Figisc-Anisa

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Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti

FIGISC è la Federazione italiana che tutela i gestori degli impianti di carburante.La Federazione è da sempre attenta alle problematiche del settore,ed esercita un’attività di consulenza e assistenza a favore degli associati.

FIGISC tutela i rapporti degli associati con le diverse compagnie petrolifere, organizza incontri di categoria e si pone come obiettivo il dare risalto alla figura professionale dei gestori, anche attraverso un programma di corsi di formazione utili ad adempiere le incombenze burocratiche.

Rappresentanti
Mario Lingua Rappresentante

Celebrata a Cuneo l’ottava edizione della Giornata nazionale “Legalità ci piace!” in collegamento streaming con Confcommercio nazionale

Chiapella, “Occorre porre attenzione alle istanze delle imprese, la pandemia, la crisi di liquidità e la stagnazione dei consumi rischiano di esporre gli imprenditori a fenomeni criminali

Al termine consegnato a S.E. il Prefetto il documento sul fenomeno in Provincia

Grazie alla presenza in video di S.E. il Prefetto Fabrizia Triolo, del Questore Nicola Parisi e di Autorità civili e militari della Provincia e dei presidenti delle dieci Ascom territoriali e dei presidenti delle categorie rappresentate, si è tenuto oggi l’ormai tradizionale appuntamento di Confcommercio, occasione nella quale porre al centro dell’attenzione le problematiche legate al fenomeno dell’illegalità e dell’abusivismo. Al termine è seguito un incontro di una delegazione di Confcommercio ed Associazione Albergatori e Ristoratori con S.E. il Prefetto e la consegna del documento riguardante il tema.

Quest’anno in particolare si è posta l’attenzione su due fenomeni pericolosi legati alla crisi economica e sociale causata da Covid-19 e pandemia, il fenomeno dell’Usura e le infiltrazioni politiche nelle manifestazioni di protesta.

Intere filiere, in particolare quella del turismo – pubblici esercizi, alberghi, tour operatori, trasporti, discoteche, lo shopping, la cultura ed il tempo libero – ma anche molti comparti del commercio al dettaglio, soprattutto abbigliamento, calzature ed accessori moda, hanno registrato crolli verticali di fatturato e moltissime imprese di questi settori hanno chiuso definitivamente l’attività.

“Si tratta di una situazione – afferma Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – che soprattutto durante il primo lockdown si è resa ancor più drammatica con la “pressione” della criminalità, che si è fatta sentire su una consistente parte delle micro e piccole imprese del commercio e dei pubblici esercizi”. “Circa il 10% degli imprenditori è risultato esposto all’usura oppure a tentativi di appropriazione “anomala” dell’azienda”.

Negli ultimi sei mesi è aumentato il numero di imprenditori che ha chiesto prestiti a soggetti fuori dai canali ufficiali (14% contro 10%).

La protesta e la politica, se al di fuori di un quadro di legalità, comportano rischi reali per la tenuta sociale.

“La strumentazione del disagio sociale – precisa Chiapella – e della disperazione da parte di ambienti e politici di vario tipo vanno “a braccetto” quando la rabbia è reale, frutto di un anno di gestione dell’emergenza sanitaria legata al “Covid”.

“Si tratta di una rabbia – interviene Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo – accumulata per mancati ristori, in molti casi mai arrivati, ma soprattutto a causa di aperture annunciate e poi smentite, adeguamenti e messa in sicurezza dei locali onerose a carico di categorie che non lavorano da mesi; una rabbia dietro la quale si nascondono furbetti ed evasori, però non cambia il problema”.

“Siamo coscienti – conclude Chiapella – che lo Stato non possa farsi carico interamente delle perdite di interi settori, ma ha il dovere di dare certezze su aperture e tutelare chi non può ancora “ripartire””. “In questa situazione di tensione sociale è forte il rischio di attacco all’ordine pubblico ed alla legalità; la strumentazione politica non è ammessa dal nostro punto di vista”. “Denunciamo e condanniamo con fermezza ogni forma di protesta al di fuori della legalità; auspichiamo una significativa velocizzazione delle vaccinazioni e nel contempo date certe sulle riaperture”.

I gestori incontrano Cingolani (MiTE)

Predisporre la rete alla decarbonizzazione dei prodotti energetici per la mobilità

Le Organizzazioni di categoria dei Gestori impianti carburanti - Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio - hanno incontrato, nella giornata di ieri, il Ministro della transizione ecologica, Prof. Roberto Cingolani, alla cui attenzione hanno rimesso una proposta normativa articolata, il cui scopo dichiarato è quello di intervenire efficacemente sulla attuale rete distributiva dei carburanti, perché possa costituire un punto di riferimento centrale del progetto di transizione ecologica e di progressiva decarbonizzazione anche dei prodotti energetici per autotrazione.

E’ quanto si legge in un comunicato congiunto diffuso dalle tre Federazioni.

Ma perché sia possibile raccogliere i finanziamenti pubblici (Recovery fund) e privati necessari ad uno scopo tanto ambizioso - prosegue la nota sindacale - è indispensabile immediatamente avviare una azione di vera e propria trasformazione della attuale rete distributiva.

Il Ministro ha convenuto con le Organizzazioni dei Gestori che la più importante infrastruttura esistente e funzionale al perseguimento degli obiettivi posti dal PNIEC -vale a dire, la rete di distribuzione carburanti, pilastro della mobilità su gomma- dovrà ricoprire un ruolo centrale per ottenere la progressiva decarbonizzazione del trasporto delle merci e della mobilità delle persone.

E’ proprio con un tale proposito che Faib, Fegica e Figisc/Anisa hanno illustrato al Prof. Cingolani una bozza di articolato teso a dotare lo Stato degli strumenti di programmazione tipici delle attività in Concessione per garantire l’ordinato sviluppo della rete con criteri di efficienza, razionalità e modernizzazione.

Nelle attuali condizioni - rilevano i Sindacati - la Concessione è lo strumento più idoneo a favorire l’integrazione degli impianti esistenti con l’offerta di altri prodotti energetici per autotrazione come biometano, biocarburanti liquidi, idrogeno ed elettrico a potenze adeguate, che tuttavia necessitano di investimenti tanto rilevanti da essere altrimenti giustificati solo da una domanda che tuttavia stenta a decollare.

La stessa Concessione, oltre al resto, è anche lo strumento che ha in sé le caratteristiche per contrastare in modo efficiente anche il fenomeno dell’illegalità, potendo imporre requisiti e criteri preventivi agli operatori e intervenire efficacemente in caso di gravi violazioni con gli istituti della decadenza e della revoca del titolo.
Le Organizzazioni dei Gestori -conclude la nota congiunta- hanno infine espresso l’auspicio motivato che sia direttamente il Governo ad assumere l’iniziativa legislativa.

Rinnovato in Confcommercio il Sindacato dei Benzinai e delle Aree di Servizio della provincia di Cuneo, presidente Ermanno Allocco di Savigliano

Sovradimensionamento della rete e mancati indennizzi perché sempre aperti in quanto servizi di utilità pubblica

“Si tratta di una Categoria già in crisi, aggravatasi con l’emergenza sanitaria e la pandemia, una rete nazionale sovradimensionata, con almeno 5000 impianti, che dichiarano erogati sotto i 300.000 litri annui, la dilagante illegalità fiscale e contrattuale, dove si usano forme non “tipizzate” quali l’appalto di servizi o la “guardiania”, una sorta di nuovo caporalato che riduce il Gestore a mera appendice degli erogatori”.

È quanto affermato da Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo nell’intervento di apertura della riunione d’insediamento del nuovo Consiglio direttivo del Sindacato dei Benzinai ed Aree di Servizio Figisc della provincia di Cuneo, tenutasi nelle scorse settimane, oltre al ringraziamento doveroso a Mario Lingua per il lunga servizio quale presidente provinciale.

Durante il dibattito sono emerse le problematiche sulle quali lavorano da tempo Confcommercio e Figisc quale federazione di settore.

Le gestioni vivono da anni una crisi di sistema che, complice ristrutturazioni fallite, mancanza d’investimenti da parte dei soggetti titolari delle autorizzazioni petrolifere, l’intervenuta politica di abbandono del mercato, da parte delle major, integrate verticalmente nel comparto, e del sempre maggior accanimento fiscale, tributario e normativo, riservato dai vari Governi, a questo specifico segmento del settore, si è ulteriormente acutizzata in occasione della pandemia purtroppo tuttora in atto, che, nel periodo del primo lockdown, da marzo a maggio, ha aggravato la situazione in atto producendo una rapida discesa degli erogati, rispetto ai livelli pre Covid, in ragione dell’elevato ricorso allo “smart working”, alle limitazioni della mobilità, per la chiusura di scuole, di centri sportivi e attività commerciali; fenomeno che purtroppo sta continuando.

Con tali erogati - e con margini non superiori ai 3 centesimi al litro che riducono significativamente quelli precedenti che già ponevano l’Italia all’ultimo posto in Europa - diventa difficile, se non impossibile, sostenere l’attività di gestione svolta nell’interesse dei Cittadini e Consumatori ed a garanzia della mobilità. Situazione questa, che si sta pericolosamente aggravando fino al punto di non ritorno, soprattutto nelle zone rosse ed arancioni.

La riunione ha visto la partecipazione dei rappresentanti del settore benzinai ed aree di servizio provenienti dalle varie zone della Provincia, durante la quale è emersa la nomina di Ermanno Allocco, titolare di un’area di servizio a Savigliano, a presidente del Sindacato.

“Ringrazio i colleghi – è intervenuto il neo eletto presidente - per la fiducia accordatami; porterò le istanze della Categoria nelle sedi opportune, che necessita, tra l’altro, una forte regolamentazione dei servizi accessori, quali il bar tra rete stradale ed autostradale”.

“Le nostre imprese - ha sottolineato Ermanno Allocco -, nel pieno rispetto della peculiare natura che le colloca fra i servizi pubblici cosiddetti essenziali, di cui la Categoria è pienamente consapevole, fin dall’inizio della emergenza pandemica, hanno orgogliosamente assicurato l’ininterrotto e capillare servizio, lungo tutta la rete stradale ed autostradale, garantendo gli spostamenti delle persone ed il trasporto di ogni genere di merce, assumendo di buon grado - non senza preoccupazioni, ma con tutte le cautele possibili - i rischi per la propria incolumità e quella dei propri dipendenti, oltre all’onere economico insito, nel proseguire una attività colpita dalla naturale, quanto rilevante, contrazione della domanda di carburanti”.

Il Consiglio direttivo del Sindacato Benzinai e Aree di Servizio Figisc-Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo è composto, oltre che da Allocco, da Urbano de Angelis per la Zona di Cuneo, da Pietro Zoccarato per la Zona di Bra, Massimo Fresia per il Cebano, Giancarlo Gallesio per l’Ascom Monregalese e Pierpaolo Alberto per la Zona Saluzzese.

Sottoscritto l'accordo con Italiana Petroli per il rinnovo biennale (dal 1.2.2021) degli accordi economico-normativi per i gestori della viabilità ordinaria

Nell'accordo introdotte importanti novazioni che rappresentano un significativo cambio di passo nei rapporti fra azienda e gestori che tornano ad essere elemento qualificante ed essenziale nel mercato della distribuzione

Tra le novità c'è quella del "margine" che, dopo l'ubriacatura del self, torna ad essere unico, intangibile e sottratto a qualsiasi eventualità di utilizzo da parte dell'azienda.

Importanti modifiche, anche sugli aspetti amministrativi, sulla gestione contabile e sulla fruibilità della documentazione connessa.

Un significativo scatto in avanti che aiuta a guardare al futuro.

Il testo passa agli organismi dirigenti delle organizzazioni per la ratifica.

A gennaio le federazioni promuoveranno sui contenuti, su tutto il territorio nazionale, un confronto con tutti i gestori IP utilizzando, laddove impossibili gli incontri di persona, gli strumenti del web.

C’è voluto più di un anno di trattativa, di scontri, di rotture, di ricuciture, di strappi per portare a casa un risultato che non solo è significativo da un punto di vista economico ma che segna anche una rottura con il recente passato nel quale il Gestore “doveva correre” sul Servito se voleva “racimolare” un margine appena decente. Un punto di riferimento per le trattative per i rinnovi che si andranno ad aprire nelle prossime settimane.

L’accordo oltre a reintrodurre il MARGINE UNICO come i Gestori hanno chiesto a viva voce nel corso di questi mesi, segna una discontinuità con il passato anche rispetto alla gestione degli aspetti amministrativo-contabili che vengono novati profondamente consentendo ai Gestori di controllare -passo dopo passo- la loro situazione.

Accanto a ciò, l’Accordo prevede il trasferimento dai Gestori all’Azienda di alcuni “oneri di sistema” (che indubbiamente hanno un valore economico che va sommato al margine unico) e la definizione di una scala di incentivazione interessante che tiene anche conto del differenziale servito-self.

Sembra corretto, proprio per chiarire il contesto nel quale il confronto si è sviluppato, dare atto alla delegazione dell’Azienda -guidata dal Direttore Commerciale Simone Alfonsi e dal responsabile della gestione rete,  Massimo Pagani- di aver mantenuto un giusto equilibrio e di aver convenuto anche sulla opportunità che venisse introdotto un “Comitato di Monitoraggio Paritetico” al quale demandare la soluzione di problematiche -anche quelle più spinose ancora non definitivamente risolte- entro il primo semestre dell’anno prossimo, nonché la creazione di un “Ente Bilaterale”, cui demandare le materie contrattuali e regolatorie connesse con l’applicazione dell’Accordo.

L’Accordo verrà illustrato, nei dettagli, a partire dal mese di Gennaio 2021 in Assemblee mirate sul territorio ovvero attraverso piattaforme web alle quali potranno partecipare i Gestori IP che ne faranno richiesta. 

Confermato lo sciopero dei gestori in atto dalle 19,00 del 14 dicembre 2020

Sciopero benzinai, il Governo cancella i gestori dai decreti ristori. Imprianti chiusi da ieri alle 19:00

Ha preso il via ieri sera, lo sciopero nazionale dei Gestori degli impianti di rifornimento carburanti, attuato con le seguenti modalità:

impianti di rete ordinaria:

dalle ore 19:00 del giorno 14 dicembre, alle ore 15:00 del giorno 16 dicembre 2020;

aree di servizio della viabilità autostradale e assimilabili:

dalle ore 22:00del giorno 14 dicembre, alle ore 14:00 del giorno 16 dicembre 2020.

L’agitazione è stata confermata – si legge in una nota congiunta delle Organizzazioni di categoria Faib ConfesercentiFegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio – a causa della decisione del Governo di estromettere le piccole imprese di gestione dai benefici già previsti dai cosiddetti “Decreti Ristori.

Dopo mesi di sollecitazioni cadute nel vuoto, è stato lasciato inascoltato persino l’auspicio della Commissione di garanzia per lo sciopero nei servizi essenziali, che pure aveva lanciato un forte richiamo al dialogo ed al confronto.

Si tratta di una decisione iniqua ed incomprensibile – prosegue la nota sindacale – perché la Categoria, che pure ha garantito l’esercizio del pubblico servizio essenziale per la comunità dall’inizio dell’emergenza pandemica assumendo l’onere di costi sostanzialmente insopprimibili, deve lamentare una caduta verticale dei volumi di vendita che attualmente si aggirano intorno al 60% sulla viabilità ordinaria ed all’80% su quella autostradale, dove peraltro il servizio deve essere garantito h24 e 7 giorni su 7.

L’indifferenza mostrata dal Governo – evidentemente impegnato in queste ore più in beghe di palazzo che a rimanere in contatto con la realtà di quanto avviene ai suoi cittadini – sta spingendo le piccole imprese dei Gestori ad una crisi economica e di liquidità che costringerà già nei prossimi giorni a chiudere progressivamente le attività, che oggi assicurano l’impiego di oltre 100.000 addetti in tutta Italia, per l’impossibilità di approvvigionarsi di prodotti.

Di qui – conclude il comunicato – l’inevitabile conferma dell’agitazione già proclamata, cui saranno fatte seguire altre già dal prossimo mese di gennaio.

Carburanti. Sciopero confermato dal 14 sera. Attestata la regolarità dell'agitazione, l'Authority chiede senso di responsabilità a Governo e Gestori che accorciano la durata.

Ora tocca al Governo aprirsi al confronto

La Commissione di garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici essenziali, scrive - non in modo meramente rituale - a Governo, Parlamento e sindacati dei benzinai chiedendo senso di responsabilità e la pronta ripresa del confronto.

Un forte ed autorevole richiamo a tutte le parti coinvolte a cui la Categoria, con una comunicazione congiunta di risposta già inviata nella serata di ieri, non ha fatto attendere la propria adesione positiva, riducendo significativamente la durata dell’agitazione proclamata e giudicata pienamente legittima dalla medesima Autorità.

E’ confermato, quindi, lo sciopero degli impianti di rifornimento carburanti che prenderà avvio dalla serata di lunedì 14 dicembre prossimo (ore 19.00 su rete ordinaria, ore 22.00 in autostrada), terminando nel primo pomeriggio di mercoledì 16 (rispettivamente ore 15.00 e ore 14.00).

Ora - sottolinea una nota congiunta di Figisc/Anisa Confcommercio e delle altre associazioni di categoria - è la parte Istituzionale, in particolare il Ministro dello Sviluppo Economico, Patuanelli, ad essere chiamato ad esercitare una delle prerogative che gli sono assegnate: rendersi disponibile al confronto con le parti sociali.

Come è noto, infatti, i Gestori di rifornimento carburanti sono stati esclusi -senza motivazione alcunadalle categorie che possono beneficiare dei provvedimenti di sostegno inseriti nei diversi “Decreti Ristori” e introdotti per attenuare gli effetti economici drammatici dell’attuale fase di emergenza pandemica, sulle piccole imprese e sui loro dipendenti.

Carburanti. Dal 14 sera distributori in sciopero

I Gestori: Garantiamo servizio essenziale, sostenendo costi e con vendite in picchiata, ma il Governo ci esclude dai "Ristori".

Dalla sera di lunedì 14 dicembre prossimo e fino alla mattina di giovedì 17, gli impianti di distribuzione carburanti, sia in rete ordinaria che su viabilità autostradale, saranno chiusi per sciopero.

Lo annunciano in un comunicato congiunto le Organizzazioni di categoria, Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio.

La decisione si è resa necessaria in conseguenza della inspiegabile indisponibilità del Governo ad inserire le piccole e piccolissime imprese di gestione a cui sono affidati gli impianti, nel novero delle categorie che beneficiano dei provvedimenti di sostegno inseriti nei diversi “Decreti Ristori”.

Come è noto, la distribuzione carburanti è classificata come servizio pubblico essenziale, dovendo garantire, pur nelle attuali come già nelle passate circostanze emergenziali, la continuità e regolarità dell’attività, nell’interesse della collettività, per consentire lo spostamento delle persone ed il trasporto di ogni genere di merci.

Ne consegue che i Gestori, oltre a subire contrazioni drammatiche del proprio fatturato per effetto delle restrizioni alla mobilità e del coprifuoco notturno, non hanno alcuna possibilità di contenere i notevoli costi fissi necessari a mantenere l’attività di distribuzione a disposizione del pubblico.

Ciò che, già in questi giorni, sta causando sul territorio chiusure incontrollate e forzate, a causa della mancanza di liquidità e della impossibilità di acquistare forniture di prodotti.

Fatti che preludono al ormai prossimo progressivo fallimento delle piccole imprese di gestione, con riflessi drammatici sui livelli occupazionali del settore che da lavoro a quasi 100.000 persone.

Si tratta di considerazioni che il Governo conosceva perfettamente ancor prima dell’emergenza e che con l’inizio della pandemia si sono ulteriormente aggravate, ma che il Ministro Patuanelli resosi latitante sin dal suo insediamento, sembra aver deciso di non prendere in alcuna considerazione nemmeno nella fase attuale, continuando a mostrare una sgradevole quanto immotivata volontà punitiva verso la Categoria, che è ancora in attesa, da luglio scorso dei suoi Decreti attuativi che avrebbero consentito ai gestori di beneficiare concretamente di provvedimenti assunti nella fase precedente.

Nella consapevolezza che una tale azione di protesta potrebbe causare ulteriori disagi al Paese - conclude la nota sindacale- anche per l’imminente periodo di festività, la Categoria è comunque impegnata a sollecitare il Governo perché assuma impegni che appaiono del tutto equi e ragionevoli.

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III edizione della Convention di Sistema Confcommercio-Imprese per l'Italia-della provincia di Cuneo

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Savigliano, 2 ottobre 2020

III edizione della Convention di Sistema Confcommercio-Imprese per l'Italia-della provincia di Cuneo

Comunicato unitario tra Figisc Confcommercio e le altre organizzazioni dei gestori di carburanti con Management EG Italia Spa

Incontro con con Management EG Italia Spa

Si sono incontrati lo scorso 4 agosto 2020 le Presidenze delle tre Organizzazioni maggiormente rappresentative dei Gestori Italiani (Faib Confesercenti, Fegica, Figisc Confcommercio) e la EG Italia spa per esaminare le criticità determinate dalla emergenza Covid, le possibili soluzioni di sostegno e per porre le basi di un confronto volto alla rinegoziazione dell'Accordo aziendale del 17 luglio 2018.

Nel confermare congiuntamente il clima di aperta disponibilità aziendale ad affrontare tutti i temi e le accertate criticità che le Organizzazioni di categoria hanno rappresentato, dagli interventi manutentivi, alle difficolta' di adeguamento informatico/gestionale dei sistemi MASER , alla sostenibilità economica, EG Italia ha inoltre ribadito di mantenere le condizioni di sospensione dei canoni afferenti le attività integrative già sospese nel periodo di lockdown, al fine di prorogare il sostegno economico già concesso nei mesi precedenti.

Le Federazioni hanno evidenziato che la marginalità riconosciuta ai gestori a marchio, anche alla luce della crisi legata alla pandemia, non è più sostenibile. Su questo punto le Associazioni hanno chiesto un’inversione di tendenza, con la rivisitazione dell’architettura contrattuale relativa ai prezzi riconoscendo ai gestori maggiore autonomia operativa ed imprenditoriale.

Nel contempo, le Parti hanno inteso definire un percorso negoziale volto a individuare fino a dicembre 2020 delle soluzioni economicamente transitorie per affrontare le inevitabili perdite che le Gestioni stanno subendo e subiranno a fronte di una lenta e non certa ripresa delle singole attività.

Temi legati a migliorare la sostenibilità delle gestioni, migliorare la efficienza degli interventi manutentivi e strutturali degli impianti di distribuzione carburanti, valorizzare la figura del Gestore come unico elemento centrale nel settore della rivendita al dettaglio.

In questo quadro, è stata pienamente condivisa la valutazione di approntare una riforma urgente del settore intervenendo su una profonda razionalizzazione della rete, contrastare le preoccupanti forme di illegalità fiscale e contrattuale esistenti nel mercato.

Le Parti si aggiorneranno nei primi giorni di settembre prossimo per riavviare con celerità ed efficacia la discussione delle questioni trattate, con l'impegno ad addivenire rapidamente a concrete soluzioni negoziali.

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Celebrata a Cuneo l’ottava edizione della Giornata nazionale “Legalità ci piace!” in collegamento streaming con Confcommercio nazionale

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Nell'accordo introdotte importanti novazioni che rappresentano un significativo cambio di passo nei rapporti fra azienda e gestori che tornano ad essere elemento qualificante ed essenziale nel mercato della distribuzione

Confermato lo sciopero dei gestori in atto dalle 19,00 del 14 dicembre 2020

Sciopero benzinai, il Governo cancella i gestori dai decreti ristori. Imprianti chiusi da ieri alle 19:00