accade che ci sia chi tra gli avventori chi crea assembramenti che di fatto penalizzano i gestori.

Ragione per la quale il mondo della ristorazione ne patisce.

Oltre a rigettare con forza il termine di "untori" si chiede quindi una maggior attenzione alle tempistiche che stabiliscono norme a seconda del colore, si chiedono ristori adeguati parametrati ad altri Stati membri dell’Unione Europea. È noto che in alcuni Paesi i ristoranti siano altrettanto chiusi, per periodi persino più lunghi dei nostri. Ma di contro in questi Paesi i ristori riservati sono puntuali e cospicui. Di certo ben maggiori rispetto a quel poco che fino ad oggi è arrivato a noi.

Chiediamo anche politiche di vaccinazione adeguate, celeri e rispondenti alla necessità di giungere ad una sorta di immunità di gregge che consenta a tutto il comparto turistico, non solo alla ristorazione, di riprendere a operare come tutti si aspettano. E tutto quanto il Governo può e vorrà fare per dare ossigeno, quell'ossigeno che il virus priva non solo a coloro che si ammalano ma anche all’economia.

La cultura dell'enogastronomia è uno dei fiori all'occhiello del Turismo e non solo di quello.

Facciamo in modo che NON muoia! Fate in modo di preservarla, sostenendola!

L’Istat certifica il crollo del fatturato delle imprese alberghiere (meno 70% nel trimestre ottobre-dicembre)

Servono interventi urgenti per consentirci di sopravvivere

L’Istat certifica per il quarto trimestre del 2020 una perdita di fatturato per i servizi ricettivi del 70% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Se guardiamo all’intero 2020, la perdita si assesta sul 54,9%.

“L’Istituto nazionale di statistica ufficializza ciò che Federalberghi dice oramai da un anno: la crisi ha colpito gli alberghi più duramente di altri settori. E nel 2021 la situazione è ulteriormente peggiorata: a gennaio il nostro osservatorio ha registrato un calo dell’83% delle presenze turistiche rispetto allo stesso mese del 2020. Abbiamo perso il 75% dei turisti italiani ed il 90% degli stranieri. Oltretutto, quest’ultimo è il segmento che spende mediamente di più.”

“Basti solo un solo esempio: Venezia, meravigliosa città d’arte che ha iniziato a soffrire già nel novembre 2019, a causa dell’acqua alta, e non si è più ripresa. A gennaio 2021 gli alberghi veneziani hanno perso rispetto allo stesso mese dell’anno precedente l’87% in termini di occupazione ed il 91,4% in termini di ricavi per camera disponibile.”

“Dopo l’azzeramento della stagione invernale, si addensano nubi fosche anche sui prossimi mesi. La proroga delle restrizioni sino al 6 aprile ha cancellato le vacanze di Pasqua, mentre il calendario quest’anno non prevede i ponti di primavera (il 25 aprile cade di domenica e il 1° maggio di sabato). Anche la stagione estiva rischia di partire con il passo sbagliato. Chiudere le scuole il 30 giugno vorrebbe dire ritardare di quasi un mese le prime partenze. Senza considerare poi che fino a quando non verrà presa una decisione definitiva, le famiglie tarderanno a fare programmi e anche gli albergatori non potranno pianificare assunzioni, acquisti e riaperture.”

“Nel suo discorso al Senato in occasione del voto di fiducia il presidente Draghi ha dichiarato di voler aiutare imprese e lavoratori del turismo ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. Ribadiamo la nostra soddisfazione nel vedere finalmente il riconosciuto al turismo un ministero con portafoglio, ma siamo sull’orlo del baratro. Servono interventi urgenti per consentirci di sopravvivere. Le imprese alberghiere portano ricchezza sul territorio e generano occupazione. Proprio quel genere di occupazione che ha subito le conseguenze peggiori della crisi: donne e giovani. Aiutare il turismo, significa anche offrire una prospettiva ai soggetti più deboli”.

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